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«Diecimila volontari nel primo giorno di mobilitazione»

Lo ha detto il portavoce del Dipartimento per la mobilitazione – 215 ucraini prigionieri dei russi liberati grazie a uno scambio con 55 soldati russi e l'oligarca Viktor Medvedchuk – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Diecimila volontari nel primo giorno di mobilitazione»
Red. OnlineeAts
22.09.2022 06:27
22:01
22:01
L'appello ai russi arruolati con la forza: «Arrenditi alla prima opportunità»

Appello di Mikhailo Podolyak, uno dei consiglieri del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ai «russi arruolati con la forza che non desiderano morire ignominiosamente in un Paese straniero». «Arrenditi alla prima opportunità. L'Ucraina garantirà la tua vita e un trattamento dignitoso. Secondo la Convenzione di Ginevra, non sarai estradato in Russia, a meno che tu non lo desideri», ha scritto su Twitter.

21:48
21:48
Raid russi a Kupiansk

Le truppe russe hanno bombardato oggi nuovamente la città di Kupyansk, nella regione di Kharkiv, recentemente ripresa dall'esercito di Kiev. Nei raid sono rimasti feriti un'anziana e due bambini. Lo riferiscono le autorità locali, citate da Ukrinform.

20:10
20:10
La mobilitazione? «In realtà sua sconfitta»

«Ieri Vladimir Putin ha annunciato una mobilitazione, in realtà ha annunciato la sua sconfitta». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba al Consiglio di Sicurezza Onu.

«Il quantitativo di bugie da parte dei diplomatici russi è straordinario», ha aggiunto, accusando Mosca di un «fiume di bugie».

«Nessun'altra nazione vuole la pace più dell'Ucraina», ha aggiunto Kuleba. «Non abbiamo mai voluto questa guerra, che non abbiamo scelto. Vogliamo solo vivere normalmente».

«Non può esserci nessuna pace senza giustizia». «Nessuna nazione può sentirsi al sicuro finché la Russia non sarà responsabile per sue violazioni», ha detto ancora il ministro ucraino.

19:38
19:38
Israele si prepara all'emigrazione degli ebrei

L'annuncio di mobilitazione parziale in Russia viene seguita con attenzione in Israele dove si ritiene possibile che essa dia un nuovo impulso all'emigrazione ebraica.

Il quotidiano Maariv ha appreso che una consultazione straordinaria è stata tenuta oggi da alcuni ministeri (Esteri, Finanze, Immigrazione) e da rappresentanti della Agenzia Ebraica per mettere a punto misure capaci di accogliere un'improvvisa ondata di immigrati.

Sono stati discussi lo stanziamento di bilanci straordinari e provvedimenti logistici vari, fra cui il rafforzamento di voli destinati ad ebrei russi.

Secondo Maariv 13 mila ebrei hanno già completato con la Agenzia ebraica le pratiche per la loro immigrazione in Israele e altri 20 mila hanno espresso interessamento.

19:36
19:36
«10.000 volontari nel primo giorno di mobilitazione»

«Circa 10.000 cittadini» russi si sono già presentati volontari per l'arruolamento nel primo giorno della mobilitazione parziale dichiarata dal presidente Vladimir Putin. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento per la mobilitazione, ammiraglio Vladimir Tsimlyansky, citato dalla Tass.

17:55
17:55
Referendum Donetsk: voteranno anche i minorenni?

I russi hanno in programma di far votare anche i residenti minori di età compresa tra i 13 e i 17 anni nel referendum che inizierà domani nella regione di Donetsk sull'annessione alla Russia. Lo affermano i servizi segreti ucraini, citati da Unian, riferendo di aver intercettato documenti al riguardo.

«Al fine di rafforzare il controllo sull'affluenza alle urne, i minori devono essere accompagnati ai 'seggi elettorali' dai loro genitori, tutori o rappresentanti delle cosiddette 'case dei bambini'», aggiungono gli 007 di Kiev.

17:45
17:45
Repubblica russa Tatarstan vieta viaggi ai riservisti

Le autorità della Repubblica russa del Tatarstan ha vietato «temporaneamente» a tutti i suoi residenti riservisti di lasciare la regione. La norma che prevede il divieto è stata pubblicata ieri, secondo il Moscow Times, dopo il decreto del presidente Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale.

17:44
17:44
Molti soldati liberati sono in ospedale

Molti dei prigionieri di guerra ucraini rilasciati dopo lo scambio con la Russia «sono feriti» o «non sono nelle migliori condizioni fisiche e ora sono in ospedale». Lo ha annunciato il fondatore ed ex comandante del battaglione Azov Andriy Biletskyi, confermando inoltre di aver parlato al telefono con l'attuale comandante, Denys Prokopenko (Redis), il suo vice Svyatoslav Palamar (Kalyna) e Apis (Oleg Khomenko), che sono stati portati in Turchia.

