Lavoro

EasyJet assume assistenti di volo over 50: ecco perché

In quattro anni la compagnia britannica ha più che raddoppiato il personale di cabina con oltre cinquant'anni, mentre gli over 60 sono quasi quadruplicati
© easyJet
Red. Online
25.08.2026 20:36

Il mestiere di assistente di volo, nell'immaginario collettivo, ha un'età. E quell'età è giovane. Un pregiudizio che, tuttavia, easyJet dice di aver scalfito e su cui, ora, torna a insistere.

Partiamo dai numeri. Dal 2022, anno in cui la compagnia arancione ha lanciato un'iniziativa specifica per attrarre lavoratori più maturi, il personale di cabina con più di cinquant'anni è cresciuto del 127%. Chi ha superato i sessanta, addirittura, è quasi quadruplicato. Ora, il vettore apre le candidature per il 2027: si parte a settembre 2026, con centinaia di posizioni disponibili nelle basi del Regno Unito.

Dagli «empty nesters» ai cambi di rotta

L'operazione era nata nel 2022 con un obiettivo chiaro e preciso: i cosiddetti «empty nesters», ovvero i genitori rimasti a casa da soli dopo l'uscita dei figli e in cerca di una direzione nuova a livello lavorativo. Nel 2024, per contro, è arrivato il programma Returnships, con sessioni di prova gratuite offerte a centinaia di persone sopra i cinquanta intenzionate a cambiare mestiere.

La compagnia, dal canto suo, sostiene che chi arriva da un'altra carriera porta competenze trasferibili adatte al lavoro in cabina: comunicazione, capacità di risolvere problemi, freddezza quando succede qualcosa di imprevisto. «È stato molto incoraggiante vedere il numero di assistenti di volo over 50 più che raddoppiare dal 2022, a riprova che in molti considerano ormai questo mestiere un cambio di carriera possibile a prescindere dall'età» ha dichiarato Michael Brown, direttore dei servizi di cabina di easyJet. «Vogliamo che più over 50 si candidino: portano competenze già acquisite e un bagaglio di esperienza di vita che i nostri clienti e i colleghi apprezzano».

Il timore di essere il più vecchio a bordo

Uno degli ostacoli, dice la compagnia, era proprio il timore di ritrovarsi, a bordo, quale membro meno giovane dell'equipaggio. Un sondaggio interno indica che il 76% del personale over 50 si è sentito accolto. Non solo, ha riferito che l'età, a bordo, non fa differenza. Accanto alla campagna, easyJet ha diffuso una ricerca secondo cui l'80% degli adulti britannici che hanno cambiato lavoro dopo i cinquant'anni dichiara di essere più felice. Dato di parte, attenzione: lo pubblica chi assume.

Londra ci mette il cappello

Sulla questione è intervenuto anche il ministro britannico per l'Occupazione, Andrew Western, che ha collegato l'iniziativa al programma governativo Get Britain Working: i datori di lavoro che sostengono queste politiche, ha detto, «conoscono l'ampiezza dell'esperienza che gli over 50 portano nel mondo del lavoro, e questo dimostra che cosa si può ottenere quando la si valorizza». Il contesto industriale, del resto, aiuta a leggere meglio i contorni dell'operazione: easyJet sta ha allargato l'attività nel Regno Unito, con tre nuove rotte britanniche per l'estate 2026 e una base aperta a Londra Southend. Tradotto: servono equipaggi. E il bacino tradizionale, evidentemente, non basta più.

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