La mobilitazione

Feriti, arresti e disordini: le proteste degli studenti scuotono l'intera Francia

In scena il «terzo atto» della manifestazione studentesca: quasi 90 mila persone nelle strade - Nuovi scontri tra dimostranti e polizia: i gruppi per la difesa dei diritti umani criticano le forze dell'ordine
©Jeremias Gonzalez
Michele Montanari
06.10.2026 15:30

Più di mille feriti tra giovani, personale scolastico e agenti di polizia. Oltre 5 mila persone - in gran parte minorenni - finite in manette. Centinaia gli edifici scolastici occupati o bloccati, molti quelli danneggiati o incendiati. Secondo Le Parisien, che cita il Ministero dell'Istruzione, quest’oggi 891 delle 3.700 scuole superiori francesi hanno sospeso le lezioni «totalmente o parzialmente».

La mobilitazione studentesca in Francia ha assunto i connotati della rivolta nazionale, entrando in queste ore nel cosiddetto «terzo atto» della protesta, a cui aderiscono pure diversi sindacati, insegnanti e studenti universitari, i quali hanno deciso di appoggiare i «colleghi» più giovani delle superiori. Le manifestazioni hanno toccato le grandi città, ma pure una trentina di Comuni più piccoli. Da Lille fino a Marsiglia, passando da Strasburgo e Nantes, gli studenti si sono barricati dietro a file di bidoni della spazzatura davanti alle scuole. A Parigi sono stati esposti striscioni con scritto «vogliamo essere ascoltati, non ai gas lacrimogeni» o, ancora, «il nostro futuro non è un'opzione», scrive la Reuters.

Stando al Ministero dell'Interno francese, la mobilitazione degli studenti delle scuole superiori di questa mattina ha radunato 86 mila manifestanti in tutta Francia, esclusa l'area di Parigi, dove nel primo pomeriggio ha preso il via la grande marcia del «terzo atto» (solo qui si prevedono fino a 40 mila partecipanti). La Capitale francese è blindatissima, con gli agenti in tenuta antisommossa che presidiano le principali vie. E non si parla solo di giovani studenti. Molti adulti, tra cui genitori e attivisti sindacali, hanno preso parte alla manifestazione indossando fasce bianche al braccio per sostenere i giovani con l'obiettivo di «creare una zona cuscinetto», evidenziano i media locali. Anche quest'oggi non sono mancati i momenti di tensione tra i dimostranti e le forze dell'ordine, con l'utilizzo dei gas lacrimogeni e dei cannoni ad acqua. Le Monde riferisce di duri scontri tra la polizia in tenuta antisommossa e i manifestanti a Lione, Strasburgo e Rennes.

Disordini, scuole danneggiate e feriti

Interpellata da BFMTV, la portavoce del sindacato Union étudiante, Sabrine Kharbach, ha lanciato il suo grido di battaglia: «Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo». La manifestazione, lo ricordiamo, è iniziata la scorsa settimana per denunciare la carenza di insegnanti, gli scarsi mezzi per l'istruzione e la fatiscenza degli edifici scolastici.

Le proteste sono però presto sfociate in disordini, con edifici incendiati, personale scolastico aggredito e scene di guerriglia urbana tra facinorosi e agenti di polizia. Secondo i media francesi, sono più di 100 le scuole superiori danneggiate dall'inizio del movimento di protesta. Tra il personale scolastico sono 85 i feriti dall'inizio dei disordini. Ieri un ennesimo fatto di sangue ha riportato la tensione alle stelle, quando, durante uno scontro nei pressi di un istituto tecnico di Lens, nel Nord del Paese, uno studente ha perso una mano a causa dell'esplosione di uno sting-ball della polizia, uno degli ordigni più controversi in dotazione alle forze dell'ordine, usato per allentare la pressione in caso di assembramenti. In precedenza, durante la stessa ondata di proteste, un altro studente era stato colpito alla testa da un lacrimogeno.

Giovedì scorso, invece, un ragazzo ha perso un occhio a Tours, comune di 140 mila abitanti nella Fancia centro-occidentale, probabilmente a causa di una flash ball, i proiettili di gomma sparati dai fucili LBD (Lanceur de balle de défense) in dotazione alla polizia francese. E ancora, una 14enne è rimasta gravemente ferita a Saint-Ouen-l'Aumône dopo essere stata colpita alla testa da una granata lacrimogena.

Critiche alla polizia

I gruppi per la difesa dei diritti umani hanno accusato la polizia di aver reagito con eccessiva durezza. La Lega per i Diritti Umani (LDH) ha denunciato un «allontanamento globale dallo stato di diritto» negli interventi di polizia contro il movimento studentesco delle scuole superiori. Anne Savinel-Barras, presidente di Amnesty International Francia, quest’oggi ha dichiarato a Le Parisien che «le autorità devono dare priorità alla de-escalation e proteggere il diritto di riunione pacifica durante le manifestazioni studentesche di doman», aggiungendo che «qualsiasi intervento di polizia deve essere legale, necessario e proporzionato, e le autorità devono evitare qualsiasi uso non necessario ed eccessivo della forza».

La Commissione consultiva nazionale per i diritti umani francese (CNCDH) ha espresso invece «profonda preoccupazione» per l'«uso sproporzionato della forza» durante le proteste degli studenti delle scuole superiori e ha invitato il governo a «rafforzare il dialogo con i giovani» e a «garantire l'esercizio dei loro diritti». Per la CNCDH, «la gestione delle proteste studentesche richiede, soprattutto, moderazione, ascolto e rigoroso rispetto delle libertà fondamentali».

La reazione della politica

Da parte sua, il ministro dell'Istruzione Edouard Géffray, intervistato da Franceinfo, ha lanciato il suo monito ai facinorosi, affermando che «una violenza illegale è una violenza che va sanzionata»: «Ci sono violenze estreme all'interno di questi movimenti» ha criticato il ministro rispondendo a chi chiedeva se la risposta della polizia fosse proporzionata. Géffray ha quindi affermato che dai «primi giorni elementi ultra-violenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi, bersagliando la polizia e assumendo comportamenti inqualificabili». Ha quindi precisato che 715 membri delle forze dell'ordine sono rimasti feriti dall'inizio delle proteste.

Domenica scorsa, il primo ministro francese Sébastien Lecornu aveva annunciato una serie di misure per «affrontare le difficoltà incontrate dagli studenti delle scuole secondarie e dal personale scolastico», promettendo «cambiamenti visibili» nelle scuole. Il governo e i politici di destra hanno accusato la sinistra di aver alimentato le proteste. Lecornu, in particolare, ha puntato il dito contro France Insoumise (LFi), il partito guidato da Jean-Luc Mélenchon, sostenendo che si  sta comportando  in modo «irresponsabile». Anche Marine Le Pen, presidente del gruppo Rassemblement National all'Assemblea Nazionale,  ha criticato la sinistra per i disordini scoppiati in tutto il Paese. Dal canto suo, Mélenchon ha accusato la polizia di «abusi di potere», invitando la popolazione a scendere in piazza per «proteggere le manifestazioni giovanili».