Mondo
La diretta
Il presidente USA ha approvato la vendita di armi per 8,6 miliardi di dollari agli alleati in Medio Oriente, per rafforzarli contro eventuali attacchi da parte di Teheran – Ordinato il ritiro di 5 mila soldati USA dalla Germania – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

23:26
23:26
«Il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all'America»
Il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha fatto riferimento ai negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e ha affermato che «il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all'America». Lo riporta Ynet.
22:19
22:19
Ad aprile il Kuwait ha esportato zero barili di petrolio greggio, è la prima volta in 30 anni
Nell'aprile del 2026, il Kuwait ha esportato zero barili di petrolio greggio per la prima volta dalla fine della Guerra del Golfo, secondo quanto riportato da TankerTrackers.com, un sito web che monitora le spedizioni internazionali di petrolio. Lo scrive al Jazeera.
Sebbene il Kuwait continui a produrre petrolio, che in parte viene stoccato e in parte trasformato in prodotti raffinati, alcuni dei quali vengono esportati, nell'aprile del 2026 non è stata esportata alcuna quantità di petrolio greggio a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, una situazione che non si verificava dal 1991.
21:41
21:41
Trump ha approvato la vendita di armi per 8,6 miliardi di dollari agli alleati in Medio Oriente
L'amministrazione Trump ha approvato la vendita di armi per 8,6 miliardi di dollari agli alleati in Medio Oriente, per rafforzarli contro eventuali attacchi da parte di Teheran nel corso della guerra contro l'Iran.
Citando circostanze di emergenza, il segretario di Stato Marco Rubio ha aggirato il controllo del Congresso sulle vendite. È la terza volta nel secondo mandato di Donald Trump che l'amministrazione invoca un'autorizzazione simile.
Per il Qatar è stata approvata la vendita di Patriot per 4 miliardi di dollari, per il Kuwait invece 2,5 miliardi di sistemi di difesa aerea. Israele, Qatar e Emirati Arabi Uniti riceveranno anche Advanced Precision Kill Weapon System in grado di lanciare razzi a guida laser.
20:17
20:17
L'Avana non si arrenderà alle minacce degli Stati Uniti
Il presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha dichiarato che L'Avana non si arrenderà alle minacce degli Stati Uniti, invitando la comunità internazionale a reagire di fronte a un'eventuale aggressione militare dell'isola ventilata da Donald Trump.
«Nessun aggressore, per quanto potente, otterrà la resa di Cuba», ha scritto su X, denunciando un'escalation «pericolosa e senza precedenti». Diaz-Canel ha accusato Washington di agire per gli interessi di una minoranza influente e ribadito che il Paese difenderà la propria sovranità, considerando «criminale» l'eventuale azione di forza.
In un messaggio precedente, la presidenza ha sottolineato che «Cuba non è sola», richiamando la presenza a L'Avana di circa 800 delegati provenienti da 36 Paesi, riuniti per un incontro internazionale di solidarietà alla vigilia del Primo maggio.
La presa di posizione arriva dopo che il presidente statunitense ha parlato della possibilità di prendere il controllo dell'isola «quasi immediatamente», poche ore dopo aver ulteriormente ampliato le sanzioni contro il governo dell'Avana.
Il decreto prende di mira individui, entità e settori chiave dell'economia, tra cui energia, difesa, finanza e sicurezza. Le misure prevedono anche sanzioni secondarie contro chi intrattiene rapporti con i soggetti colpiti. Diaz-Canel ha definito le nuove restrizioni «coercitive», accusando gli Stati Uniti di rafforzare un blocco «brutale e genocida» che continua a pesare sull'economia dell'isola.
20:16
20:16
Flotilla, due attivisti vittime di violenze in Israele
Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Flotilla trattenuti in Israele, sono stati oggetto di «violenze fisiche e detenzione prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare».
Lo riferiscono i loro legali, che hanno appena concluso una visita al carcere di Shikma, in un comunicato diffuso dalla Global Sumud Flotilla. Thiago e Saif, che domani mattina dovrebbero comparire in tribunale per un'udienza di proroga della loro detenzione, hanno dichiarato di essere in sciopero della fame.
