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Eurocamera: «Non riconosceremo annessioni di territori ucraini»

Nella risoluzione approvata si afferma che «il futuro dell'Ucraina è nell'Unione europea» e si sollecita anche «un aumento del sostegno militare, politico e diplomatico a Kiev – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Eurocamera: «Non riconosceremo annessioni di territori ucraini»
Red. Online
24.02.2026 13:11
15:55
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Francia: dai Volenterosi sostegno incrollabile all'Ucraina

«'A quattro anni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi (alleati di Kiev) si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al presidente (Volodymyr) Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all'Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l'integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell'Europa»: è quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo.

Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, «oltre 30 leader hanno partecipato all'incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei paesi nordici e baltici, dell'UE e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite».

15:51
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Mosca fornirà agli USA le informazioni su un presunto piano di Francia e Gran Bretagna per fornire armi nucleari a Kiev

Mosca fornirà agli USA le informazioni su un presunto piano di Francia e Gran Bretagna per fornire armi nucleari a Kiev, denunciato oggi dai servizi segreti russi per l'estero (Svr). «Gli americani - ha detto Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del presidente Vladimir Putin - saranno informati di tutto, naturalmente. Questa informazione agli americani arriverà, gliela faremo arrivare».

Ushakov parlava in un'intervista alla televisione russa, ripresa dall'agenzia di stampa ufficiale russa Tass. Alla domanda se questo cambierà la posizione della Russia, il consigliere presidenziale ha risposto: «Certamente, ne parleremo appositamente con gli americani».

Da parte sua il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha condannato i presunti piani di Parigi e Londra, affermando che «rasentano la follia». Anche la portavoce del ministero degli esteri, Maria Zakharova, ha commentato la notizia, dichiarando che «i tentativi di fornire armi atomiche all'Ucraina sono categoricamente inaccettabili».

13:10
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Eurocamera: «Non riconosceremo annessioni di territori ucraini»

Con 437 voti a favore, 82 contrari e 70 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna con forza la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, definendola «una grave violazione del diritto internazionale», chiedendo «il ritiro immediato delle truppe russe da tutto il territorio ucraino» e ribadendo che «non verrà riconosciuta alcuna annessione».

«Il futuro dell'Ucraina è nell'Unione europea»

Il voto è arrivato dopo l'intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in video collegamento da Kiev, con gli eurodeputati che sottolineano come Mosca e il regime della Bielorussia siano pienamente responsabili del conflitto e dei crimini commessi. Nella risoluzione si afferma che «il futuro dell'Ucraina è nell'Unione europea» e si sollecita anche «un aumento del sostegno militare, politico e diplomatico a Kiev». Un eventuale accordo di pace, sottolineano i deputati, dovrà inoltre «prevedere garanzie di sicurezza solide e credibili, comparabili all'articolo 5 della Nato, nel rispetto del diritto internazionale».

Le altre richieste

La risoluzione chiede infine un rafforzamento delle sanzioni e il completo disaccoppiamento energetico dell'Ue dalla Russia, compresa la dismissione definitiva dei gasdotti Nord Stream. Al testo l'eurodeputato liberale Petras Austrevicius ha chiesto di aggiungere anche un emendamento orale di condanna al veto imposto da Orban e Fico in merito al prestito a Kiev, ma ha incontrato l'opposizione degli eurodeputati dei Patrioti, in numero sufficiente per bloccare l'inserimento dell'ultimo minuto.

11:57
11:57
La denuncia di quattro soldati russi: «I comandanti torturano e uccidono chi non combatte»

Quattro soldati russi hanno denunciato l'orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc «The Zero Line: Inside Russia's War». I quattro raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come «al limite delle missioni suicide».

Le truppe russe chiamano questi attacchi «tempeste di carne», in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l'esecuzione dei propri uomini.

In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati «azzerati», il termine «azzerare» è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.

11:33
11:33
Il Cremlino: «Obiettivi non pienamente raggiunti, l'operazione in Ucraina continua»

«Gli obiettivi» dell'intervento militare russo in Ucraina «non sono stati pienamente raggiunti», e quindi «l'operazione militare speciale continua». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe.

