Dallo tsunami blu alle congratulazioni di Trump: i risultati «storici» delle midterm

Quella appena trascorsa è stata una notte di «prime assolute» nella storia delle midterm. I democratici hanno conquistato sia il Senato che la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, assumendo il controllo del Congresso per il resto del mandato presidenziale di Trump.
Ancor prima che siano noti i risultati definitivi dello spoglio, le proiezioni hanno offerto al partito numerosi motivi per festeggiare. Innanzitutto perché quella a cui abbiamo assistito nelle scorse ore è stata una «grande rimonta americana», per usare le parole usate da Hakeem Jeffries, leader democratico alla Camera dei Rappresentanti, che ora è pronto ad assumere la carica di presidente della Camera bassa del Congresso. «Oggi inizia la grande rimonta americana», ha dichiarato di fronte a una folla di sostenitori. I democratici hanno raggiunto la vittoria in Stati che, solo due anni fa, erano stati conquistati ampiamente da Trump, come Texas, Kansas, Ohio e Carolina del Sud. Se i colleghi di Jeffries decideranno di confermarlo alla guida della delegazione del partito alla Camera, diventerà il prossimo presidente, subentrando al repubblicano Mike Johnson.
Già questo risultato ottenuto dai democratici, da solo, basterebbe per parlare di «nottata storica». Ma come sottolinea la BBC, nelle scorse ore sono stati numerosi gli episodi e i traguardi importanti raggiunti. Tra questi, c'è anche il comportamento del presidente americano: Trump, infatti, si è congratulato con l'opposizione per «il buon lavoro». Parlando ai media, ha dichiarato che «accetterà i risultati e che non vede l'ora di lavorare con il partito di opposizione», sebbene, in qualità di presidente, avrà comunque il potere di mettere il veto alle leggi che i Democratici presenteranno in Texas. Ma non è tutto. Per la prima volta in 94 anni, un democratico ha conquistato un seggio al Senato in Kansas, grazie alla vittoria di Adam Hamilton che ha sconfitto Roger Marshall. Inoltre, il democratico Abdul El-Sayed ha trionfato in Michigan, nonostante una campagna elettorale in gran parte islamofoba nei suoi confronti.
Non solo: Trump ha anche preso le distanze da alcuni dei candidati repubblicani che hanno contestato l'esito elettorale affermando: «In alcuni casi i candidati non erano di loro gradimento, e in altri casi quei candidati non erano miei amici». Inoltre, Trump ha riconosciuto che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha avuto ripercussioni sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, ha influito sul voto. «L'Iran è stato uno dei fattori», ha sottolineato.
Anche alcune sconfitte sono state definite storiche. Per esempio quella di Susan Collins, che ha ricoperto la carica di senatrice repubblicana del Maine per tre decenni e, ora, è stata sconfitta dal candidato democratico Troy Jackson. Ammettendo il risultato, Collins ha dichiarato che servire lo Stato per trent'anni è stato «l'onore» della sua vita.
Ma i risultati chiave non sono ancora finiti. Come anticipato, molti dei cosiddetti «Stati rossi», nelle scorse ore si sono tinti di blu. Come il Texas, dove i democratici hanno ottenuto due vittore a livello statale, mettendo fine a una serie di sconfitte che durava da quasi due generazioni, grazie al trionfo di James Talarico al Senato degli Stati Uniti e all'elezione di Gina Hinojosa come governatrice dello Stato. Hinojosa, in particolare, è diventata la prima donna di origine latina a essere eletta governatrice dello Stato. Anche gli abitanti delle Isole Vergini – territorio già governato dai democratici – hanno eletto la loro prima governatrice donna, consegnando una vittoria decisiva alla delegata al Congresso democratica Stacey Plaskett.
Quanto ad altri traguardi raggiunti sempre da donne, spicca anche la vittoria della democratica Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta che ha trionfato per la carica di governatrice in Georgia, diventando anche la prima governatrice afrodiscendente, oltre che la prima donna, a essere eletta alla massima carica dello Stato. Anche il democratico Chris Pappas ha raggiunto un traguardo storico, diventando il primo uomo apertamente omosessuale eletto al Senato. Un risultato che ha festeggiato, sul palco, insieme al marito.
