Fuoco incrociato tra Iran e Israele, IDF pronte a «giorni di combattimenti e alla ripresa della guerra»

Fuoco incrociato tra Iran e Israele. Rotta la tregua siglata l'8 aprile, si entra in una nuova fase. L'Iran ha affermato che la ripresa delle ostilità in Medio Oriente avrà ripercussioni sui colloqui in corso con gli Stati Uniti per una pace duratura nella regione. «È del tutto naturale che il processo diplomatico avviato per porre fine a questa guerra imposta ne risenta», ha detto il portavoce della diplomazia iraniana Esmail Baghei in conferenza stampa. Baghei ha poi aggiunto che «gli sforzi di mediazione del Pakistan continuano nonostante la ripresa delle ostilità con Israele e i reciproci attacchi», sottolineando che «la Repubblica islamica ha mostrato una straordinaria moderazione» sin dalle violazioni del cessate il fuoco dell'8 aprile.
«Un gioco pericoloso»
L'IDF, le Forze di difesa israeliane, comunicano dal canto loro che «decine di caccia dell'Aeronautica militare israeliana, guidati dalla direzione dell'intelligence dell'IDF, hanno portato a termine un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa strategici appartenenti al regime terroristico iraniano». «Recentemente, sistemi di difesa erano stati dispiegati in numerose aree dell'Iran per ripristinare le proprie capacità di rilevamento e difesa indebolite dall'operazione Il ruggito del Leone. L'attacco ha portato allo smantellamento di tali sistemi». Un portavoce ha affermato: «Ieri Teheran ha violato il cessate il fuoco di due mesi sparando verso Israele. Questo potrebbe indicare l'incapacità degli iraniani di firmare un accordo con gli americani e, per guadagnare tempo, hanno violato il cessate il fuoco».
Le Guardie Rivoluzionarie, in una dichiarazione, hanno confermato gli attacchi israeliani, affermando: «Il regime sionista ha preso di mira alcune zone dell'Iran questa mattina presto, utilizzando missili balistici lanciati dall'aria». E hanno pure aggiunto: «Abbiamo attaccato il centro industriale di Haifa in risposta all'aggressione americano-sionista contro le nostre industrie petrolchimiche. Avvertiamo che il nemico sionista ha iniziato un gioco pericoloso, prendendo di mira i centri non militari dell'Iran e le industrie petrolifere del Paese. Tali attacchi si estenderanno a tutti i centri energetici della regione e gli Stati Uniti, fomentatori di guerra, sono responsabili delle conseguenze sull'economia mondiale».
Dov'è Trump?
Secondo informazioni ottenute da Iran International, le comunicazioni tra Mojtaba Khamenei e i funzionari della Repubblica Islamica sono state interrotte dalla scorsa notte. Una fonte vicina agli sviluppi delle ultime ore, rimasta anonima, ha affermato che «è molto probabile che gli attacchi contro Israele di lunedì mattina siano stati condotti senza coordinamento con l'ufficio della Guida Suprema e sulla base di protocolli militari prestabiliti». Secondo la stessa fonte, la risposta delle Guardie Rivoluzionarie all'attacco israeliano nella periferia di Beirut è stata più rapida di quanto non lo sia stata dopo lo scambio di messaggi con Khamenei. In precedenza, erano circolate voci secondo cui lo scambio di messaggi tra alti funzionari e comandanti delle Guardie Rivoluzionarie da un lato, e l'ufficio di Mojtaba Khamenei dall'altro, avrebbe richiesto del tempo.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato, per questa mattina, una riunione del gabinetto di sicurezza nel contesto della ripresa delle ostilità con l'Iran. Una riunione con un ristretto gruppo di ministri chiave. Dal canto suo, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei sostiene che le azioni israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense e che gli USA hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione dell'accordo di cessate il fuoco dell'8 aprile: «Nessuno crede che il regime sionista agisca senza coordinamento con gli Stati Uniti», Washington sarebbe responsabile delle conseguenze di qualsiasi escalation nella regione.
Trump, secondo quanto riportato dai media, aveva cercato di frenare Netanyahu, mentre Israele accusava Teheran di aver commesso un «grave errore». «Chiamerò subito Bibi e gli dirò di non reagire», avrebbe detto Trump, secondo quanto riportato da Axios. «Israele ha già attaccato e l'Iran ha già attaccato. Non ne serve un altro», avrebbe aggiunto Trump. Ravid ha poi pubblicato la notizia che un funzionario statunitense avrebbe affermato che Trump ha parlato con Netanyahu, sebbene la Casa Bianca e Trump non abbiano ancora commentato la vicenda. Dopo ore di silenzio, in un brevissimo post sulla sua piattaforma Truth, il presidente USA ha chiesto a Israele e all'Iran di «smettere immediatamente di sparare».

Teheran minaccia di bloccare anche lo Stretto di Bab al-Manda
I ribelli Houthi dello Yemen, alleati regionali dell'Iran, rivendicano la responsabilità di un attacco missilistico contro Israele e annunciano il divieto di navigazione per le navi israeliane nel Mar Rosso con un blocco navale completo contro Israele nello stretto di Bab al-Mandab. Gli Houthi, riporta Al Jazeera, hanno aggiunto che risponderanno all'escalation con un'escalation.
Che cosa succederà, ora? L'esercito israeliano afferma di essere pronto ad affrontare almeno altri giorni di combattimenti contro l'Iran e potenzialmente una ripresa completa della guerra. Secondo Times of Israel, l'IDF è pronto ad affrontare un conflitto prolungato.