Peskov ha tuttavia affermato che «la Russia rimane aperta a raggiungere i suoi obiettivi con mezzi politici e diplomatici». «Il lavoro in questo campo continua, gli interessi della Russia saranno garantiti in ogni caso», ha aggiunto il portavoce del presidente Vladimir Putin, citato dalla Tass.

11:22
11:22
La cerimonia a Maidan per i caduti ucraini: «L'Europa vi commemora»

Una lunga, lunghissima fila di bandiere, candele, foto dei soldati caduti. Di fronte, Volodymyr Zelensky e il gruppo di leader europei arrivati a Kiev, pronti a onorare per il quarto anno consecutivo la resistenza ucraina. È finita da alcuni minuti la cerimonia in onore dei caduti a piazza Maidan, simbolo della rivoluzione ucraina del 2014 e, più in generale, della resistenza al nemico russo.

Il freddo, dopo giorni che a Kiev raccontano come difficilissimi, sembra aver dato un attimo di tregua agli abitanti della capitale. Il minuto di silenzio d'ordinanza viene chiamato al termine dell'elenco dei presenti, fatto dallo speaker ucraino. Con Ursula von der Leyen e Antonio Costa ci sono il finlandese Alexander Stubb, la danese Mette Frederiksen, il croato Andrej Plenkovic, parte di un gruppo di capi di Stato e di governo espressione soprattutto del Nord Europa. «Oggi è un giorno di commemorazione in Ucraina. In Europa. Ricordiamo le vite perdute: i soldati, i civili, i bambini. Ricordiamo le comunità distrutte, le case rase al suolo e i bambini strappati alle loro famiglie», ha sottolineato Costa prima ai cronisti presenti a Kiev e poi anche su X. Ma non c'erano solo i leader, a piazza Maidan. Poco dietro presenti gli ambasciatori dei Paesi occidentali, una rappresentanza di familiari dei caduti, membri del governo ucraino. Ognuno con la sua candela, da portare in cima ai gradini di piazza Maidan. Davanti a loro, l'iconico monumento all'Indipendenza che celebra l'autonomia dell'Ucraina dall'Unione Sovietica, nel 1991.

«Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l'enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra», ha detto Zelensky in un passaggio del suo discorso video.

Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump «chi è l'aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione», ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. «Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano» e Putin «è la causa del suo inizio e l'ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace».

10:57
10:57
«Le ami nucleari a Kiev violano il diritto internazionale»

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accusato la Francia e la Gran Bretagna di una «palese violazione del diritto internazionale» per la loro presunta «intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev» e ha aggiunto che «queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull'Ucraina».

Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l'estero (Svr), secondo il quale appunto Parigi e Londra sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati.

Secondo l'Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta 'bomba sporca', darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. «È stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1», precisa l'intelligence russa.

10:47
10:47
Rutte: «È imperativo che l'Ucraina continui a ricevere gli aiuti»

«È imperativo che l'Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L'Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L'Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina.

«Nonostante le posizioni di Putin - ha aggiunto - la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall'inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina».

«Quando i combattimenti finalmente cesseranno - ha concluso - la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine» e «con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell'Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all'Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità».

10:28
10:28
Ungheria: «Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban»

«Da quando è stata presa la decisione» sul prestito a Kiev, «l'Ucraina ha usato l'energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l'ascesa al potere del partito Tisza» a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull'opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l'Ucraina.

«La posizione ungherese rimane invariata - ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell'Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l'oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all'Ucraina».

La Commissione europea ha chiarito che «non eserciterà alcuna pressione sull'Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l'oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull'Ungheria» affinché «l'Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione», ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. «Nessuna istituzione europea o Stato membro dell'Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo», ha rimarcato.

09:57
09:57
Starmer promette nuovi aiuti all'Ucraina: «La Russia non vincerà»

Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall'inizio della guerra con la Russia e s'impegna a fa sì che Mosca «non vinca». Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron - e alla presenza di Volodymyr Zelensky - una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l'annuncio di nuovi aiuti.

«A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell'Ucraina - scrive Starmer - il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi». «Oggi - aggiunge - noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l'Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura». «La Russia - conclude il primo ministro britannico - non vincerà questa guerra. Slava Ukraini».

