Germania

Dichiara un’auto da 6 mila euro, ma ne vale 18 mila: giovane svizzera denunciata alla dogana

Una 30.enne di Sciaffusa avrebbe tentato di importare in Germania un veicolo dichiarandolo molto meno del suo reale valore: aperta una procedura per evasione fiscale
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Red. Online
22.05.2026 10:30

Una giovane donna svizzera di circa 30 anni è finita sotto inchiesta in Germania dopo un tentativo di sdoganare un’auto presentando una valutazione ritenuta troppo bassa dalle autorità. L’episodio, riportato da 20 Minuten, risale a due settimane fa al posto doganale di Rielasingen, nel Baden-Württemberg. La donna, residente nel Canton Sciaffusa, si era presentata insieme al padre per completare le formalità d’importazione di un veicolo dichiarato del valore di circa 6.000 euro.

A sostegno della pratica era stata presentata anche una perizia firmata dal padre — attivo nel settore automobilistico — secondo cui il valore dell’auto si situava tra gli 8.000 e gli 8.900 franchi.

Dubbi sulla sua dichiarazione

La versione non ha però convinto gli agenti doganali tedeschi. Durante i controlli, infatti, sarebbero emersi annunci online relativi a modelli analoghi proposti a prezzi nettamente superiori. Gli accertamenti avrebbero quindi portato a un dato ben diverso: il veicolo sarebbe stato pubblicizzato su internet a circa 18.000 franchi svizzeri. «Messi di fronte a questa situazione, entrambi si sono contraddetti», scrive l’ufficio doganale principale di Singen in un comunicato.

Oltre 6 mila euro di tasse

Secondo le autorità tedesche, sulle automobili importate vengono applicati un dazio del 10% e un’IVA all’importazione del 19%. Inoltre, per poter immatricolare il mezzo in Germania è necessario ottenere un certificato di sdoganamento, rilasciato soltanto dopo una procedura corretta. Alla fine la donna ha dovuto versare circa 6.100 euro di tasse doganali prima di poter riprendere il viaggio. Una cifra superiore di circa 4.200 euro rispetto a quella che avrebbe pagato se le autorità si fossero basate sul valore inizialmente dichiarato.

Oltre al pagamento dei dazi, nei confronti della giovane è stata avviata anche una procedura per sospetta evasione fiscale. Il dossier è stato trasmesso all’ufficio competente per ulteriori verifiche e l’eventuale definizione di sanzioni.