Ebola, il Kenya si oppone all'ospedale voluto dagli USA per i cittadini americani contagiati

«Non vogliamo e non possiamo ammettere alcun caso di Ebola nel nostro Paese». Decretava così, sabato scorso, il segretario di Stato americano Marco Rubio in merito all’epidemia che sta colpendo in particolare la Repubblica Democratica del Congo, con oltre mille casi registrati. Una situazione sanitaria allarmante, che sta provocando tensioni anche a livello internazionale. Come riportato dalla Repubblica, l'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha infatti annunciato l'intenzione di realizzare in Kenya una struttura sanitaria destinata ad accogliere eventuali cittadini americani contagiati dal virus, evitando così il loro trasferimento negli Stati Uniti.
Missionario americano contagiato
La decisione arriva dopo il contagio di un medico missionario statunitense che operava nella regione di Bunia, nel nord-est del Congo, attualmente ricoverato in isolamento a Berlino. Un suo collega è invece sotto osservazione nella Repubblica Ceca. Washington ritiene quindi che eventuali futuri casi possano essere gestiti direttamente in Africa, lontano dal territorio americano.
Tensioni in Kenya
L'iniziativa, tuttavia, ha suscitato forti resistenze in Kenya. Pur non avendo registrato alcun caso di Ebola, il Paese teme il rischio di importare il virus e la Corte Suprema di Nairobi ha dichiarato illegittimo il progetto. Diversa, invece, la posizione del governo kenyano, che ha mantenuto una linea più sfumata. Il ministro della Salute Aden Duale ha spiegato che la struttura rientrerebbe in un più ampio piano di rafforzamento delle capacità di risposta alle emergenze sanitarie.
Gli Stati Uniti hanno però interpretato queste dichiarazioni come un via libera e avrebbero già avviato una serie di collegamenti aerei verso la base militare di Laikipia, nei pressi di Nanyuki, dove dovrebbe sorgere il centro di quarantena. La struttura, secondo le informazioni disponibili, potrebbe ospitare fino a 50 persone risultate positive al virus ma prive di sintomi.
Proteste locali
L’idea ha però alimentato la protesta della popolazione locale. Centinaia di manifestanti si sono quindi radunati nei pressi della base militare, sostenendo che la presenza di una struttura dedicata ai malati di Ebola potrebbe esporre la comunità a rischi sanitari. Contrario anche il governatore della contea di Laikipia, Joshua Irungu, secondo cui il progetto potrebbe mettere in pericolo la popolazione residente.
Mancanza di accordi
Ad aumentare le polemiche c’è anche la mancanza di trasparenza sull'eventuale accordo tra Nairobi e Washington. Il Katiba Institute, organizzazione impegnata nella tutela dei diritti costituzionali, ha pertanto chiesto la pubblicazione del testo dell'intesa e un dibattito parlamentare pubblico prima di qualsiasi decisione definitiva. Secondo l'associazione, l'opposizione legale al progetto proseguirà finché non verrà dimostrato che l'iniziativa risponde anche agli interessi del Kenya.