16:35
16:35
«La Russia mobiliterà 1 milione di persone»

I soldati che potranno essere richiamati al fronte dalla Russia alla luce della mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin non sarebbero 300 mila, come dichiarato dal ministro della Difesa Serghei Shoigu, ma un milione. Lo afferma la Novaya Gazeta Europe, citando una fonte del Cremlino. Il sito ricorda che l'articolo 7 del decreto, in cui si indica il numero delle persone arruolabili, è stato secretato. «La cifra è stata corretta più volte e alla fine si è deciso per un milione», ha riferito la fonte.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito la ricostruzione, definendola alla Tass «una menzogna».

16:12
16:12
Gli studenti ucraini all'estero non possono lasciare il Paese

Gli studenti ucraini che studiano all'estero non potranno più lasciare il Paese. Lo ha affermato il portavoce del Servizio di frontiera di Stato Andriy Demchenko, come riportano i media ucraini, spiegando che il divieto è stato deciso a causa di troppe certificazioni false.

Prima, secondo la decisione dell'alta dirigenza militare, gli studenti che studiavano all'estero fino al 24 febbraio potevano lasciare l'Ucraina per continuare i loro studi.

«Le guardie di frontiera hanno rispettato questa norma fornendo un lasciapassare. Tuttavia, nei mesi di luglio-agosto, circa 600 uomini hanno utilizzato documenti presumibilmente falsi. Quindi oggi gli studenti maschi non possono attraversare il confine», ha detto Demchenko.

15:36
15:36
È legittimo l'arruolamento dei partecipanti alle proteste

La consegna di cartoline per l'arruolamento nell'esercito a manifestanti che partecipano a proteste contro la cosiddetta operazione militare speciale in Ucraina «non è contro la legge». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo che alcuni siti, tra i quali la BBC in russo, hanno denunciato tale pratica. Lo riferisce la Tass.

14:44
14:44
Macron: «Russia ha superato un altro passo nell'escalation»

Quello di Vladimir Putin è chiaramente «un ricatto» e la Russia, con le ultime minacce del suo presidente, «ha superato un altro passo dell'escalation». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, intervistato da BFM-TV nell'aereo che lo riporta a Parigi dopo l'Assemblea generale dell'Onu a New York.

Parlando del ricorso ai riservisti e della minaccia di utilizzare l'arma nucleare, Macron ha affermato che «si tratta chiaramente di un ricatto e altrettanto chiaramente lui dispone di quelle armi. I rischi esistono. Ma è anche uno strumento di pressione».

«C'è una controffensiva dal sud e dal nord che ha destabilizzato il fronte russo - ha continuato il presidente francese - appare anche chiaro che la situazione economica russa è più complessa di quanto si affermi, un rublo non più convertibile, catene di valore che sprofondano a causa di imprese che abbandonano il territorio, partner che non aiutano come previsto. E, inoltre, la Russia si isola sul piano diplomatico».

Macron ha ribadito la linea della Francia: «noi non siamo in guerra con la Russia, ma abbiamo bisogno di aiutare l'Ucraina e convincere gli altri paesi a seguirci per aumentare la pressione sulla Russia».

Per il presidente francese, l'uscita dalla crisi è rappresentata dal dialogo multilaterale: «la Russia - ha affermato - è chiaramente sotto pressione ma noi dobbiamo metterci in condizione di ripristinare un dialogo. Non siamo nell'impasse. Tutto questo può finire soltanto attorno a un tavolo! Non possiamo arrenderci di fronte a questa instabilità. Dobbiamo ricostruire le condizioni di un dialogo per la pace».

Un obiettivo che - ha sottolineato - non si deve perseguire ad ogni costo: la pace, per Macron, «dovrà garantire almeno le linee di febbraio», ossia le frontiere in vigore prima dell'invasione del 24 febbraio, vale a dire «l'integrità nazionale» dell'Ucraina alla vigilia del conflitto.

13:40
13:40
Attacco russo su treni con loro cadaveri a Kharkiv

A Kharkiv, liberata dalle forze ucraine dieci giorni fa, i russi hanno lanciato un attacco missilistico alla stazione ferroviaria distruggendo i vagoni frigoriferi con i corpi dei loro soldati morti in battaglia. Lo ha annunciato il capo militare regionale di Odessa Sergiy Bratchuk, citato dal «Kiev Independent» e da Espreso TV.

