Geopolitica

Da «Lake Ontario» a «Lake America»: la battaglia USA-Canada arriva sulle mappe di Google e Apple

La decisione di Trump di ribattezzare il lago condiviso con il Canada approda sui servizi dei due colossi tech — Ma la scelta fa discutere anche negli Stati Uniti
KEYSTONE
Red. Online
02.09.2026 13:30

La battaglia commerciale tra Stati Uniti e Canada, ancora ai ferri corti sul fronte dei dazi, finisce per ridisegnare persino le mappe. Almeno quelle digitali. Dopo la decisione di Donald Trump di ribattezzare il «Lake Ontario» – uno dei cinque Grandi Laghi – in «Lake America», il nuovo nome è infatti comparso anche su Google Maps e Apple Maps negli Stati Uniti.

Il cambiamento segue il decreto presidenziale con cui Trump ha imposto la nuova denominazione, nuovo capitolo dello scontro con il vicino canadese.

Il Lake Ontario, così come altri tre dei Grandi Laghi, è condiviso dai due Paesi: sulle sue acque corre il confine tra lo Stato di New York e la provincia canadese dell’Ontario. Proprio per questo, la scelta unilaterale di cambiarne il nome viene letta da molti come una provocazione e una mancanza di rispetto nei confronti della sovranità canadese.

Il nuovo nome arriva su Google e Apple

Negli Stati Uniti, chi cerca Lake Ontario su Google Maps o Apple Maps trova il lago al posto giusto, ma con un nome diverso: «Lake America». A muoversi per primo è stato il colosso di Mountain View, seguito dal 1. settembre - come riportato da TechCrunch - anche da quello di Cupertino. In Canada, invece, sulle mappe continua a comparire il nome tradizionale, Lake Ontario.

Non è la prima volta che Trump utilizza la geografia anche come strumento politico e simbolico. Era già successo con il Golfo del Messico, ribattezzato dalla sua amministrazione «Golfo d’America».

Polemiche a New York

La nuova denominazione non convince nemmeno tutti gli statunitensi. A New York, Stato che si affaccia direttamente sul lago, la governatrice ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di adottare il nome voluto da Trump. E le critiche investono anche Google e Apple. Secondo i detrattori della scelta, i due giganti tecnologici avrebbero dovuto mantenere una posizione neutrale, evitando di recepire una modifica nata nel pieno di una disputa politica e commerciale.

Un dibattito simile si era già aperto con il Golfo del Messico, denominazione utilizzata da secoli e risalente almeno al XVI secolo.

MapQuest non ci sta: «Resta Lake Ontario»

A distinguersi dalle altre piattaforme di navigazione è stata MapQuest, che ha deciso di non adottare la nuova denominazione e di continuare a mostrare «Lake Ontario» sulle proprie mappe. «We’re not changing it», «Non lo cambieremo», ha scritto la società sui social il 27 agosto. Una posizione che, secondo quanto riferito dal Los Angeles Times, ha rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, riportando sotto i riflettori uno dei pionieri della cartografia online, nato nel 1996 e da tempo soppiantato da Google Maps e Apple Maps.

«Abbiamo visto il presidente firmare l’ordine esecutivo, abbiamo avuto una conversazione molto rapida e siamo usciti immediatamente con una dichiarazione semplice: non lo cambieremo», ha spiegato il direttore generale di MapQuest, Doug Berger, in un’intervista a Fast Company. Berger ha sottolineato che la scelta non è soltanto simbolica: «Più istituzioni e persone utilizzano una determinata nuova denominazione, più questa diventa istituzionalizzata nella pratica e nel linguaggio quotidiano e più difficile diventa tornare indietro». MapQuest aveva già seguito la stessa linea nel 2025, quando l’amministrazione Trump aveva ribattezzato il Golfo del Messico «Golfo d’America».

La presa di posizione ha avuto conseguenze sorprendenti sui numeri dell’app. Secondo i dati di Sensor Tower citati da TechCrunch, nella settimana iniziata il 24 agosto MapQuest ha totalizzato circa 184.000 download nel mondo, di cui 162.000 negli Stati Uniti: in entrambi i casi più di dieci volte quelli della settimana precedente. La stessa società ha dichiarato che, dopo l’annuncio, centinaia di migliaia di persone hanno scaricato l’app e che il suo utilizzo è salito fino a circa 50 volte i livelli abituali. «Centinaia di migliaia di persone ci hanno fatto capire, scaricando la nostra app, che avevamo fatto la scelta giusta», ha dichiarato Berger nel comunicato diffuso da MapQuest e dalla società proprietaria System1. Secondo Forbes, domenica l’app avrebbe superato da sola i 100.000 download negli Stati Uniti e in Canada, facendo registrare la sua giornata migliore dell’ultimo decennio. Il successo ha riportato MapQuest ai vertici delle classifiche dell’App Store: secondo il Washington Post, martedì era diventata l’app gratuita più scaricata sia negli Stati Uniti sia in Canada, il miglior risultato nei trent’anni di storia del servizio.

E in Svizzera?

Per gli utenti svizzeri, almeno per il momento, cambia poco. Cercando Lake Ontario su Google Maps o Apple Maps continua infatti a comparire la denominazione originale. Nelle ricerche possono tuttavia emergere anche riferimenti al nuovo nome «Lake America».

Una questione che coinvolge anche i popoli indigeni

La vicenda non riguarda soltanto Canada e Stati Uniti. Secondo il leader della Seneca Nation, nello Stato di New York, la decisione sarebbe in contrasto anche con un trattato vecchio di oltre 220 anni. A suo giudizio, Trump starebbe inoltre ignorando la storia dei popoli indigeni legati al territorio e all'origine del nome Ontario.

Come si giustificano Google e Apple?

Google, come riportato da Reuters, ha difeso la scelta richiamandosi alla propria politica sulle denominazioni geografiche: il servizio tende ad adottare i nomi ufficialmente riconosciuti dalle autorità locali. Nel caso statunitense, il riferimento è allo US Geographic Names Information System (GNIS). Secondo i media canadesi, il nome «Lake America» è comparso occasionalmente persino su alcuni siti del Canada che utilizzano servizi cartografici di terze parti. Google ha spiegato che il motivo sarebbe legato alle impostazioni scelte dagli sviluppatori, che avrebbero indicato gli Stati Uniti come regione di riferimento per le mappe.

Apple, dal canto suo, inizialmente non ha fornito spiegazioni ufficiali sulla modifica.

Un particolare, però, rende la vicenda ancora più politica: sempre stando a Reuters, il segretario degli Interni statunitense Doug Burgum ha confermato in un'intervista che Trump avrebbe contattato direttamente Apple per chiedere che il nuovo nome comparisse anche sulle sue mappe.