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È morto lo scrittore e giornalista Vittorio Messori

È stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell'ex Sant'Uffizio, all'epoca il cardinale Joseph Ratzinger («Rapporto sulla fede»), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II («Varcare la soglia della speranza»), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale
© Vatican News
Ats
04.04.2026 10:14

Lo scrittore e giornalista cattolico Vittorio Messori, che con «Ipotesi su Gesù», portò il cristianesimo al centro del dibattito culturale italiano e internazionale, è morto all'età di 84 anni nella sua casa di Desenzano sul Garda (Brescia).

«Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo», ha annunciato Rosalia Bontà, da lungo tempo assistente personale di Messori. Da anni Messori viveva con un pacemaker e fatale è stato un attacco cardiaco. La moglie dello scrittore, anche lei giornalista e scrittrice, Rosanna Brichetti, era deceduta quattro anni fa, nel giorno di Sabato Santo.

Intellettuale indipendente, appartato, refrattario alle mode. Messori ha attraversato più di mezzo secolo di vita ecclesiale e civile interrogando il rapporto tra ragione, storia e rivelazione.

È stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell'ex Sant'Uffizio, all'epoca il cardinale Joseph Ratzinger («Rapporto sulla fede»), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II («Varcare la soglia della speranza»), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale.

Vittorio Messori era nato a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941, in una famiglia segnata dall'anticlericalismo tipico dell'Emilia dell'epoca. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Torino, dove Messori frequentò il liceo classico D'Azeglio prima di iscriversi a Scienze Politiche all’Università di Torino. Qui fu allievo di Luigi Firpo e Norberto Bobbio.

La sua formazione razionalista e agnostica culminò nel 1965 con la laurea in Storia del Risorgimento, discussa con Galante Garrone, Bobbio e Firpo. Tutto cambiò nel luglio del 1964, quando una lettura intensa dei Vangeli lo condusse alla conversione al cattolicesimo, esperienza che segnò profondamente la sua vita e orientò la sua ricerca intellettuale, volta a conciliare ragione e fede.

Messori iniziò la carriera giornalistica presso la casa editrice Sei dei Salesiani, passando dalla redazione all'ufficio stampa. Nel 1970 approdò a «Stampa Sera», occupandosi inizialmente di cronaca nera e poi di cronaca bianca.

Su invito del direttore de «La Stampa», Arrigo Levi, partecipò nel 1975 al gruppo fondatore del settimanale «Tuttolibri», continuando nel frattempo gli studi sulle origini del cristianesimo, che lo portarono a pubblicare «Ipotesi su Gesù» del 1976, un libro che ha superato il milione di copie in Italia ed è stato tradotto in 22 lingue.