«I russi hanno distrutto i vagoni frigorifero con i cadaveri dei loro compagni in servizio, colpendo con missili la stazione ferroviaria di Kharkiv», ha affermato Bratchuk.

13:29
13:29
Filorussi confermano liberazione oligarca Medvedchuk

Arriva anche dal leader dell'autoproclamata repubblica del Donetsk Denis Pushilin la conferma che l'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk è tra i prigionieri rilasciati da Kiev nello scambio di ieri con Mosca.

12:03
12:03
«Anche l'arma nucleare per proteggere i territori annessi»

«Si terranno referendum e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze armate russe. La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potranno essere utilizzate per tale protezione». Lo scrive su Telegram il vicepresidente del consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev, avvertendo che «l'ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente».

«Pertanto - incalza l'ex presidente russo - i vari idioti in pensione con i gradi di generale non hanno bisogno di spaventarci parlando di un attacco della Nato alla Crimea. L'ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente. Ma l'establishment occidentale, in generale tutti i cittadini dei paesi della Nato, devono capire che la Russia ha scelto la sua strada. Non c'è modo di tornare indietro».

09:06
09:06
Rilasciati dai russi il comandante del battaglione Azov Redis e il vice Kalina

I leader del battaglione Azov che per settimane hanno difeso l'acciaieria Azovstal di Mariupol - il comandante Denis Prokopenko "Redis" e il suo vice Svyatoslav Palamar "Kalina" - sono tra i prigionieri rilasciati dalla Russia. Lo ha reso noto il comandante delle forze speciali ucraine Sergey Velichko che ha pubblicato su Telegram una foto con Redis e Kalina. Lo riporta l'"Ukrainska Pravda".

Oltre a Prokopenko e Palamar è stato liberato anche il comandante della 36ma brigata marina, il maggiore Sergei Volyn. Nella foto pubblicata con loro compaiono anche il capo della direzione principale dell'intelligence Kirill Budanov e il ministro dell'interno Denis Monastyrsky.

L'ex comandante dell'Azov Andrey Biletsky ha scritto sulle reti sociali: "Ho appena parlato al telefono con Redis, Kalina, tutti hanno uno spirito combattivo e sono persino desiderosi di combattere. Un'altra conferma che Azov è di acciaio. Adesso i ragazzi sono già liberi, ma in un paese terzo. Rimarranno lì per un po', ma la cosa principale è già accaduta: sono liberi e vivi".

In una foto pubblicata sul sito della radio ufficiale ucraina Suspline si vede Palamar sorridente mentre parla al telefono.

08:26
08:26
Turchia condanna il referendum sull'annessione alla Russia

La Turchia ha condannato i referendum per l'annessione alla Russia di quattro regioni sotto il suo controllo in Ucraina, definendoli «illegittimi».

«Questo fatto compiuto illegittimo non sarà riconosciuto dalla comunità internazionale», ha affermato il ministero degli esteri turco in una nota.

La Turchia non ha mai riconosciuto l'annessione da parte di Mosca della penisola ucraina della Crimea, avvenuta durante i primi mesi di un violento conflitto scoppiato nel 2014 e culminato con l'intervento della Russia in Ucraina il 24 febbraio.

08:20
08:20
215 ucraini scambiati con 55 russi e Medvedchuk

Duecentoquindici ucraini prigionieri dei russi sono stati liberati grazie ad uno scambio con 55 soldati russi e l'oligarca ucraino filorusso Viktor Medvedchuk, «che ha già fornito tutte le prove possibili all'inchiesta»: lo ha rivelato il capo dell'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, secondo quanto riporta Ukrinform.

«C'è stato un grande scambio di prigionieri. Ha attraversato diverse fasi e in luoghi diversi. Abbiamo riportato indietro 215 persone dalla prigionia russa», ha detto il capo dell'ufficio del presidente.

«Si tratta di soldati, guardie di frontiera, poliziotti, marinai, guardie nazionali, truppe delle forze territoriali, doganieri e civili. Tra loro ci sono ufficiali, comandanti, eroi dell'Ucraina, difensori dell'Azovstal e militari in stato di gravidanza», ha affermato in una dichiarazione.

Sono quelli «che i russi volevano uccidere, che chiamavano nazisti», il nostro popolo forte che non è stato distrutto da battaglie e prigionia«, compresi i massimi comandanti delle unità che difendevano Mariupol.

»È stato un processo difficile - ha aggiunto -. Abbiamo 215 persone rilasciate: questo è un risultato significativo, dovuto a tattiche corrette utilizzando una posizione di forza, che include i risultati degli sforzi in prima linea delle forze armate«.

