Regno Unito

Gli alleati di Starmer chiedono di non gettare paese nel caos

La cancelliera Rachel Reeves ha lanciato dagli schermi della BBC un appello in extremis a fermarsi ai compagni di partito pronti a lanciare la sfida alla leadership di sir Keir
Ats
14.05.2026 11:52

L'ombra sempre più ravvicinata di una potenziale guerra aperta in seno al Labour britannico contro il premier Keir Starmer dopo la debacle alle elezioni amministrative del 7 maggio allarma la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, titolare del Tesoro e alleata tuttora fedele di Starmer.

Reeves ha lanciato stamattina dagli schermi della BBC un appello in extremis a fermarsi ai compagni di partito pronti a lanciare la sfida alla leadership di sir Keir: un'elezione interna al partito ci dilanierebbe e «getterebbe il paese nel caos», ha sostenuto.

La ministra ha fatto riferimento allo scenario internazionale segnato da crisi geopolitiche gravi, ma soprattutto alla situazione dell'economia del Regno, in affanno da tempo.

Rivendicando al governo Starmer se non altro il merito d'aver stabilizzato a suo dire la situazione, e facendo leva sul dato diffuso proprio oggi dall'Office for National Statistics (ONS) su una crescita del PIL dello 0,6% nel primo trimestre 2026, un dato che resta debole ma rappresenta un sospiro di sollievo rispetto alle aspettative legate ai primi contraccolpi della guerra in Medio Oriente innescato dagli attacchi di USA e Israele all'Iran.

Rayner pronta a sfidare Starmer?

Intanto l'ex vice leader del Labour Angela Rayner ha annunciato oggi di essere stata «prosciolta» da ogni sospetto di elusione «deliberata» dall'autorità fiscale del Regno Unito in relazione allo «scandalo» delle tasse risparmiate sull'acquisto di una seconda casa che l'anno scorso la costrinsero a dimettersi da vicepremier e ministra dell'edilizia.

L'annuncio, secondo i media, lascia intendere che Rayner, esponente della cosiddetta «soft left» fra le correnti laburiste, è pronta a partecipare in un'ipotetica sfida per spodestare Starmer come capo del governo e del partito dopo la disfatta elettorale.

Rayner, che da tempo sollecita una linea politica meno moderata e oscillante di quella rinfacciata a Starmer, potrebbe essere la risposta dell'ala più progressista del Labour alla candidatura dell'ambizioso ministro della sanità in carica, Wes Streeting, esponente della destra interna post blairiana che secondo la stampa si prepara a dimettersi per lanciare formalmente per primo la sfida a sir Keir e accelerare i tempi della resa dei conti.

Candidato naturale delle sinistre interne del partito sarebbe in effetti il sindaco di Manchester, Andy Burnham, il più popolare di tutti i dirigenti del Labour attuale stando ai sondaggi, che tuttavia dovrebbe prima trovare il modo di tornare in parlamento attraverso un'elezione suppletiva. Laddove non ci fossero i tempi per questa operazione, i progressisti potrebbero quindi «ripiegare» sulla Rayner.

Streeting si dimette da ministro e lancia la sfida a Starmer

Sfida alla leadership di Keir Starmer lanciata all'interno del Labour britannico dopo la disfatta elettorale alle amministrative del 7 maggio: il ministro della Sanità, Wes Streeting, 43 anni, indicato dai media come esponente della destra laburista, ha annunciato oggi le sue dimissioni, largamente anticipate, formalizzando per primo la candidatura a spodestare il premier come capo del partito di maggioranza e del governo.

In una lettera al premier Keir Starmer, Streeting ha scritto che, sebbene i successi nel campo delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (Nhs) «siano tutti ottimi motivi per rimanere in carica», «come sapete dalla nostra conversazione di inizio settimana, avendo perso fiducia nella vostra leadership, sono giunto alla conclusione che sarebbe disonorevole e contrario ai principi farlo».

Streeting invita quindi il premier a un ripensamento sul rifiuto a dimettersi o a fissare un termine per le sue dimissioni, sollecitandolo a farsi da parte per «facilitare» il percorso verso una nuova leadership.

«È ormai chiaro - scrive - che non sarai tu a guidare il Partito Laburista alle prossime elezioni politiche e che i parlamentari del Labour e i sindacati affiliati vogliono un dibattito su ciò che verrà dopo: una battaglia di idee, non fra personalità o meschini scontri di corrente». «Dovrà essere un dibattito ampio - chiosa il ministro dimissionario - con la migliore varietà possibile di canditati. Io spero che tu vorrai facilitarlo».