09:50
09:50
Macron: «La guerra in Ucraina è un triplice fallimento per la Russia»

La guerra in Ucraina «è un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico»: lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un messaggio pubblicato su X a quattro anni dall'invasione russa dell'Ucraina.

«Mentre il Cremlino aveva promesso di conquistare l'Ucraina in pochi giorni, solo l'1% del territorio ucraino è stato conquistato», osserva Macron, aggiungendo che KIev «ha persino riconquistato un po' di terreno. A quale costo per i russi? Oltre 1,2 milioni di soldati russi sono stati feriti o uccisi: il numero più alto di vittime russe in combattimento dalla Seconda Guerra Mondiale». «Di fronte a queste perdite - prosegue il leader francese - la Russia sta reclutando persone dal continente africano per combattere sul fronte ucraino, spesso senza alcun addestramento preliminare».

E ancora: «Questa guerra è un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico. Ha rafforzato la NATO, di cui cercava di impedire l'espansione, ha unito gli europei che mirava a indebolire e ha messo a nudo la fragilità di un imperialismo obsoleto».

09:37
09:37
«Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione»

«La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza». Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola.

«La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace», aggiungono.

«È previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d'urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell'Ucraina ed evitare il ripetersi dell'emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata», recita ancora la nota.

«Quest'inverno, l'Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina un'assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari», sottolineano i tre dirigenti dell'Unione.

07:56
07:56
Zelensky: «Putin ha fallito, non ha raggiunto gli obiettivi di guerra»

Vladimir Putin «ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra»: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel quarto anniversario dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Kiev «farà qualunque cosa necessaria» per arrivare a una pace solida e duratura«, ha sottolineato Zelensky. L'Ucraina è pronta a fare »tutto« il possibile per garantire una pace solida e duratura, afferma Zelensky in un videomessaggio in occasione dell'anniversario. »Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha piegato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e per garantire giustizia«, ha detto Zelensky.

07:09
07:09
Il punto alle 7.00

L’Unione europea ha ribadito il proprio sostegno a Kiev nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è arrivata nella capitale ucraina insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. «A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra», ha scritto von der Leyen su X. La presidente ha assicurato che l’Europa continuerà a sostenere l’Ucraina «finanziariamente, militarmente e in questo rigido inverno», ribadendo l’obiettivo di «una pace alle condizioni dell’Ucraina».

Danni enormi

Nel frattempo, un rapporto congiunto di Banca Mondiale, governo ucraino, Onu e Commissione Ue quantifica in 587,7 miliardi di dollari il fabbisogno per la ripresa e la ricostruzione nei prossimi dieci anni. La cifra — quasi tre volte il Pil ucraino previsto per il 2025 — è superiore del 12% rispetto alla stima dello scorso anno e fotografa un Paese pesantemente colpito da quattro anni di guerra.

Secondo il rapporto:

  • una casa su sette è danneggiata o distrutta;
  • energia e trasporti restano i settori più critici;
  • milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.

Per il solo sistema energetico serviranno circa 90 miliardi di dollari. Altri 180 miliardi saranno necessari per trasporti e abitazioni, mentre 28 miliardi andranno a rimozione macerie e sminamento. Le regioni orientali di Donetsk e Kharkiv richiederanno gli interventi più ingenti. La capitale Kiev avrà bisogno di oltre 15 miliardi di dollari.

Dal 2022 gli alleati occidentali hanno promesso oltre 400 miliardi di dollari in aiuti finanziari, militari e umanitari all’Ucraina, secondo il Kiel Institute, ma una quota rilevante è stata destinata allo sforzo bellico. Resta in sospeso il prestito Ue da 90 miliardi di euro, frenato dal veto dell’Ungheria.

Durante il viaggio in treno verso Kiev, Antonio Costa ha assicurato che l’Unione resta compatta. «Da quando è scoppiata la guerra abbiamo una nuova Ue», ha dichiarato. Il presidente del Consiglio europeo ha definito «assolutamente inaccettabile» il veto ungherese, dicendosi fiducioso in un via libera. «Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito», ha affermato.