Thiago Avila ha riferito di essere stato «sottoposto a estrema brutalità da parte dell'esercito israeliano durante il sequestro delle imbarcazioni. È stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte». Presenta attualmente «lividi visibili sul volto, inclusa l'area intorno all'occhio sinistro, e riferisce limitazioni nei movimenti e forti dolori alla mano».
Dal momento della cattura fino al trasferimento al servizio penitenziario israeliano, avvenuto oltre due giorni dopo, «è stato tenuto in isolamento e bendato». Thiago, hanno spiegato gli avvocati della ong Adalah, ha riferito di essere stato interrogato dallo Shin Bet e che «gli è stato detto che sarà successivamente interrogato dal Mossad con il sospetto di 'affiliazione a un'organizzazione terroristica'».
Saif Abu Keshek ha invece riferito «di essere stato tenuto con le mani legate e bendato, e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento della cattura fino a questa mattina, riportando lividi al volto e alle mani». Dopo l'arrivo al centro di detenzione di Shikma, ha riferito di essere stato informato di essere sotto interrogatorio da parte dello Shin Bet con il sospetto di «affiliazione a un'organizzazione terroristica».
Secondo il comunicato, gli avvocati di Adalah hanno richiesto informazioni sulle accuse, ma «le autorità israeliane hanno rifiutato di fornirle». Domani alle 9.30 dovrebbero comparire davanti al Tribunale di primo grado di Ashkelon. Per Adalah il trattamento riservato ai due attivisti costituisce «una grave violazione del diritto internazionale», «qualsiasi interrogatorio nei loro confronti è illegale» e «devono essere rilasciati immediatamente».
15:56
15:56
La proposta iraniana su Hormuz, nucleare e sanzioni, in 5 punti
Fine della guerra con la garanzia che Israele e gli Stati Uniti non attaccheranno di nuovo; riapertura dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani; revoca del blocco statunitense; colloqui sul programma nucleare iraniano in cambio della revoca delle sanzioni statunitensi; e riconoscimento da parte di Washington del diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio per scopi pacifici, con l'Iran che però accetta di sospendere il processo.
Sono i 5 elementi sul tavolo al centro della proposta iraniana riferiti da un alto funzionario iraniano e riportati da Reuters sul suo sito.
«In questo quadro, i negoziati sulla più complessa questione nucleare sono stati spostati alla fase finale per creare un clima più favorevole», ha dichiarato il funzionario.
15:36
15:36
Uomini armati sequestrano una petroliera al largo dello Yemen
La guardia costiera yemenita ha dichiarato che la petroliera M/T Eureka è stata dirottata al largo della costa della provincia di Shabwa da uomini armati non identificati che sono saliti a bordo, ne hanno preso il controllo e l'hanno diretta verso il Golfo di Aden, in direzione delle acque somale.
Lo scrive Reuters sul suo sito. La guardia costiera ha aggiunto che la posizione della petroliera è stata identificata e che sono in corso le operazioni per rintracciarla, adottare le misure necessarie per recuperarla e garantire la sicurezza del suo equipaggio.
13:36
13:36
L'Iran pubblica le foto delle torture agli attivisti della Flotilla
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha pubblicato su X alcune foto che vengono presentate come «dettagli raccapriccianti sulle 40 ore di torture inflitte agli attivisti» della Global Sumud Flotilla, «durante l'aggressione del regime israeliano al convoglio di aiuti umanitari nelle acque internazionali del Mar Mediterraneo».
Trentuno attivisti sono rimasti feriti. «Il convoglio era diretto alla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione oppressa», si legge. Le foto mostrano quattro persone con lividi e ferite agli arti e al volto, ed escoriazioni di forma rotonda.
12:35
12:35
Gli USA minacciano sanzioni a chi paga il pedaggio a Hormuz
Gli Stati Uniti avvertono le compagnie di navigazione che potrebbero subire sanzioni per aver effettuato pagamenti all'Iran al fine di attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive la Associated Press sul suo sito.
L'allerta, pubblicata ieri dall'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (OFAC) degli Stati Uniti, aggiunge un ulteriore livello di pressione alla situazione di stallo tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz.
