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Crans-Montana, nei prossimi giorni il Niguarda potrà dimettere alcuni dei ragazzi ricoverati

«Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti», ha commentato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso
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Red. Online
22.01.2026 13:55

Notizie positive dall'Italia. Nei prossimi giorni, «se il quadro clinico continuerà migliorare», l'ospedale Niguarda potrà dimettere alcuni dei ragazzi ricoverati, feriti nella tragedia di Crans-Montana. La notizia, si legge su Lombardianotizie.online, segue il trasferimento di una ragazza, ieri, dal Niguarda all’ospedale di Cesena per favorire la vicinanza alla famiglia.

«Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti», ha commentato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. «Stiamo ricevendo da loro risposte straordinarie e il nostro sistema ospedaliero sta dimostrando ancora una volta qualità, efficacia e grande umanità. I percorsi di cura restano complessi e di lunga durata e prevedono ulteriori fasi di controllo e prevenzione, che proseguiranno nelle prossime settimane. L’obiettivo – conclude l’assessore – è arrivare presto a poter dire che tutti sono definitivamente fuori pericolo di vita. Non possiamo ancora affermarlo, ma il percorso intrapreso è quello giusto. Anche in questa circostanza la sanità di Regione Lombardia sta dando il meglio di sé, mettendo al centro la tutela e la cura dei propri ragazzi».

La visita

Berna, nel frattempo, ha annunciato di aver costituito due Swiss Contact Teams (SCT), inviati nei centri europei specializzati nel trattamento delle ustioni in cui sono attualmente ricoverati pazienti residenti in Svizzera rimasti vittima dell’incendio di Crans-Montana. Composti da specialisti, gli SCT hanno il compito di appurare, in collaborazione con i team di cura locali, le condizioni e le esigenze dei pazienti, «al fine di pianificare il proseguimento del loro trattamento a lungo termine, inclusa la riabilitazione», si legge in un comunicato diffuso dalla Confederazione. I due team hanno iniziato il loro lavoro il 21 gennaio con la visita ai pazienti ricoverati in Belgio e in Germania. Attualmente, 17 pazienti di nazionalità svizzera e 9 pazienti di nazionalità straniera, ma residenti in Svizzera, sono in cura presso cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia.

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