Calcio

FIFA, il Times: «Infantino ha ricevuto 1,72 milioni di dollari extra, non dichiarati»

Il compenso versato dalla società organizzatrice dei Mondiali 2026 non figurerebbe nel rapporto annuale della Federazione — L’ex responsabile della governance denuncia una violazione degli statuti e chiede un’indagine indipendente
KEYSTONE via AP Photo
Ginevra Benzi
13.10.2026 18:30

Un compenso di 1,72 milioni di dollari dalla FWC2026 (la società statunitense che ha organizzato i Mondiali del 2026), che vanno ad aggiungersi allo stipendio FIFA in Svizzera – già dichiarato – di 4,274 milioni di franchi e ai bonus annuali. È quanto avrebbe ricevuto – stando a un’inchiesta del Times – il presidente della FIFA Gianni Infantino.

Già oggetto di critiche da parte di diverse società sportive, nonché dalla UEFA, e dell’opinione pubblica per il suo piano di voler cedere le quote dei Mondiali a investitori privati (svelato sempre dal Times lo scorso luglio), Infantino finisce ora sotto la lente per un guadagno che sebbene figuri nella dichiarazione fiscale pubblica della società statunitense, non compare tuttavia nel rapporto annuale 2024 della FIFA. Questo nonostante dal 2016 gli statuti della federazione impongano la pubblicazione dei compensi del presidente, dei membri del CdA e del segretario generale. Il che rappresenta una violazione delle normative.

Dei quasi 2 milioni ottenuti da FWC2026, oltre 620 mila dollari sarebbero stati inoltre registrati come «ulteriore compenso soggetto a dichiarazione». Una somma che avrebbe contribuito a finanziare il lussuoso stile di vita del presidente FIFA, compreso l’affitto di una villa sul lungomare a Sunset Islands, fra le zone più esclusive di Miami Beach (Florida), in vista dei Mondiali. E stando a un portavoce del proprietario dell’immobile, Infantino avrebbe pagato un canone di mercato per tre anni. La FIFA, dal canto suo, non ha mai confermato tali supposizioni.

Sempre stando al quotidiano britannico, sia nel 2025 sia quest’anno sarebbero stati versati importi simili. Dal canto loro, né il segretario generale della FIFA (Mattias Grafström) né il presidente della CONCACAF (Victor Montagliani) hanno ricevuto pagamenti analoghi, nonostante quest’ultimo presiedesse il CdA della società.

Per la non dichiarazione di tali importi, dunque, l’ex presidente della commissione per la governance della FIFA, Miguel Maduro, ha dichiarato che la mancata pubblicazione di guadagni aggiuntivi «rappresenta una chiara violazione degli statuti FIFA». Motivo per cui è stata richiesta un’indagine indipendente.

Maduro ha infatti spiegato al Times che in caso di ricezione di altri compensi da società legate alla FIFA, questi vanno resi pubblici. In tal senso è stato citato l’Articolo 43 degli statuti FIFA. «Tutto deve avvenire in modo trasparente», ha poi affermato.

E alla domanda da parte del quotidiano britannico sul perché gli importi extra non fossero stati dichiarati da Infantino, la FIFA non ha fornito chiarimenti. E a non avere risposta da parte della Federazione c’è anche stata la domanda relativa all’eventuale pagamento di altri importi a Infantino non dichiarati prima dei Mondiali del Qatar del 2022, così come nel 2025 e nel 2026.

Il trasferimento temporaneo a Doha e poi a Miami

Il presidente FIFA si era infatti trasferito a Doha (Qatar) nel 2021, un anno prima del campionato mondiale. Ma la sua residenza, come precisato dalla FIFA, sarebbe rimasta in Svizzera, precisamente in un appartamento a Zugo pagato dalla stessa FIFA.

Nel 2022, si sarebbe poi trasferito – come detto – a Miami in un complesso residenziale protetto da sorveglianza e accessibile unicamente tramite ingressi controllati, composto da ben quattro isole artificiali. Complesso nel quale Infantino avrebbe avuto a disposizione una villa da 27 milioni di dollari appartenente al miliardario Eric Schmidt, ex AD di Google. Abitazione che ha poi lasciato nel 2025.

Un portavoce dell’ex amministratore delegato ha poi dichiarato che Infantino ha effettivamente pagato un affitto in linea con i prezzi di mercato per quei tre anni, e che ora non abita più lì.

