Due violente scosse di terremoto in Venezuela: «La casa ci stava cadendo addosso, sembrava un film horror»

Prima una forte scossa di magnitudo 7.1. Poi, dopo poco, un'altra scossa, ancora più violenta, di magnitudo 7.5. Nelle scorse ore, il Venezuela è stato colpito da quello che è stato definito il più forte terremoto degli ultimi 126 anni. Un evento sismico che risulta paragonabile, per intensità, solo a quello di magnitudo 7.7 che colpì il Paese nell'ottobre del 1900. L'epicentro della seconda scossa di terremoto – quella più violenta – è stato a 23 chilometri a sud est di Yumarè, un centro abitato che conta circa 20.000 abitanti, vicino alla costa. Questa seconda scossa, secondo quanto hanno rilevato i sismografi, è stata preceduta solo di 39 secondi dalla prima, leggermente inferiore di intensità. La scossa principale è stata infatti registrata alle 17:04 locali con epicentro nel centro-nord del Venezuela e una profondità superficiale inferiore a 30 chilometri. L'epicentro è stato localizzato nei pressi delle città venezuelane di Maracay, Isla Ratón e Valencia.
Secondo i primi aggiornamenti, l'area più colpita dal sisma – il cosiddetto «ground zero» – sembrerebbe essere Catia La Mar, nello stato di La Guaira. Molte segnalazioni sui social descrivono una devastazione diffusa in quella città costiera, con edifici totalmente distrutti, lungo Avenida El Ejército, nonché altre strutture completamente crollate e veicoli sepolti sotto le macerie. Tra gli edifici più danneggiati figurano le strutture della Scuola Navale, edifici residenziali a Playa Grande e diversi isolati del complesso residenziale Hugo Chávez, dove si sono verificati anche incendi presumibilmente causati dall'esplosione di bombole di gas.
Anche i dintorni di Caracas, capitale del Venezuela, sono stati vittime di pesanti danni. «Tutto ci stava cadendo addosso. I televisori erano a terra. Sembrava un film horror», ha raccontato alla stampa locale una donna, residente di Avenida Bolívar a Catia, a ovest di Caracas. «È durato circa due minuti, almeno così mi è sembrato». La donna ha sottolineato che in un primo momento la popolazione non si è resa conto della portata dell'evento. «All'inizio pensavamo che stesse piovendo forte, ma poi abbiamo scoperto che l'acqua che sentivamo arrivava dalle cisterne sul tetto, che si erano rotte a causa dell'impatto».
«Un movimento tellurico eccezionale»
Ciò che colpisce di questo terremoto è la sua potenza. Una violenza che gli esperti attribuiscono alla ridotta profondità dell'epicentro, calcolata tra 10 e 13 chilometri. L'analisi tecnica riferisce che il rilascio di energia «si è verificato superficialmente nel sistema di faglie che forma il confine meridionale della placca caraibica con la placca sudamericana (asse di deformazione che collega i sistemi di faglie di Boconó e San Sebastián)». Ed è proprio questa combinazione di elevata magnitudo e scarsa profondità ad aver sprigionato un «movimento tellurico eccezionale», le cui onde si sono propagate anche a grande distanza. La scossa di terremoto è stata infatti avvertita a oltre 160 chilometri di distanza, interessando per questo motivo anche la capitale venezuelana, ma persino la Colombia. Le autorità colombiane hanno infatti riferito che il sisma è stato percepito in diverse città, tra cui Bogotà, Barranquilla e Bucaramanga, dove alcuni cittadini hanno riferito oscillazioni prolungate di edifici e abitazioni.
Si scava tra le macerie
Nel frattempo, a Caracas si scava tra le macerie. Secondo le prime stime, diversi edifici della capitale sono crollati, come testimoniano anche le immagini che in pochi istanti hanno fatto il giro del web. Agenti di polizia e vigili del fuoco sono al lavoro, per cercare di salvare la vita a chi è rimasto intrappolato sotto i calcinacci. «Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante», raccontano alcuni testimoni.
Purtroppo, però, arrivano anche i primi aggiornamenti sulle vittime. La presidente ad interim, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che secondo i primi dati in loro possesso, sono almeno «32 i morti, e oltre 700 i feriti in ospedale». «Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. Là è una vera tragedia. Stiamo ricevendo squadre di recupero e di soccorso. Voglio ringraziare il presidente Trump, come altri governi che ci stanno aiutando», ha dichiarato Rodriguez. Il presidente americano ha infatti dichiarato che gli USA sono «pronti, disponibili e in grado di aiutare» il Venezuela colpito dal sisma. «I due gravi terremoti che hanno appena colpito il grande popolo del Venezuela sono entrambi di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime», ha scritto Trump sul suo social Truth. «Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo - ha aggiunto - di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. Le prime notizie non sono buone!». Come dichiarato dalla presidente ad interim Rodriguez, in Venezuela è stato dichiarato lo stato d'emergenza. «La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l'unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro. Non ci sarà scuola nei prossimi giorni: abbiamo attivato le operazioni di salute pubblica. Siamo vicini a chi ha perso propri cari. Chiediamo calma e unità alla popolazione».
Le autorità di Caracas hanno a loro volta confermato almeno quattro morti a causa del crollo degli edifici. Darwin González , sindaco di Baruta, un comune a 20 chilometri da Caracas, ha confermato tre morti a causa del crollo di due strutture a Las Minas. Allo stesso modo, il sindaco di Los Salias, poco lontano, Edgar Laya, ha segnalato un decesso nel suo comune. Il sindaco della città di Chacao, tra le più colpite dal sisma, ha ammesso che ci sono vittime, senza tuttavia fornire dettagli. Non solo. Il governatore dello Stato venezuelano di Falcón, Víctor Clark, in un bilancio sui danni, ha dichiarato che la situazione più critica si registra a Tucacas, dove è crollato interamente il complesso residenziale La Mar Suites. Clark ha riferito che nella struttura «vi sono 15 persone ferite e circa 15 persone disperse sotto la struttura». Nella zona sono in corso le operazioni dei soccorritori.
Aeroporto gravemente danneggiato
Non sono solo le città ad aver accusato i terribili danni del sisma. Anche l'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, principale scalo del Paese, situato a circa 20 chilometri da Caracas, è stato gravemente danneggiato dalle scosse. Le immagini riprese all'interno dello scalo documentano momenti di forte tensione tra passeggeri e personale: persone in fuga dai terminal, viaggiatori che cercano riparo all'aperto e scene di confusione durante l'evacuazione delle aree interessate. In diversi filmati si vedono controsoffitti danneggiati, detriti a terra e passeggeri che abbandonano rapidamente gli edifici mentre il sisma è ancora in corso.
Paura e shock
Nella zona dell'epicentro la paura resta ancora altissima. Molte persone sono in stato di shock, mentre in diversi punti, tra cui a San Felipe (capitale dello Stato di Yaracuy, zona dell'epicentro), manca l'elettricità. La gente si è precipitata per le strade, abbandonando le proprie case per paura di altre scosse. Ampie aree della città – che si trova a circa 300 chilometri a ovest di Caracas – sono senza elettricità. Secondo quanto riferito da una giornalista locale, è attualmente impossibile stabilire comunicazioni telefoniche con l'area rurale dello Yumarè, che potrebbe essere seriamente colpita. Le stesse autorità del luogo, al momento, non hanno lanciato segnalazioni.
