Gaza, raid nella notte e scontri interni: almeno cinque morti

Durante la notte la situazione a Gaza è tornata a muoversi sul piano militare, con nuovi raid israeliani e scontri armati interni, mentre nelle ultimissime ore non si registrano sviluppi ulteriori. Secondo Reuters e The Guardian, durante la notte attacchi aerei israeliani hanno colpito più aree della Striscia, in particolare Gaza City, il campo di Bureij e Khan Younis. Il bilancio provvisorio è di almeno cinque morti, secondo fonti locali.
Gli attacchi si inseriscono in una dinamica ormai consolidata: il cessate il fuoco formalmente in vigore dall’autunno 2025 continua a essere violato con operazioni mirate, segno di una tregua sempre più fragile sul terreno.
L’elemento più rilevante emerso nella notte riguarda però gli scontri interni a Gaza. A Khan Younis si sono registrati combattimenti tra Hamas e milizie locali filo-israeliane, con l’impiego anche di armi pesanti. Un segnale che indica una frammentazione crescente all’interno della Striscia, con il rischio di un aumento di attori armati e di una perdita di controllo centralizzato.
Sul piano politico, non arrivano segnali di svolta. Sempre secondo Reuters, i negoziati in corso su disarmo di Hamas, ritiro israeliano e futura governance di Gaza restano in una fase di stallo, con progressi definiti «difficili». Dalle prime ore del mattino a ora, invece, non si registrano nuovi eventi operativi rilevanti: nessun raid confermato, nessun lancio di missili significativo e nessuna escalation su altri fronti regionali, dal Libano allo scenario Iran–Israele.
Il quadro resta quindi quello di una tregua svuotata nei fatti, con violenze a bassa intensità che proseguono e un rischio crescente legato più alla dinamica interna di Gaza che a un’immediata escalation regionale.
