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Dalla Spagna, la disinformazione sull’eutanasia di Noelia Castillo ha fatto il giro del mondo

La 25.enne subì violenza sessuale, tentò il suicidio, rimase paraplegica – È morta a Barcellona dopo due anni di contenzioso col padre che voleva fermarla
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Facta.News
09.04.2026 17:30

Lo scorso 26 marzo, Noelia Castillo, una ragazza catalana di 25 anni, è deceduta all'ospedale Sant Camil di Barcellona a seguito di una procedura d’eutanasia. La procedura era stata richiesta dalla stessa Castillo nel 2024 dopo che era rimasta paraplegica due anni prima in un tentativo di suicidio, e che ha ottenuto con ritardo e difficoltà a causa delle obiezioni presentate in tribunale dal padre, Gerónimo Castillo. La ragazza soffriva di un disturbo ossessivo-compulsivo e borderline di personalità che l’ha spinta ad autolesionismo e vari tentativi di suicidio, e nel corso della sua vita ha dichiarato di aver subito diverse violenze sessuali che hanno aggravato le sue sofferenze fisiche e mentali.

La notizia della vicenda travagliata di Castillo ha fatto il giro del mondo ed è stata fin da subito strumentalizzata da gruppi religiosi contro il fine vita e dalle destre estreme in più Paesi per sostenere la propria visione politica, anche tramite la diffusione di disinformazione.

Contro le persone migranti

Subito dopo la trasmissione dell’intervista di Noelia Castillo dell'emittente televisiva spagnola Antena 3, il 25 marzo 2026, sui social sono state diffuse varie ricostruzioni infondate della sua storia. Su vari post social si leggeva che Castillo sarebbe stata abusata sessualmente all’interno di centri per minori (dove ha vissuto per un certo periodo da adolescente) da «migranti musulmani», che sarebbero rimasti impuniti perché le responsabili delle strutture le avrebbero impedito di denunciare. 

Si tratta però di una versione infondata xenofobo e razzista. Secondo la testimonianza della stessa Castillo, le violenze da lei subite sono avvenute in contesti diversi e non sono attribuite a gruppi specifici né a persone identificate per nazionalità o status migratorio. Inoltre, nel 2022 – anno dell’ultima violenza – la ragazza era già maggiorenne e non viveva più nei centri per minori. Non esistono prove giudiziarie o forensi a sostegno delle accuse diffuse online, che derivano invece da fonti non verificate e da dichiarazioni indirette prive di riscontri.

Il documento firmato da Castillo

Negli stessi giorni, sui social è stata diffusa la teoria che la ragazza non fosse realmente convinta della sua scelta di morire e che avesse cambiato idea. Questa tesi si basa su un documento reale, firmato da Castillo a luglio 2024, in cui chiedeva di rinviare la procedura di eutanasia dichiarando di trovarsi in uno stato confusionale. 

La ricostruzione è però ingannevole. Come chiarito dalla stessa Castillo e ricostruito nella sentenza dell’Alta Corte del marzo 2025, quel documento non aveva validità perché la ragazza dice di averlo scritto sotto la pressione di due ragazze appartenenti a una comunità religiosa, che avevano approfittato di un suo momento di fragilità fisica e psicologica. Castillo ha successivamente ribadito più volte di essere pienamente convinta della sua decisione. 

Il trapianto di organi

È circolata anche la storia secondo cui Noelia Castillo avrebbe voluto annullare l’eutanasia ma non avrebbe potuto farlo perché i suoi organi erano già stati destinati ad altri pazienti. A sostegno di questa tesi è stata diffusa un’immagine che mostrerebbe Castillo sul letto di un ospedale, ancora viva, mentre viene portata in sala operatorie per l’espianto di organi.

Una notizia del tutto falsa. Non esistono prove della volontà della ragazza di donare i propri organi, e l’ospedale dove Castillo ha subito l'eutanasia non è autorizzato per il prelievo e il trapianto di organi. Secondo il protocollo spagnolo, la decisione di richiedere l’eutanasia e quella di donare organi devono essere separate, libere e sempre revocabili. 

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