L'Iran ha iniziato a offrire ad alcune navi un passaggio sicuro deviandole su rotte alternative più vicine alla sua costa, a volte addebitando un pedaggio per il servizio. Questa pratica di «pedaggio» è al centro dell'avvertimento sulle sanzioni statunitensi. Le richieste di pagamento potrebbero includere trasferimenti non solo in contanti, ma anche «attività digitali, compensazioni, scambi informali o altri pagamenti in natura», comprese donazioni di beneficenza e pagamenti presso le ambasciate iraniane, ha affermato l'OFAC.
«L'OFAC emette questo avviso per mettere in guardia i cittadini statunitensi e non statunitensi sui rischi di sanzioni derivanti dall'effettuare tali pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro. Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento».
09:41
09:41
Generale iraniano: «probabile» ripresa del conflitto con gli USA
Il generale Mohammed Jafar Asadi, un alto ufficiale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, citato dall'agenzia di stampa Fars, ha dichiarato oggi che «una ripresa degli scontri tra Iran e Stati Uniti è probabile». «I fatti dimostrano che gli Stati Uniti non rispettano alcun impegno», ha insistito.
«Le azioni e le dichiarazioni degli americani sono principalmente frutto di una manipolazione mediatica, volta in primo luogo a impedire un calo dei prezzi del petrolio e poi a tirarsi fuori dalla difficile situazione che loro stessi hanno creato», ha affermato l'alto militare, aggiungendo che le forze armate iraniane sono «pienamente preparate ad affrontare qualsiasi nuova avventura o errore da parte degli americani».
«Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico, misure che non possono nemmeno immaginare», ha aggiunto Asadi. «Non fa alcuna differenza se gli Stati Uniti conducono operazioni militari contro l'Iran o meno, poiché gli Stati Uniti sono caduti in una trappola dalla quale non hanno via d'uscita».
09:30
09:30
Libano: 13 morti in attacchi IDF nel sud del Paese
Raid israeliani nel sud del Libano hanno causato la morte di almeno 13 persone ieri, secondo un nuovo bilancio diffuso dal ministero della Sanità libanese. Intanto l'esercito israeliano ha intimato agli abitanti di diverse città e villaggi del Paese di evacuare.
Stando ad un comunicato del ministero, otto persone, tra cui un bambino e due donne, sono state uccise e altre 21 ferite, tra cui due bambini e una donna, nei raid sul villaggio di Habbouch, che l'esercito israeliano aveva esortato ad evacuare nonostante il cessate il fuoco.
L'agenzia di stampa ufficiale libanese, NNA, ha riportato «una serie di intensi raid poco meno di un'ora dopo l'avvertimento israeliano».
Questa mattina l'esercito israeliano ha intimato agli abitanti di diverse città e villaggi del Libano meridionale di evacuare, proseguendo lo sfollamento forzato della popolazione nella zona nonostante il cessate il fuoco, scrive Al-Jazeera.
L'ultimo ordine di sfollamento forzato riguarda Qaaqaait al-Jisr, Adchit al-Shaqif, Jebchit, Ebba, Kfar Jouz, Harouf, al-Duwayr, Deir ez-Zahrani e Habboush, ha dichiarato l'esercito israeliano il giorno X.
09:21
09:21
Giappone: primo acquisto di greggio russo dopo la chiusura di Hormuz
Il Giappone torna ad approvvigionarsi di petrolio dalla Russia per la prima volta dall'interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz, causata dagli attacchi di fine febbraio di Stati Uniti e Israele all'Iran.
Lo ha reso noto il ministero dell'economia e dell'Industria nipponico, precisando che una petroliera è già in navigazione verso le coste giapponesi con un carico proveniente dal progetto Sakhalin-2, nell'Estremo Oriente russo.
L'acquisto è stato effettuato dalla società all'ingrosso Taiyo Oil, e si inquadra in una più ampia strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico, resa urgente dalla crisi geopolitica che ha di fatto paralizzato i flussi petroliferi attraverso il Golfo Persico. Il Giappone, privo di risorse energetiche, dipende per oltre il 90% dalle importazioni di greggio mediorientale, rendendolo particolarmente vulnerabile alle perturbazioni in quella regione.
