Dengue, al collasso tutte le strutture sanitarie di Brasilia

Le strutture sanitarie pubbliche e private di Brasilia sono al collasso a causa dell'epidemia di dengue. Lo ha riferito il governatore del Distretto federale Ibaneis Rocha in una conferenza stampa.
«Stiamo vivendo una crisi molto grande. Tanto che abbiamo pubblicato un decreto che amplia i servizi delle unità sanitarie di base e prevede l'allestimento di nuove tende per l'idratazione dei pazienti. Il momento è serio, secondo il nostro segretario alla Sanità non abbiamo ancora raggiunto il picco dei contagi, quindi dobbiamo monitorare la situazione con molta attenzione», ha detto Rocha, annunciando l'assunzione temporanea di 651 operatori sanitari medici, infermieri, operatori sanitari e agenti sanitari di comunità.
Con 83.284 casi confermati il Distretto federale è il terzo stato del Paese per numero di contagi dopo Minas Gerais (258.194) e San Paolo (124.597), tuttavia il territorio della capitale federale è quello con il più alto tasso di incidenza, con 2.956 casi per 100 mila abitanti.
A livello nazionale, in base agli ultimi dati del ministero della Salute, il numero di contagi ha raggiunto quota 740.942, cifra quasi sei volte superiore a totale dei casi registrati lo scorso anno, 165'839. Nelle prime sette settimane del 2024 sono state registrate inoltre 151 morti per patologie riconducibili al contagio da febbre dengue nel Paese.
La dengue è causata da un arbovirus trasmesso attraverso la puntura della femmina di zanzara Aedes aegypti. I sintomi principali sono febbre alta, dolori muscolari e articolari, eruzioni cutanee. Nelle forme più gravi, la dengue può causare emorragie interne e portare alla morte.