Il caso

El Niño potrebbe causare la morte di oltre 450.000 persone

È la stima degli scienziati, che prevedono che il fenomeno climatico sarà ancora più intenso a causa del riscaldamento globale – A essere colpite saranno soprattutto le «nazioni tropicali»
©MAST IRHAM
Red. Online
23.09.2026 16:53

L'ondata di calore che, nei mesi estivi, ha interessato gran parte dell'Europa è ormai alle spalle. Ma ciò non significa che nel resto del mondo il caldo non stia per causare danni altrettanto importanti, se non addirittura peggiori. El Niño si prepara a colpire e le stime degli scienziati sono piuttosto allarmanti. Dalle previsioni emerge infatti che a causa del caldo eccessivo provocato dal fenomeno, potrebbero morire oltre 450.000 persone. Un numero preoccupante, a cui vanno aggiunti anche i decessi già causati dalle temperature elevate, effetto del cambiamento climatico. 

Secondo le analisi degli esperti, El Niño colpirà più zone del mondo, ma in particolare Indonesia, India, Nigeria, Sudan, Brasile e persino gli Stati Uniti. Oltre alla stima sulle vittime del caldo, potrebbero però verificarsi anche decessi «collaterali», a causa della siccità, degli incendi e delle inondazioni che il fenomeno potrebbe comportare. Le stime sui decessi dovuti al caldo, come si legge sul Guardian, sono state effettuate a livello regionale, permettendo ai ricercatori di individuare aree in cui è possibile adottare misure di protezione per salvare vite umane. In tal senso, potrebbe essere effettuate previsioni più accurate delle temperature, così come potrebbero essere installati centri di raffreddamento dove le persone possono trovare riparo. Al tempo stesso, nelle aree più colpite dal fenomeno potrebbe venir aumentato il personale medico in servizio nelle ore più calde, così come potrebbero venir implementate misure di protezione adeguate per chi lavora all'esterno. 

Il picco di El Niño è previsto nei prossimi mesi. Eppure, lunedì, è stata toccata la temperatura più alta mai registrata per questo fenomeno. Il calore, come si legge sul Guardian, è talmente superiore a quello degli precedenti al punto tale che gli scienziati lo hanno definito «sbalorditivo». Dopotutto, fenomeni climatici come El Niño possono essere aggravati dal riscaldamento globale, diventando ancor più intensi. «La stima di 451.000 persone è un numero talmente elevato da poter risultare sconcertante, ma è composto da genitori e figli, nonni e vicini di casa, persone che vanno al lavoro, si prendono cura della propria famiglia o, semplicemente, vivono la loro vita», ha dichiarato al Guardian il professore Micheal Greenstone, cofondatore del Climate Impact Lab e docente all'Università di Chicago, nonché coautore del rapporto che presenta le stime delle vittime. 

Il valore in questione si basa sul periodo che va da ora, settembre 2026. a febbraio 2027. Ciononostante, si prevede che i livelli di mortalità dovuti al caldo persisteranno fino a giugno o luglio 2027. Come detto, il caldo intenso colpirà più Paesi, ma in particolare quelle che vengono chiamate «nazioni tropicali». Anche gli Stati Uniti, tuttavia, figurano tra i 20 Paesi più colpiti, con una probabilità di registrare circa 3.500 decessi aggiuntivi a causa del caldo. La situazione sarà tuttavia peggiore per la regione del Sahel, in Africa, e nel sud-est asiatico. Queste proiezioni sono state elaborate utilizzando metodi validati da esperti che monitorano la relazione mensile tra temperatura e decessi aggiuntivi dovuti al caldo in 24.378 regioni del mondo. Dati a cui si sono aggiunte le previsioni di temperature più elevate dei prossimi mesi, dovute al fenomeno El Niño. 

Ad essere colpite dal forte caldo saranno, però, anche le scorte alimentari. Il Programma Alimentare mondiale, già ad agosto, ha avvertito che gli effetti del Niño spingeranno circa 50 milioni di persone in una situazione di grave carestia e causeranno, inevitabilmente, un aumento dei prezzi. 

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