Italia

Garlasco, Sempio verso il processo: «Le prove che scagionavano Stasi furono escluse dal fascicolo»

Per i pm di Pavia fu Andrea Sempio a uccidere «con crudeltà» e «con odio», per essere stato rifiutato. «Compatibile» con il suo piede anche l'impronta del killer di Chiara Poggi
Ats
28.09.2026 22:25

 Hanno messo in fila una serie di analisi tecniche per puntellare e confermare che è stato Andrea Sempio a uccidere «con crudeltà» e «con odio», per essere stato rifiutato, Chiara Poggi a Garlasco. Per i pm di Pavia, sulla base delle nuove consulenze depositate con accertamenti integrativi nell'inchiesta chiusa definitivamente dopo un anno e mezzo, è «compatibile» con il suo piede anche l'impronta del killer, quella di scarpa con suola a pallini, sulla scena del crimine. E se per lui si avvicina senza dubbi la richiesta di processo, la Procura punta molto anche sulla revisione del processo per Alberto Stasi, tanto che mette nero su bianco un vero elemento inedito a suo favore.

Togliere Stasi dal delitto, infatti, significherebbe per il procuratore aggiunto Stefano Civardi e gli altri pm riuscire ad ottenere con più probabilità prima il rinvio a giudizio del commesso 38enne e poi una condanna e, quindi, il successo della «ipotesi alternativa» sul caso Garlasco. Da un lungo comunicato, firmato dal procuratore Fabio Napoleone, si evince, infatti, che la nuova inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo negli ultimi mesi ha affrontato pure il capitolo di un presunto depistaggio ai danni dell'ex bocconiano, ascoltando ex investigatori del Ris, tra cui pure l'allora generale Luciano Garofano, e altri tre ex investigatori dell'epoca del Ris di Parma, tra cui Alberto Marino, che si sarebbe occupato materialmente degli accertamenti, e Giorgio Portera, noto genetista con un passato appunto nel Reparto investigazioni scientifiche di Parma. Tutti sentiti come testimoni.

Una recente consulenza della difesa Stasi, con gli esperti Ricci e Linarello, lavorando su dati grezzi ottenuti dalla Procura di Pavia nel novembre 2025, ha evidenziato che due «contro-analisi» del 20 settembre 2007 avevano stabilito che non era Dna di Chiara quello sui pedali della bici bordeaux, la prima sequestrata. Erano «totalmente negative» e, scrive Napoleone, «idonee, a loro giudizio, a scagionare Stasi già 19 anni fa», ma non furono mai inserite nel fascicolo, dove restò solo la prima analisi positiva. E in una delle tante relazioni integrative anche gli esperti dei pm, Previderè e Grignani (gli stessi che tornano pure sul Dna di Sempio, a loro dire, sulle unghie delle vittima), «hanno confermato l'esistenza» di quelle «corse elettroforetiche negative» e con «questa discordanza hanno concluso per l'opportunità all'epoca di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte dalla Procura, non risulta essere stato effettuato».

Mentre per la difesa Stasi, coi legali Bocellari e De Rensis, sarà materia centrale per la revisione, oltre che per l'accertamento di «responsabilità» su investigatori dell'epoca, la Procura pavese fa presente che la Procura generale di Milano viene «tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse», compresi questi nuovi sviluppi, se vorrà presentare istanza di revisione. Al momento, non pareva intenzionata. Diversa l'opinione della famiglia Poggi: secondo i legali Tizzoni e Compagna, non c'è alcun dato nuovo. «Ci auguriamo - dicono - che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello, la quale potrà rilevare l'assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all'impropria ricerca di un colpevole alternativo».

Nel frattempo, i legali di Sempio, avvocati Cataliotti e Taccia, hanno ricevuto con il secondo avviso di chiusura la stessa imputazione che videro già l'8 maggio. «Non ci sono nuovi elementi di prova», spiega Cataliotti, mentre Taccia chiarisce che nei prossimi giorni avranno a disposizione le nuove carte. «L'alterazione di una prova a carico di Stasi non c'entra nulla con l'accusa elevata nei confronti di Sempio», precisa Cataliotti. La Procura non ha potuto depositare la consulenza personologica, perché lo psichiatra Catanesi ha dato atto che l'indagato non si è sottoposto «a colloquio». Dunque, per rafforzare le accuse (21 elementi a carico, a detta dei pm, tra cui i famosi «soliloqui») si valorizza il lavoro dei consulenti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli: le «dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42» risultano compatibili «con le misure del piede di Sempio». Gli stessi esperti, ribattendo alle consulenze della difesa Sempio (entro 20 giorni ne depositerà altre), hanno confermato l'attribuzione al 38enne dell'ormai nota traccia palmare 33. In più, è stato fatto un esperimento sulla «presenza di sangue nei campioni analizzati sugli intonaci».

Infine, note integrative di Cattaneo e Leone, oltre che del colonnello Berti, per dettagliare ancora meglio dinamica e orario della morte. Chiara, secondo queste analisi, potrebbe essere sopravvissuta «fino a 60 minuti» dopo l'aggressione.