E Trump sgancia la bomba elettorale: «Se vinciamo, darò 5 mila dollari a ogni americano»

Un Donald Trump in versione Cetto La Qualunque («Chiù pilu pe' tutti!», ricordate il personaggio di Antonio Albanese?). D'altronde, nel mondo del tycoon vale tutto. Con le sue stravaganti uscite si potrebbero riempire diversi libri densi quanto Guerra e Pace, se non di più. L’ultima sparata, in ordine di tempo, non solo pone seri dubbi dal punto di vista economico, ma pure etico: il tycoon, di fatto, ha promesso soldi agli elettori in cambio del voto.
Ieri, durante la convention del Partito repubblicano a Dallas, in Texas, il capo della Casa Bianca ha chiamato alla mobilitazione gli elettori cercando di invertire le tendenze sfavorevoli dei sondaggi, che lo danno ai minimi storici in quanto a popolarità, con la promessa di denaro sonante: «Fateci finire il lavoro» e ogni americano adulto avrà il «dividendo Trump» da 5 mila dollari. Costo dell’operazione, stimano i media USA, oltre 1.300 miliardi di dollari (i cittadini adulti sono circa 267 milioni). L’Associated Press, tra gli altri, sottolinea come una proposta del genere, che richiederebbe l'approvazione del Congresso, aggraverebbe ulteriormente il deficit di bilancio annuale del Paese, il quale si aggira intorno ai 1.800 miliardi di dollari.
Ma non solo laute ricompense. Trump ha invitato il pubblico a fingere che i candidati alle elezioni Midterm non siano altri esponenti repubblicani, ma lui stesso: «Fate finta che io sia candidato. Sono candidato. Solo un'altra volta», ha affermato.
Con elezioni di metà mandato alle porte, il pantano della guerra in Medio Oriente, il carovita opprimente e la sua crescente impopolarità, il tycoon ha sfoderato la cosiddetta bomba elettorale: un assegno da 5 mila dollari per ogni cittadino americano adulto, da spendere rigorosamente negli USA, nel caso in cui i repubblicani riescano a mantenere il controllo del Congresso a novembre. Citiamo testuale: «Se i repubblicani conquisteranno sia la Camera dei Rappresentanti che il Senato degli Stati Uniti distribuirò un dividendo di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti d'America». Trump ha poi aggiunto: «Un po' come le aziende di successo erogano i dividendi agli azionisti». Nel mondo di Trump la politica si mischia spesso all’imprenditoria. E allora ecco che lo Stato diventa una grande azienda, gli elettori azionisti e i negoziati di pace contrattazioni economiche. Un modus operandi che è valso più volte al presidente USA l’epiteto di «palazzinaro».
Il New York Times evidenzia come non sia raro che i politici americani leghino la possibilità di un piano di stimolo economico all'esito delle elezioni. Nel 2020, ad esempio, i democratici in Georgia prospettarono assegni di 2 mila dollari per far fronte all'emergenza coronavirus qualora il loro partito avesse ottenuto il controllo del Senato. L’uscita di Trump, però, raggiunge un nuovo livello di sfacciataggine. Non vi sono promesse legate al welfare o all’abbattimento del carovita, ma un messaggio diretto, senza prospettive socio-politiche a lungo termine: «Votate per noi e sarete ricompensati». Il tycoon, tra l'altro, non ha neppure fornito dettagli su come finanzierebbe una iniziativa del genere.
Non è la prima volta che Trump promette denaro ai cittadini. In passato ha proposto assegni da 2 mila dollari basati sulle entrate derivanti dai dazi doganali (non ancora elargiti) e ha ipotizzato pagamenti da 5 mila dollari provenienti dai risparmi ottenuti eliminando migliaia di posti di lavoro federali tramite il DOGE (anche in questo caso non elargiti).
Al di là del valore etico della proposta, va sottolineato che questa sembra essere assolutamente legale. Citato dall’Associated Press, l’avvocato John Day ha evidenziato che il pagamento promesso da Trump «andrebbe a tutti, indipendentemente da come abbiano votato».
Jessica Levinson, docente di diritto elettorale presso la Loyola Law School della Loyola Marymount University di Los Angeles, ha invece spiegato al NYT che la dichiarazione del presidente USA «non sembra poi così lontana da una promessa di riduzione delle tasse».
Più critico David Becker, direttore esecutivo del Center for Election Innovation and Research, un gruppo apartitico che fornisce consulenza ai funzionari elettorali, il quale vede nella sparata di Trump un tentativo di risollevare la sua popolarità in caduta libera: «Che sia legale o meno, sembra piuttosto disperato. Spetterà agli elettori decidere se fidarsi o meno di quest'uomo. Se fossi un elettore, mi chiederei: perché promettete di farlo nel 2027? Ora controllate entrambe le camere. Perché non mantenere questa promessa adesso?», ha dichiarato Becker al NYT.
Tornando alla convention, Trump ha poi attaccato i suoi avversari politici: «Se affidate il futuro dell'America ai democratici, il Paese ci metterà un decennio per rialzarsi. Votate per i repubblicani. Se perdiamo, voi perderete il controllo dei confini, perderete il taglio delle tasse, perderete la vostra sicurezza. Perderete la vostra ricchezza. Il nostro Paese attraverserebbe un inferno e voi vivrete un inferno come è successo appena due anni fa», ha aggiunto Trump, riferendosi al suo predecessore Joe Biden. E ancora: «Votate per i repubblicani e lasceremo il resto del mondo a mangiare la nostra polvere per le generazioni successive. Non ci sarà nulla di paragonabile».
Trump ha poi insistito sulla convinzione di aver vinto le presidenziali «tre volte», riferendosi alle elezioni del 2016, del 2020 e del 2024, e ha giustificato ancora una volta l’azione militare USA in Medio Oriente: «Se non avessimo colpito con i nostri B-2, adesso (l’Iran, ndr) avrebbe l'arma nucleare». Bombe elettorali per giustificare bombe reali, quelle che uccidono e fanno schizzare il prezzo del petrolio alle stelle.
