Guerra in Ucraina

Esplosioni al gasdotto Nord Stream, arrestato un altro ucraino: si chiama Volodymyr Z.

L'uomo è stato fermato in Polonia: la Germania chiede la sua estradizione, in quanto accusato di esser coinvolto nel sabotaggio al gasdotto russo che portò alla crisi dei prezzi
Red. Online
30.09.2025 15:26

C’è un nuovo arresto per il sabotaggio messo a segno nel settembre del 2002 al gasdotto russo Nord Stream, nel Mar Baltico. Lo fa sapere l’emittente privata polacca RMF FM.

L’uomo, fermato in Polonia e identificato come Volodymyr Z., sarebbe un sub ucraino ricercato dalla Germania per il suo presunto coinvolgimento nelle esplosioni del Nord Stream.

Sia Mosca che l'Occidente definirono le esplosioni del 2022 come un «atto di sabotaggio», in quanto l’azione portò all’interruzione delle forniture di gas russo all'Europa, segnando una grave escalation nel conflitto ucraino, riducendo le risorse energetiche del Vecchio continente e portando a un vertiginoso aumento dei prezzi. Nessuno si è mai assunto la responsabilità di quelle deflagrazioni e Kiev ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento.

Volodymyr Z. sarebbe stato arrestato questa mattina in una città vicino alla capitale polacca Varsavia.

L’avvocato del sospettato, scrive la Reuters, ha già fatto sapere che la difesa si opporrà al suo trasferimento in Germania, sostenendo che l'esecuzione del mandato di arresto europeo nei suoi confronti è «inammissibile», a causa dell'invasione russa ai danni dell'Ucraina.

«L'attacco all'infrastruttura del Nord Stream riguarda uno dei proprietari del gasdotto, Gazprom, che finanzia direttamente le operazioni militari in Ucraina», ha affermato l’avvocato, puntando il dito contro il gigante statale russo del gas.

Lo scorso agosto, la polizia italiana aveva arrestato un altro uomo, sempre di nazionalità ucraina e identificato come Serhii K., sospettato di aver coordinato gli attacchi. Anche in questo caso, per l’accusato, un tribunale tedesco ha chiesto l'estradizione in Germania, ma l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione, affrontando l'iter giuridico in Italia.

Secondo i giornali SZ e Die Zeit, gli investigatori tedeschi ritengono che Volodymyr Z. faccia parte della squadra che piazzò gli esplosivi che distrussero tre dei quattro gasdotti Nord Stream. Dopo l’atto di sabotaggio, particolarmente duro per Berlino, data la sua forte dipendenza dal gas di Mosca, la Russia attribuì la responsabilità degli attacchi a un’azione congiunta di Stati Uniti, Gran Bretagna e Ucraina, nel tentativo di tagliar fuori il Paese di Vladimir Putin dal mercato europeo del gas. I tre Paesi hanno sempre negato il proprio coinvolgimento, ma stando a un rapporto dell'intelligence statunitense trapelato nel 2023, dietro l'attacco ci sarebbe stato un gruppo filo-ucraino.

Negli scorsi mesi alcuni investigatori svedesi trovarono tracce di esplosivo su diversi oggetti recuperati sul luogo dell'esplosione, confermando così la pista dell’atto di sabotaggio.

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