Guerra

Dalle minacce ai fatti, l'attacco su Kiev è devastante: «Putin è un criminale»

Almeno 22 morti e oltre 100 feriti negli attacchi russi su diverse città ucraine: lanciati pure 8 missili ipersonici Zircon - Zelensky chiede aiuto a Trump: «Ci servono i Patriot»
©MAXYM MARUSENKO
Michele Montanari
02.06.2026 16:52

Dalle minacce di settimana scorsa ai fatti: l’attacco russo su Kiev e altre città ucraine è stato devastante. Stando all'aeronautica militare, nella notte Mosca ha lanciato 73 missili e 656 droni contro l’ex Repubblica sovietica, tra cui 8 missili ipersonici Zircon. Gli obiettivi principali sono stati la capitale Kiev, le città Dnipro e Zaporizhzhia, nella parte centrale del Paese, e le città orientali di Poltava e Kharkiv. Le difese anti-aeree ucraine sono riuscite ad abbattere o intercettare 40 missili e 602 droni.

Quello della scorsa notte è stato uno più grandi attacchi aerei lanciati dall'inizio della guerra. Stando agli ultimi aggiornamenti del Kyiv Independent, i bombardamenti hanno causato almeno 22 morti, tra cui due bambini, e oltre 100 feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato il disastro su X: «Oltre 500 operatori del Servizio Statale di Emergenza sono stati coinvolti nella gestione delle conseguenze dell'attacco notturno della Russia sulle nostre città e comunità. Il principale attacco è stato su Kiev, dove decine di edifici residenziali e altre infrastrutture puramente civili sono state danneggiate». Il leader di Kiev ha parlato di «un attacco su vasta scala e una dichiarazione assolutamente chiara dalla Russia: se l'Ucraina non è protetta dai missili balistici e di altro tipo, questi attacchi continueranno. L'Europa ha bisogno della propria difesa antibalistica affinché questa guerra possa finalmente essere portata a termine. E l'assistenza dagli Stati Uniti nella fornitura di missili per i sistemi Patriot è assolutamente necessaria. Contiamo sul sostegno dei nostri partner e su risposte efficaci all'attacco di oggi».

Zelensky da tempo ripete che il suo esercito sta esaurendo i missili intercettori dei sistemi Patriot, forniti dagli Stati Uniti, i quali rappresentano l'unico sistema di difesa aerea in grado di bloccare i vettori balistici nemici. La difesa aerea ucraina è comunque riuscita a intercettare circa la metà dei missili lanciati, ma oltre 30 hanno colpito obiettivi civili, evidenzia il Guardian.

La scorsa settimana Zelensky ha scritto direttamente alla Casa Bianca e al Congresso per chiedere assistenza, evidenziando come i missili dei Patriot siano uno «strumento cruciale» per salvare vite umane. Per il leader ucraino, i missili balistici rappresentano «l'ultimo grande vantaggio di Mosca sul campo di battaglia». Finora, tuttavia, l'amministrazione Trump ha ignorato le richieste di Zelensky e centinaia di Patriot sono stati dirottati verso il Medio Oriente per difendere le basi USA e gli alleati del Golfo persico dai missili e i droni iraniani.

Il mese scorso, il Ministero degli Esteri russo aveva minacciato di colpire pesantemente Kiev dopo aver accusato gli ucraini di aver colpito un dormitorio universitario nella regione di Lugansk, controllata dalla Russia, uccidendo 21 studenti. L'Ucraina ha respinto le accuse affermando di aver preso di mira un centro di comando dei droni. Mosca aveva pure intimato ai cittadini stranieri e a tutti i diplomatici di evacuare la capitale ucraina. Tuttavia, nessuna ambasciata a Kiev ha allontanato il proprio personale in seguito agli avvertimenti del Cremlino.

Il 14 maggio, la Russia ha lanciato oltre 1.400 droni contro diverse città ucraine nell'arco di 24 ore. Stando al New York Times si è trattato del più grande attacco con velivoli armati senza pilota dall'inizio della guerra. Quel giorno è stato pure lanciato un solo missile balistico, uccidendo 24 persone a Kiev. Il 24 maggio, dopo un altro pesante attacco russo, Zelensky ha quindi inviato una lettera al presidente Trump e a tutti i membri del Congresso per chiedere ulteriori forniture di missili Patriot. Nelle ultime settimane, l'Ucraina sembra aver preso il sopravvento sul campo di battaglia, mentre i colloqui di pace sono ancora in fase di stallo. Le forze ucraine sempre più spesso prendono di mira gli impianti petroliferi russi e persino città come Mosca con droni a lungo raggio. La linea del fronte, invece, resta in gran parte congelata. Nelle scorse ore Mosca ha lanciato un numero record di missili da crociera ipersonici a capacità nucleare noti come Zircon: quattro durante la notte e altrettanti nella mattinata. Secondo gli analisti, gli attacchi russi mirano a far esaurire le scorte di missili intercettori Patriot, l'unica difesa efficace contro le armi balistiche russe.

Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha dichiarato che Putin sta esaurendo le sue opzioni. Nelle ultime settimane, ha evidenziato, le truppe di Kiev hanno condotto una campagna aerea sempre più efficace con droni a lungo raggio, colpendo raffinerie petrolifere e porti in Russia, nonché un corridoio terrestre cruciale che collega l'Ucraina meridionale con la Crimea: «Putin è un criminale di guerra e un perdente che non ha altre carte da giocare se non il terrore. Mosca sta perdendo sul campo di battaglia. Nessun numero di missili può cambiare questa situazione», ha evidenziato Sybiha, esortando gli alleati ad intensificare l'assistenza militare, ad aumentare le sanzioni contro la Russia e a promuovere l'adesione dell'Ucraina all'UE.

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