FlyDubai, sangue in cabina e codice di dirottamento: che cosa è successo sul Boeing 737 MAX 8?

Che cosa è successo a bordo del volo FZ1073 di FlyDubai partito dall'aeroporto internazionale di Dubai e costretto, mentre era in rotta verso Tel Aviv, a ripiegare su Tabuk in Arabia Saudita? Sappiamo, al momento, che comandante e primo ufficiale del Boeing 737 MAX 8 della compagnia emiratina sono stati portati in ospedale. Il resto, per dirla con la BBC, è invece affidato ai racconti dei passeggeri e alle clip condivise sui social.
La cronologia degli eventi
Dati alla mano, l'aereo – immatricolato A6-FKF – è decollato poco dopo le 7, ora di Dubai. Sarebbe dovuto atterrare in Israele verso le 9.30 locali. A bordo, c'erano 174 passeggeri fra cui 27 bambini secondo Ynet. Altre testate, invece, riferiscono che sul Boeing c'erano «circa 180 persone». Questa la sequenza degli eventi, pubblicata dal portale specializzato Flightradar24: alle 5.28 UTC, mentre il jet sorvolava il confine fra Arabia Saudita e Giordania, il transponder ha trasmesso il codice 7700, quello che segnala un'emergenza generale. Alle 5.35 è passato al 7500, il codice che segnala un'interferenza illecita e, di solito, un dirottamento. Quindi, l'aereo ha virato verso ovest ed è tornato al 7700 in fase di avvicinamento a Tabuk. I siti di monitoraggio, nello specifico, hanno registrato pesanti variazioni di quota: il Boeing 737 MAX 8 ha perso 14 mila piedi, 4.267 metri, in meno di trenta secondi. Per intenderci, più che scendere stava andando in picchiata. La BBC, al riguardo, scrive che l'aereo è sceso di 17 mila piedi, circa 5.200 metri, in due minuti. La discesa è stata talmente brusca che potrebbe aver causato il distaccamento di parte della coda.
Le dichiarazioni di FlyDubai
La società che gestisce lo scalo di Tabuk ha dichiarato che la torre di controllo ha ricevuto una richiesta di soccorso, proveniente dall'aereo, alle 8.44 locali. Un'ora dopo, il jet è atterrato. Comandante e primo ufficiale, feriti, sono stati appunto ricoverati. Nel confermare e commentare l'accaduto, FlyDubai ha mantenuto un profilo basso: «L'aereo è atterrato in sicurezza a Tabuk, tutti i passeggeri sono salvi e rintracciati. I nostri team stanno lavorando a stretto contatto con le autorità competenti». La compagnia ha mandato un altro aereo a Tabuk affinché i passeggeri possano raggiungere Israele. Il vettore di bandiera dello Stato ebraico, El Al, si è detto pronto a organizzare un volo di rimpatrio.
I caccia di Tel Aviv
Secondo la procedura, il codice 7500 lanciato da un aereo diretto in Israele ha fatto scattare la risposta militare di Tel Aviv. L'Aeronautica israeliana ha immediatamente fatto decollare i suoi caccia mentre lo spazio aereo è stato temporaneamente chiuso all'aviazione civile. Reuters ha riferito che il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha tenuto consultazioni con i vertici della sicurezza. In un secondo momento, fonti della sicurezza israeliana hanno escluso l'ipotesi di un dirottamento dell'esterno parlando, piuttosto, di una lite fra i due piloti.
Le testimonianze
A questo punto, nel racconto entrano in gioco le testimonianze di chi si trovava a bordo. I passeggeri, già. Molti di loro hanno riferito ai media di Israele che uno dei due piloti è stato accoltellato in cabina di pilotaggio. Giova ricordare, come peraltro emerso dalle prime ricostruzioni e come spiegato dal Corriere della Sera, che a bordo si trovavano almeno due agenti israeliani. Si tratta di una presenza standard su rotte sensibili, come Dubai-Tel Aviv, volta a impedire atti di terrorismo. Sarebbero stati loro, ribadisce sempre il Corriere, a dare un contributo decisivo nel fermare il primo ufficiale, un cittadino omanita, che nel tentativo di assumere il pieno controllo del 737 MAX 8 ha ferito il comandante, un cittadino emiratino. Una passeggera ha riportato a i24NEWS di aver sentito delle urla e di aver visto, citiamo, «molto sangue» quando la porta del cockpit si è aperta. Non finisce qui: due piloti fuori servizio, presenti a bordo, avrebbero preso i comandi dell'aereo per portarlo a terra in sicurezza.
Chi ha inviato il codice?
Sul movente, concludendo, al di là delle indiscrezioni sappiamo poco o nulla. È stato un tentativo di suicidio o il co-pilota intendeva far schiantare il jet contro un obiettivo sensibile? Fonti di sicurezza, come detto, avrebbero escluso un atto di terrorismo, ma resta da chiarire chi, e come mai, abbia inserito il codice 7500 nel transponder.
