Aziende

Gli eventi globali impattano anche sulle imprese locali

La Camera di commercio, in collaborazione con EnergyTide.it, ha messo a punto un indicatore per analizzare, ed eventualmente anticipare, gli impatti della geopolitica su produzione ed export ticinese Il rapporto si chiama GeoRisk Ticino e verrà pubblicato ogni mese con un’analisi puntuale dei fattori critici
©Vahid Salemi
Generoso Chiaradonna
10.09.2026 18:45

Lo Stretto di Hormuz (conflitto USA-Iran)era ignoto a molti fino a qualche mese fa. Eppure oggi è sulle pagina di tutti i giornali del mondo per le conseguenze che ha sul prezzo del petrolio - e non solo - e che tutti noi materializziamo plasticamente pagando di più ogni volta che facciamo il pieno di benzina. E così anche per il Mar d’Azov (conflitto russo-ucraino) gli effetti negativi sui prezzi - al rialzo, ovviamente - di materie prime, fertilizzanti e prodotti cerealicoli.

In un’economia sempre più interconnessa, anche eventi che si verificano lontano dal Ticino possono incidere rapidamente sull’attività quotidiana delle imprese. È per questa ragione che è nato GeoRisk Ticino, uno strumento messo a disposizione di imprese e territori dalla Camera di commercio del Cantone Ticino (CC-Ti), per supportare le imprese associate. Un modo per cercare di comprendere e possibilmente anticipare, gli effetti concreti che i rischi geopolitici posono avere sulle attività economiche del Ticino. «Non è uno strumento che vuole sostituire analisi e studi fatti dalla Seco o da altre istituzioni a livello nazionale», precisa subito Luca Albertoni, direttore della CC-Ti. «Èun complemento ad altre informazioni per le imprese ticinesei che operano in un contesto internazionale sempre più complesso e incerto», continua Albertoni.

«Tensioni geopolitiche, nuove politiche commerciali, difficoltà nelle catene di approvvigionamento, oscillazioni valutarie e shock energetici possono influenzare costi, disponibilità di materie prime e continuità produttiva», afferma da parte sua Sergio Giraldo, ideatore di questo osservatorio. Giraldo è un analista indipendente dei mercati energetici e delle politiche industriali europee, saggista e firma per alcune testate italiane. È anche fondatore di EnergyTide.it.

A differenza delle analisi generiche disponibili sul mercato, GeoRisk Ticino parte dalla struttura reale dell’economia cantonale e concentra l’attenzione sui principali mercati di sbocco e sulle fonti di approvvigionamento più rilevanti per le imprese del territorio.

Come funziona

Al centro del servizio vi è un report periodico (mensile) che combina informazioni geopolitiche, macroeconomiche e commerciali, collegandole alle filiere strategiche per il Ticino. Oltre a descrivere gli eventi internazionali, il report evidenzia in che modo tali sviluppi possono generare opportunità o criticità per le aziende locali. Il valore aggiunto non consiste solo nel descrivere ciò che accade nel mondo, ma nel tradurre gli eventi internazionali in indicazioni utili per le aziende locali: quali rischi possono emergere, quali opportunità si possono aprire e quali decisioni strategiche o operative meritano maggiore attenzione.

La matrice di rischio geopolitico delle filiere ticinesi è costruita a partire dai dati ufficiali sul commercio estero e aggiornata in base all’evoluzione degli scenari internazionali. Le principali filiere di importazione ed esportazione vengono monitorate attraverso un indice sintetico, che permette di misurare il livello di esposizione al rischio e di seguirne l’andamento nel tempo.

La metodologia - ha spiegato Giraldo - si basa su tre criteri fondamentali: il grado di instabilità del mercato di destinazione o della fonte di approvvigionamento, la possibilità di sostituire partner commerciali o risorse in caso di interruzione, e il livello di concentrazione degli scambi su pochi attori. Dalla combinazione di questi fattori nasce un indice di rischio espresso su una scala da 0 a 100, che consente di confrontare in modo immediato le diverse filiere e di individuare quelle più vulnerabili alle turbolenze internazionali. Ovviamente più è alto e più il rischio è elevato. Per quanto riguarda il primo report, gli indicatori del mese di agosto sono a 42 per il Ticino e 47 per la Svizzera. Entrambi sono cresciuti di 9 punti rispetto alla fascia media. Per quanto riguarda i singoli comparti, la filiera più tesa è l’importo dell’elettronica con indice 56, mentre a livello nazionale il fattore del mese sono le materie prime con rame e cereali in forte rialzo.