Devastante inondazione in Nepal, ci sono morti e numerosi dispersi

(Aggiornato 14.50) Una devastante inondazione ha colpito questa mattina Rasuwa, una zona a nord di Kathmandu, la capitale del Nepal, causando ingenti danni e numerosi dispersi. Oltre confine, il Tibet ha segnalato «numerose vittime» per una frana nella vicina contea di Gyirong, al confine tra Cina e Nepal.
Secondo il bilancio appena aggiornato, è salito a 17 il numero delle vittime dell'alluvione. Lo riferisce il sito nepalese Nepal News. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso e vedono impegnati l'esercito nepalese, la polizia e la Armed Police Force, con personale specializzato, squadre mediche e mezzi per la gestione delle emergenze.
Secondo Nepal News, nelle aree colpite vengono inoltre inviati rifornimenti di emergenza, mentre i droni sono utilizzati per mappare i danni e individuare eventuali persone rimaste isolate. I soccorritori stanno concentrando le ricerche anche nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte. Le autorità hanno intanto invitato la popolazione che vive lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli ad allontanarsi dalle rive e a raggiungere luoghi sicuri, a causa della minaccia rappresentata dalle acque trattenute lungo i corsi d'acqua.
L'acqua ha travolto alcuni villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. I filmati che circolano sul web mostrano la furia dell'acqua che distrugge tutto ciò che incontra, compreso un ponte, letteralmente spazzato via. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse dopo una frana verificatasi.
Centinaia di viaggiatori stranieri
Il Nepal Tourism Board ha inoltre identificato 384 viaggiatori, tra cui 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi, come irreperibili dopo la piena improvvisa del fiume Bhote Koshi. Lo riferisce il sito nepalese Nepal News. La lista preliminare è stata compilata sulla base delle informazioni fornite da 10 agenzie turistiche e di viaggio. Tra i 291 stranieri, 105 sono cittadini indiani. Nell'elenco figurano inoltre cittadini di Australia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Malaysia, Regno Unito e Sudafrica. Per diversi altri viaggiatori stranieri la nazionalità non è stata ancora confermata, mentre 37 sono indicati come indiani non residenti. Il Nepal Tourism Board ha sottolineato che l'elenco è preliminare e soggetto a verifica, invitando i viaggiatori e le loro famiglie a non trarre conclusioni prima del completamento degli accertamenti. Ai turisti presenti nelle aree colpite è stato inoltre chiesto di mantenere la calma, informarsi e seguire le indicazioni ufficiali di sicurezza.
«Potrebbero esserci numerose vittime o ingenti danni materiali», ha dichiarato alla Reuters Narendra Pariyar, amministratore distrettuale, aggiungendo: «Ma al momento non posso dirlo con certezza». La zona più colpita è una regione dell’Himalaya abitata da decine di migliaia di persone.
In Nepal, finora 12 persone sono state tratte in salvo e le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso, ha riferito il portavoce dell'esercito nepalese, Rajaram Basnet. Le autorità hanno inoltre reso noto che 13 agenti di polizia risultano dispersi da due postazioni nel distretto di Rasuwa, mentre non è stato possibile mettersi in contatto con decine di altre persone.
Xi ha chiesto di attivare i soccorsi nella contea di Gyirong, in Tibet, per trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall'inondazione e accelerare le cure ai feriti, con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime. Ha inoltre ordinato di rafforzare il monitoraggio e gli allarmi, garantire che le operazioni di soccorso siano condotte secondo criteri scientifici e prevenire il verificarsi di disastri secondari.
Il premier Li Qiang ha a sua volta chiesto di verificare rapidamente il numero delle persone disperse e colpite, organizzare tutte le forze disponibili per le operazioni di soccorso, trasferire in modo tempestivo e ordinato le persone in pericolo e prevenire ulteriori disastri. Ha inoltre chiesto al ministero degli Esteri di rafforzare la comunicazione e il coordinamento con i Paesi interessati e di comunicare tempestivamente le informazioni per gestire congiuntamente le operazioni di soccorso.
Su disposizione di Xi e Li, il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto con i responsabili dei dipartimenti interessati per guidare le operazioni di soccorso e gestione dell'emergenza. Le autorità del Tibet hanno mobilitato forze per le attività di ricerca e soccorso sul luogo del disastro.
Dalla valanga di ghiaccio al terremoto
Secondo i funzionari locali, l'alluvione potrebbe essere stata provocata dallo scioglimento della neve caduta nel fiume Bhote Koshi, che scorre dal Tibet verso il Nepal. Diversi distretti a valle sono stati posti in stato di massima allerta e l'autorità nazionale per la gestione delle emergenze ha invitato la popolazione che vive nelle aree vulnerabili lungo le sponde dei fiumi a prestare la massima attenzione.
Alcuni scienziati nepalesi e cinesi, citati dal Kathmandu Post, parlano di una possibile valanga di ghiaccio, la quale potrebbe aver bloccato il fiume Lhende, provocando l'improvviso accumulo d'acqua e la successiva ondata di piena nel fiume Bhotekoshi, nel distretto nepalese di Rasuwa. Tuttavia, secondo gli esperti, saranno necessari diversi giorni per stabilire se vi sia stato pure il cedimento di un lago glaciale. Nella stessa area si trovano infatti diversi grandi laghi glaciali e un episodio analogo si era verificato nel luglio del 2025. In quell'occasione, secondo il Dipartimento di idrologia e meteorologia del Nepal, una rottura di un lago glaciale aveva provocato una piena nel Lhende, vicino al confine tra Nepal e Cina.
A rafforzare l'ipotesi di un evento improvviso è anche l'assenza di precipitazioni intense nella zona di Rasuwa. Un altro elemento al vaglio degli esperti è un terremoto di magnitudo 4.4 registrato dall'US Geological Survey in territorio tibetano alle 8.37, circa 47 chilometri a nord di Gosainkunda, nello stesso periodo dell'evento.
Al momento non risultano vittime svizzere
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è detto «profondamente colpito» da quanto accaduto. Al momento non risultano informazioni su vittime svizzere. Chiarimenti sono in corso.
I cittadini elvetici presenti sul posto sono invitati a seguire le istruzioni delle autorità locali. La rappresentanza svizzera di Kathmandu è in contatto con gli organismi competenti sul posto.
La Confederazione ha espresso, tramite il social X, la propria solidarietà al popolo nepalese in questo difficile momento. «I nostri pensieri sono con tutti coloro colpiti da questa catastrofe», ha scritto il DFAE.
