Dall'eruzione del vulcano islandese al caos dei voli per il conflitto in Medio Oriente: quando tutti consultano Flightradar24

Per l'aviazione sono giorni di caos. Tanto caos. Il conflitto in Medio Oriente e la conseguente chiusura degli spazi aerei di molti Paesi nella regione ha portato, come è noto, alla cancellazione di migliaia e migliaia di voli. Una situazione che, neanche a dirlo, ha creato scompiglio e tensione. E che ha spinto molti a consultare Flightradar24: il portale più popolare al mondo per il tracciamento dei voli in tempo reale, a cui tutti si rivolgono quando nei cieli scoppia il caos.
La piattaforma, in questi giorni, è stata consultata in lungo e in largo. Non solo dagli amanti dell'aviazione, ma anche da chi si trova, attualmente, in Medio Oriente, o da chi ha un familiare, un amico, una persona cara bloccata nella regione. Il portale di Flightradar24 – creato nel 2006 in Svezia – è, insomma, tornato sotto i riflettori (a ragion veduta, verrebbe da dire). Diventando lo strumento, per eccellenza, tramite cui informarsi sullo stato degli aeroporti, dei voli e dei cieli, in un momento così delicato. Ma in questi vent'anni, da quando è stata sviluppata, la piattaforma ha aiutato milioni di persone a tracciare aerei e a tenere sotto controllo decolli e atterraggi di innumerevoli velivoli. Molti di questi parte della nostra storia più recente e degli eventi più importanti degli ultimi anni.

Come rivela il Guardian, la popolarità di Flightradar24 esplose nel 2010: anno in cui, a seguito dell'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull, l'enorme nube di cenere paralizzò il traffico aereo per settimane in tutta Europa. Fu quella la prima occasione in cui tanti, tantissimi utenti curiosi, si affidarono al portale svedese per monitorare la situazione. Se, fino a quel momento, Flightradar24 registrava fino a 40.000 visitatori al giorno, dopo l'eruzione vennero registrati circa quattro milioni di visitatori in un paio d'ore, secondo quanto dichiarato da Mikael Robertsson, uno dei fondatori della piattaforma insieme a Olov Lindberg.
Quello del vulcano islandese, tuttavia, fu solo il primo di tanti eventi che, negli anni, hanno portato le persone a consultare, assiduamente, Flightradar24. Neanche a dirlo, una situazione simile a quella di questi giorni si era verificata anche durante la pandemia di Covid-19 nel 2020: l'ultima volta – prima di questi giorni – in cui si era verificato uno stop così grande del traffico aereo.
Ma le occasioni in cui Flightradar24 si è rivelato un prezioso alleato degli utenti non si esauriscono di certo qui. In generale, come dichiarato dallo stesso Fredrik Lindahl, CEO della piattaforma, «qualsiasi evento importante nel settore dell'aviazione» attira, ogni volta, migliaia di persone su Flightradar24. Basti pensare al volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nel nulla la notte dell'8 marzo 2014. Ma non sono solo i disastri aerei a scatenare la curiosità. Il Guardian, per esempio, tra i voli più seguiti cita anche quello che portò Alex Navalny, d'urgenza, da Omsk a Berlino per curarlo per avvelenamento. Lo stesso accade quando il leader dell'opposizione russa, nel 2021, fece nuovamente ritorno in Russia.
L'evento più seguito di tutti, nella storia di Flightradar24, almeno finora, risale al 2022, quando a settembre 4,8 milioni di persone visitarono la piattaforma per seguire il breve tragitto dell'aereo che trasportava la bara della regina Elisabetta II, da Edimburgo a Northolt.
Quanto a questi giorni, Robertsson, parlando sempre col Guardian, ha dichiarato che un primo picco di utenti si è verificato sabato, giorno dell'escalation in Medio Oriente, a cui è seguita la cancellazione di migliaia di voli. «Domenica siamo scesi un po', poi lunedì si è registrato un picco ancora più alto. Ora stiamo, lentamente, perdendo di nuovo un po' di traffico».
