Germania

Dresda, evacuate 18mila persone per una bomba inesplosa della Seconda guerra mondiale

Maxi operazione nel centro della città dopo il ritrovamento di un ordigno da 250 chili durante i lavori sul ponte Carola: mobilitati oltre 400 agenti e artificieri al lavoro
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Red. Online
11.03.2026 16:05

Maxi evacuazione nel centro di Dresda, in Germania, dopo il ritrovamento di una bomba britannica da 250 chilogrammi risalente alla Seconda guerra mondiale. Stando al quotidiano romando Le Matin, circa 18.000 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni mercoledì mattina nell’ambito di quella che le autorità hanno definito la più grande operazione di questo tipo mai organizzata nella città della Sassonia. L’ordigno è stato scoperto durante i lavori di ricostruzione del ponte Carola sull’Elba, parzialmente crollato nel 2024. Sul posto è intervenuta una squadra di artificieri incaricata di tentare il disinnesco.

Zona isolata

La zona interessata è stata isolata attorno alle 9 e sono stati mobilitati oltre 400 agenti di polizia e membri dei servizi di emergenza, supportati anche da un elicottero e da un drone, per verificare che case, negozi, scuole, case di cura e uffici nel raggio di un chilometro fossero completamente evacuati. L’operazione ha coinvolto anche alcuni dei principali siti storici della città, tra cui il palazzo barocco dello Zwinger e la Frauenkirche.

Detonatore danneggiato

Secondo quanto riferito dalla polizia, il detonatore della bomba risulta danneggiato, circostanza che rende più complesso e lento il lavoro degli artificieri. Per neutralizzare l’ordigno si sta utilizzando un idrogetto ad alta pressione; qualora il tentativo non dovesse avere successo, gli esperti potrebbero essere costretti a farlo brillare sul posto. Dresda fu pesantemente bombardata dagli Alleati nel febbraio del 1945: gli attacchi causarono fino a 25.000 morti e distrussero gran parte del centro storico. Ancora oggi in Germania vengono regolarmente rinvenuti ordigni inesplosi durante cantieri e progetti edilizi. Solo nel 2025, a gennaio e ad agosto, altri ritrovamenti avevano già comportato evacuazioni che avevano coinvolto migliaia di persone.