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Éric Cantona: «Mandiamo i presidenti al fronte, ci sarebbero molte meno guerre»

L'ex calciatore, icona immortale del Manchester United, lancia provocatoriamente la proposta di una «norma globale» mentre presenta il suo album «Perfect Imperfection»: «Nessuno dei miei figli andrà in guerra. Zero»
© Instagram/ericcantona
Red. Online
12.03.2026 16:50

Creare una «legge internazionale che stabilisce che se un presidente decide di dare il via alla guerra, deve essere il primo ad andare al fronte, invece di mandare dei diciottenni. Così penso che ci sarebbero molte meno guerre». A parlare è Éric Cantona, icona immortale del Manchester United e della Nazionale francese. Quando parla, non usa mezzi termini. Soprattutto dopo essersi allontanato dal mondo del calcio.

Non esita a prendere posizione politica nelle sue (rare) interviste, dicevamo. E lo ha fatto, anche questa volta, durante un’intervista a Clique, il programma di Canal+ condotto da Mouloud Achour. Cantona era stato invitato per promuovere il suo album Perfect Imperfection

Nessun attacco diretto, ma Cantona, che da anni si occupa pure di musica, ha aggiunto: «Stanno tutti in uffici lunghi 25 metri e poi mandano a morte dei diciottenni». Un destro ideologico contro i potenti del mondo. Una provocazione, la proposta di una «norma globale»: spedire i capi di Stato sul campo di battaglia per spegnere i fuochi di guerra.

«Quando sei l’oppressore, mandi diciottenni dal tuo stesso Paese, ma spesso dall’altra parte non ci sono 18.enni. Ci sono bambini di 3 anni e di 11 anni. Persone innocenti, civili. O soldati. Ma ci sarebbero meno guerre se facessimo così, credo. Perché non ci sono molte persone coraggiose», ha spiegato l’ex attaccante. Cantona ha concluso il suo intervento dicendo: «Nessuno dei miei figli andrà in guerra. Zero. Per cosa? Per chi? Per cosa? Il Milite Ignoto serve solo a incoraggiare altri ad andare a morire».

Per l'ex United, è ora di un cambiamento globale: meno ipocrisia, più responsabilità.

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