Lo scambio - ha aggiunto - »è il risultato di accordi personali tra il presidente Zelensky e il presidente (turco, ndr) Erdogan«. »I russi volevano ricattarci con le loro vite, ma non gli permetteremo di farlo con nessuno«, ha sottolineato Yermak.

Tra le persone liberate ci sono anche 10 stranieri che hanno combattuto a fianco degli ucraini, alcuni dei quali minacciati di morte. Sono stati rilasciati grazie agli sforzi del principe saudita Mohammed bin Salman, si trovano in questo momento a Riad.

07:33
07:33
«Sostegno militare fino alla vittoria dell'Ucraina»

«Il Regno Unito garantisce il suo sostegno militare all'Ucraina fino alla vittoria». Lo ha detto la premier britannica Liz Truss all'Assemblea generale dell'Onu.

«In questo momento critico del conflitto, garantisco che manterremo o aumenteremo il nostro sostegno militare all'Ucraina per tutto il tempo necessario (...) Non saremo tranquilli fino a quando l'Ucraina non avrà trionfato», ha detto Truss.

06:42
06:42
Corea Nord nega la fornitura di armi alla Russia

La Corea del Nord ha negato la fornitura di armi o munizioni alla Russia, ipotizzata dall'intelligence americana, respingendo attraverso i media statali la «voce di traffici» e assicurando che la nazione non ha piani sull'export militare.

«Recentemente, gli Stati Uniti e altre forze ostili hanno parlato della 'violazione di una risoluzione' del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, diffondendo una 'voce di traffici di armi' tra la Corea del Nord e la Russia - ha riferito un dispaccio dell'agenzia ufficiale Kcna, citando un vicedirettore dell'Ufficio generale degli equipaggiamenti del ministero della Difesa -. Non abbiamo mai esportato armi o munizioni in Russia prima e non prevediamo di farro in futuro».

Il vice portavoce del Dipartimento di Stato americano, Vedant Patel, aveva detto all'inizio del mese che la Russia «sta acquistando milioni di razzi e proiettili di artiglieria dalla Corea del Nord da usare in Ucraina». Definendolo un «potenziale acquisto», il portavoce della Sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, aveva chiarito che «non c'erano indicazioni che gli acquisti fossero stati completati e che quelle armi fossero state usate all'interno dell'Ucraina».

La Corea del Nord, nella sua dichiarazione, ha avvertito gli Stati Uniti di «tenere la bocca chiusa» e di smettere di far circolare tali voci, che sembrano «mirate a offuscare l'immagine del Paese» eremita. La vendita di armi, tuttavia, è uno capitoli più importanti del bilancio statale per l'afflusso di valuta estera.

06:35
06:35
«Presto altre sanzioni Ue a Russia»

«Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner». E' la decisione adottata dal Consiglio degli affari esteri straordinario dell'Ue comunicata dall'Alto Rappresentante degli Affari Esteri Josep Borrell. Il quale ha precisato che «continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all'Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell'economia russa e una nuova lista di individui».

«Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner». È la decisione adottata dal Consiglio degli affari esteri straordinario dell'Ue comunicata dall'Alto Rappresentante degli affari esteri Josep Borrell.

Il quale ha precisato che «continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all'Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell'economia russa e una nuova lista di individui».

«In linea con la Carta Onu, l'Ucraina sta esercitando il suo legittimo diritto contro l'aggressione russa a riprendere i suoi territori secondo i confini internazionali e continueremo a supportarla per tutto il tempo necessario», ha aggiunto.

06:34
06:34
IL PUNTO ALLE 6

La giornata di ieri è stata segnata dal discorso in diretta televisiva di Vladimir Putin, il quale ha dichiarato una mobilitazione parziale in Russia, con il richiamo dei militari della riserva. L'obiettivo di Mosca in Ucraina rimane «la liberazione di tutto il Donbass», un proposito «irremovibile». La mobilitazione parziale è già cominciata ieri con la pubblicazione del relativo decreto del Cremlino. Saranno i capi delle diverse regioni a dover assicurare l'arruolamento nella quantità e nei tempi stabiliti dal ministero della difesa. Putin ha pure affermato che i territori dell'Ucraina che hanno annunciato il referendum per l'adesione alla Russia «hanno il sostegno» di Mosca. Il presidente russo ha quindi dichiarato che «l'Ucraina è stata riempita ancora di più di armi» e che «unità militari addestrate secondo gli standard della NATO» sono «sotto il comando effettivo di consiglieri occidentali». Ma intanto, a discapito di quanto sostenuto dal governo russo, continuano in Russia le proteste contro la guerra: secondo l'ong Ovd-Info, le manifestazioni sono avvenute in almeno 38 città del Paese, con oltre 1000 arresti.