Devastante inondazione in Nepal, le vittime sono 17

(Aggiornato) Una devastante inondazione ha colpito questa mattina Rasuwa, una zona a nord di Kathmandu, la capitale del Nepal, causando ingenti danni e numerosi dispersi. Oltre confine, il Tibet ha segnalato «numerose vittime» per una frana nella vicina contea di Gyirong, al confine tra Cina e Nepal.
Secondo il bilancio appena aggiornato, è salito a 17 il numero delle vittime dell'alluvione. Lo riferisce il sito nepalese Nepal News. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso e vedono impegnati l'esercito nepalese, la polizia e la Armed Police Force, con personale specializzato, squadre mediche e mezzi per la gestione delle emergenze.
Secondo Nepal News, nelle aree colpite vengono inoltre inviati rifornimenti di emergenza, mentre i droni sono utilizzati per mappare i danni e individuare eventuali persone rimaste isolate. I soccorritori stanno concentrando le ricerche anche nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte. Le autorità hanno intanto invitato la popolazione che vive lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli ad allontanarsi dalle rive e a raggiungere luoghi sicuri, a causa della minaccia rappresentata dalle acque trattenute lungo i corsi d'acqua.
L'acqua ha travolto alcuni villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. I filmati che circolano sul web mostrano la furia dell'acqua che distrugge tutto ciò che incontra, compreso un ponte, letteralmente spazzato via. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse dopo una frana verificatasi.
Il Nepal Tourism Board ha inoltre identificato 384 viaggiatori, tra cui 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi, come irreperibili dopo la piena improvvisa del fiume Bhote Koshi. Lo riferisce il sito nepalese Nepal News. La lista preliminare è stata compilata sulla base delle informazioni fornite da 10 agenzie turistiche e di viaggio. Tra i 291 stranieri, 105 sono cittadini indiani. Nell'elenco figurano inoltre cittadini di Australia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Malaysia, Regno Unito e Sudafrica. Per diversi altri viaggiatori stranieri la nazionalità non è stata ancora confermata, mentre 37 sono indicati come indiani non residenti. Il Nepal Tourism Board ha sottolineato che l'elenco è preliminare e soggetto a verifica, invitando i viaggiatori e le loro famiglie a non trarre conclusioni prima del completamento degli accertamenti. Ai turisti presenti nelle aree colpite è stato inoltre chiesto di mantenere la calma, informarsi e seguire le indicazioni ufficiali di sicurezza.
«Potrebbero esserci numerose vittime o ingenti danni materiali», ha dichiarato alla Reuters Narendra Pariyar, amministratore distrettuale, aggiungendo: «Ma al momento non posso dirlo con certezza». La zona più colpita è una regione dell’Himalaya abitata da decine di migliaia di persone.
In Nepal, finora 12 persone sono state tratte in salvo e le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso, ha riferito il portavoce dell'esercito nepalese, Rajaram Basnet. Le autorità hanno inoltre reso noto che 13 agenti di polizia risultano dispersi da due postazioni nel distretto di Rasuwa, mentre non è stato possibile mettersi in contatto con decine di altre persone.
Xi ha chiesto di attivare i soccorsi nella contea di Gyirong, in Tibet, per trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall'inondazione e accelerare le cure ai feriti, con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime. Ha inoltre ordinato di rafforzare il monitoraggio e gli allarmi, garantire che le operazioni di soccorso siano condotte secondo criteri scientifici e prevenire il verificarsi di disastri secondari.
Il premier Li Qiang ha a sua volta chiesto di verificare rapidamente il numero delle persone disperse e colpite, organizzare tutte le forze disponibili per le operazioni di soccorso, trasferire in modo tempestivo e ordinato le persone in pericolo e prevenire ulteriori disastri. Ha inoltre chiesto al ministero degli Esteri di rafforzare la comunicazione e il coordinamento con i Paesi interessati e di comunicare tempestivamente le informazioni per gestire congiuntamente le operazioni di soccorso.
Su disposizione di Xi e Li, il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto con i responsabili dei dipartimenti interessati per guidare le operazioni di soccorso e gestione dell'emergenza. Le autorità del Tibet hanno mobilitato forze per le attività di ricerca e soccorso sul luogo del disastro.
Secondo i funzionari locali, l'alluvione potrebbe essere stata provocata dallo scioglimento della neve caduta nel fiume Bhote Koshi, che scorre dal Tibet verso il Nepal. Diversi distretti a valle sono stati posti in stato di massima allerta e l'autorità nazionale per la gestione delle emergenze ha invitato la popolazione che vive nelle aree vulnerabili lungo le sponde dei fiumi a prestare la massima attenzione.