Il greggio di Sakhalin-2 non è soggetto alle sanzioni imposte da Washington e Bruxelles alla Russia in risposta al conflitto in Ucraina: un elemento che ne rende l'acquisto legalmente e commercialmente praticabile per Tokyo, nonostante le tensioni diplomatiche con Mosca. Il progetto Sakhalin-2, guidato dal colosso energetico di Stato Gazprom, vede tra i principali azionisti le giapponesi Mitsubishi Corp. e Mitsui & Co., garantendo a Tokyo un accesso privilegiato, tanto sul piano logistico quanto su quello contrattuale, alle risorse dell'area, considerando la convenienza economica del petrolio russo rispetto ai benchmark internazionali.
La produzione di greggio a ciclo annuale è operativa dal 2008, mentre l'esportazione di gas naturale liquefatto (GNL) è iniziata l'anno successivo. Secondo i dati del portale internazionale di tracciamento navale Marine Traffic, la petroliera ha lasciato Sakhalin alla fine di aprile. La sua destinazione è il porto della prefettura di Ehime, nel Giappone occidentale, dove è attesa nei prossimi giorni.
08:46
08:46
Trump su Cuba: «Prederemo il controllo dell'isola»
Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba, e - con tono scherzoso, come evidenzia la CNN - ha evocato la possibilità che gli Stati Uniti ne «prendano il controllo».
«È originario di un posto che si chiama Cuba, un posto di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo», ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona tra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida.
Nel suo intervento Trump ha collegato tutto a quanto accade in Medio Oriente. «Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro», ha affermato, riferendosi all'Iran. «Di ritorno dall'Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno 'molte grazie, ci arrendiamo'», ha aggiunto, alludendo a quella che - a suo avviso - potrebbe essere una risposta delle autorità cubane, mentre il pubblico rideva.
Cuba ha già definito «illegali» e «abusive» le nuove sanzioni annunciate dagli USA.
Il ministro degli esteri di Cuba Bruno Rodríguez ha dichiarato che le nuove sanzioni imposte dal presidente statunitense Donald Trump all'isola equivalgono a una «punizione collettiva», mentre un'enorme corteo ha sfilato davanti all'ambasciata americana all'Avana, per le celebrazioni del 1° maggio, promettendo di essere tutti pronti a «difendere la patria», secondo quanto riporta l'agenzia AFP.
In un ordine esecutivo, il leader statunitense ha affermato che avrebbe imposto sanzioni a persone coinvolte in una vasta operazione di smantellamento dell'economia cubana, che è controllata dal governo.
Le ultime sanzioni costituiscono una «punizione collettiva» per il popolo cubano, ha dichiarato Rodríguez. «Respingiamo fermamente le recenti misure coercitive unilaterali adottate dal governo degli Stati Uniti», ha scritto su X aggiungendo che si tratta di sanzioni «illegali» e «abusive».
08:11
08:11
Il Pentagono intende ritirare 5 mila soldati dalla Germania
Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta l'emittente CBS citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran.
L'annuncio giunge dopo le dichiarazioni del cancelliere tedesco che hanno fatto infuriare il presidente degli Stati Uniti. Friedrich Merz ha affermato lunedì che gli americani non hanno «nessuna strategia» in Iran e che Teheran sta «umiliando» la principale potenza mondiale. «Non sa di cosa sta parlando!», ha replicato l'inquilino della Casa Bianca.
Parte delle truppe che potrebbero lasciare l'Europa tornerebbero negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove, ha riferito un funzionario all'emittente statunitense, inquadrando la decisione nell'ambito degli sforzi di Washington per concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell'area dell'indo-pacifico.
Il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania, pari a circa il 15% delle forze armate tedesche di stanza nel Paese, potrebbe essere completato nei prossimi 6-12 mesi, ha ipotizzato il portavoce del Pentagono Sean Parnell, secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters.
08:10
08:10
Il punto alle 8
«Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi» a Cuba. Lo ha detto Donald Trump un po' scherzando, un po' serio nel corso di un evento al Forum Club in Florida. Il presidente ha quindi spiegato che gli Stati Unti prenderebbero il controllo di Cuba quasi immediatamente. «Dire che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra in Iran è tradimento» ha poi aggiunto il tycoon.