I legami tra la FIFA, Gianni Infantino e Michelle Ritter, all’epoca compagna di Schmidt, riguardavano anche possibili rapporti commerciali. Nell’agosto 2023 Ritter aveva pubblicato una foto con Infantino e la moglie Leena durante la finale dei Mondiali femminili a Sydney. Due mesi dopo aveva dichiarato a «Forbes» che la sua società StarX aveva siglato un accordo con la FIFA per sviluppare nuove tecnologie dedicate al coinvolgimento dei tifosi. Sebbene la FIFA avesse inizialmente confermato di esplorare questa collaborazione, oggi sostiene che nessun progetto commerciale è stato portato a termine. Secondo fonti vicine a Ritter, l’iniziativa sarebbe naufragata dopo la fine della relazione con Schmidt, che, secondo i suoi rappresentanti, non era coinvolto nelle trattative.

Il nuovo appartamento a Miami

Nell’ottobre 2025, Infantino e la sua famiglia avrebbero poi acquistato, tramite la società Shadi LLC, un appartamento di lusso a Miami per 8,6 milioni di dollari. L’immobile era stato venduto dal cantante Marc Anthony, nominato ambasciatore FIFA per i Mondiali di Miami nel giugno dello stesso anno. La vendita, conclusa con una perdita di 2,4 milioni di dollari per il cantante, ha suscitato interrogativi in un mercato in cui i prezzi delle abitazioni di lusso erano in crescita. Secondo fonti citate sempre dal «Times», il nome della società richiamerebbe le iniziali delle figlie di Infantino e del suo cognome. Shadi LLC è stata costituita da uno studio legale di Miami che annovera la FIFA tra i propri clienti.

Ma la Federazione nega qualsiasi coinvolgimento negli acquisti immobiliari del suo presidente e afferma che le sue sistemazioni abitative negli Stati Uniti non erano legate a rapporti personali.

La vendita delle quote ai privati

Secondo persone che hanno lavorato a stretto contatto con Infantino, il presidente avrebbe inoltre promosso un piano per la vendita di quote dei Mondiali, con Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, tra i principali investitori individuati. L’iniziativa avrebbe previsto la creazione di una nuova organizzazione, la Fifa Forward Enterprise (FFE), destinata a gestire i tornei.

Stando a fonti del quotidiano britannico, Infantino avrebbe dovuto presiederla inizialmente per poi diventarne commissario nel 2031, alla scadenza del suo ultimo mandato alla FIFA, con un compenso annuo di 30 milioni di dollari più bonus. La Federazione afferma che questa ipotesi non è mai stata discussa. Il progetto sarebbe stato accantonato dopo la minaccia della UEFA di boicottare i tornei FIFA.

La richiesta di dimissioni

Nonostante le richieste di dimissioni avanzate dai presidenti della UEFA, della CONCACAF e della confederazione asiatica, Infantino ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi. Al momento, nessun candidato alternativo ha raccolto il sostegno delle cinque federazioni nazionali necessario per presentare la candidatura, la cui scadenza è fissata al 18 novembre.

Un’inchiesta separata anche del NYT

In un’inchiesta separata, il «New York Times» rivela inoltre che la FIFA ha affittato un ufficio di quasi 465 metri quadrati al 17° piano della Trump Tower di New York, con un contratto di oltre sette anni per un costo complessivo di circa quattro milioni di dollari. Secondo dipendenti ed ex collaboratori, i locali sono in gran parte inutilizzati, salvo riunioni ed eventi legati soprattutto all’Assemblea generale dell’ONU.

La scelta sarebbe stata presa da Infantino, nonostante le perplessità interne legate alla vicinanza con Donald Trump, all’elevata pressione fiscale dello Stato di New York e alla mancanza di una necessità operativa chiaramente definita. E anche in questo caso, l’affitto – secondo la FIFA - sarebbe in linea con i prezzi di mercato e che il contratto rispetti le procedure interne. Maduro denuncia invece un evidente conflitto d’interessi, mentre la Casa Bianca ha declinato ogni commento.

Giovedì alle 11 il Consiglio della FIFA si riunirà a Zurigo e in videoconferenza. All’ordine del giorno figura anche un bilancio dei Mondiali disputati negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Resta da vedere se verranno affrontate anche le accuse rivolte a Infantino.