Il caso

Dodici scienziati morti o scomparsi, negli USA esplodono teorie e interrogativi

Dal ricercatore UFO David Wilcock ai fisici legati a programmi nucleari e spaziali: casi diversi, spesso senza legami accertati, ma il susseguirsi di morti e sparizioni alimenta polemiche e indagini
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Red. Online
26.04.2026 20:07

Negli Stati Uniti una serie di morti e sparizioni che coinvolgono scienziati e ricercatori legati, a vario titolo, ai settori nucleare, aerospaziale e della difesa sta alimentando interrogativi e teorie di ogni genere. Dopo il recente decesso di David Wilcock, noto autore e ricercatore legato al mondo UFO, alcuni ambienti politici e mediatici hanno rilanciato sospetti su possibili connessioni dietro a una dozzina di casi emersi dal 2022. A dare voce ai dubbi - come si legge su 20 Minuten - sono state anche alcune esponenti repubblicane. «C’è qualcosa che non torna», ha scritto su X la deputata della Florida Anna Paulina Luna. Nancy Mace, parlamentare del South Carolina, ha rincarato: «Chi ha ucciso gli scienziati?». A oggi, però, non emergono prove di una regia comune. In diversi casi le autorità hanno escluso il coinvolgimento di terzi, mentre la NASA ha dichiarato di non avere «alcun indizio di una minaccia concreta alla sicurezza». Anche il presidente americano Donald Trump ha ipotizzato che possa trattarsi «semplicemente di una coincidenza». Eppure la sequenza di episodi ha attirato l’attenzione. Secondo News Nation Now, sia il Congresso statunitense sia l’FBI avrebbero avviato verifiche.

Il caso Wilcock riaccende le speculazioni

A riaccendere il dibattito è stato soprattutto il caso di David Wilcock. Il 53enne, noto per le sue teorie su UFO e «coscienza cosmica», si sarebbe tolto la vita il 20 aprile durante un intervento della polizia legato a una crisi psicologica. La sua morte ha riportato sotto i riflettori altri episodi che, pur molto diversi tra loro, condividono un elemento: il coinvolgimento dei protagonisti in programmi scientifici sensibili. Tra i nomi citati figurano William Neil McCasland, ex generale maggiore dell’Air Force scomparso in New Mexico; Anthony Chavez e Melissa Casias, entrambi legati al Los Alamos National Laboratory e spariti senza lasciare tracce; Monica Jacinto Reza, ingegnera del Jet Propulsion Laboratory svanita durante un’escursione nel 2025 e mai ritrovata. Altri casi riguardano decessi con cause note o oggetto di indagini criminali: Nuno Loureiro, scienziato del MIT ucciso nella sua abitazione; Carl Grillmair, astrofisico del Caltech assassinato sulla veranda di casa; Jason Thomas, ricercatore di Novartis ritrovato morto in un lago mesi dopo la scomparsa. Nella lista figurano anche Frank Maiwald, specialista NASA morto nel 2024 per cause non rese pubbliche, Amy Eskridge, fisica del plasma suicidatasi nel 2022, e Steven Garcia, tecnico legato al Kansas City National Security Campus, di cui non si hanno notizie dall’agosto scorso.

Coincidenze o schema?

È soprattutto la natura dei profili coinvolti — ricercatori attivi o già attivi in programmi nucleari, spaziali o militari — ad aver alimentato narrazioni cospirative. Ma, allo stato attuale, non esistono elementi pubblici che dimostrino un collegamento tra i singoli episodi. Molti dei casi hanno spiegazioni o contesti differenti: suicidi, omicidi con sospetti arrestati, sparizioni irrisolte. Alcuni risalgono a diversi anni fa. Proprio questa eterogeneità induce cautela. Resta però il fatto che il susseguirsi di episodi ha generato pressione sulle autorità. E negli Stati Uniti, dove il tema dei programmi segreti e degli UFO ha ritrovato centralità politica, basta poco perché il sospetto si trasformi in caso nazionale.