Gli Stati Uniti frenano (ancora) Israele: «Non può occupare Gaza»

«Israele non può occupare Gaza». Lo ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken al termine di una riunione in Giappone tra ministri degli Esteri del G7, aggiungendo che però lo Stato ebraico potrebbe controllare il territorio per un «periodo di transizione». Blinken, in sostanza, ha ribadito quanto affermato martedì scorso dalla Casa Bianca, che si è detta contraria a un’occupazione a lungo termine della Striscia Gaza, sottolineando come non sia «la cosa giusta da fare». Il segretario di Stato USA ha dichiarato: «Gaza non può continuare a essere gestita da Hamas. Questo è semplicemente un invito a ripetere quanto avvenuto il 7 ottobre». Dopo i riferimenti agli atroci attacchi del gruppo islamista, Blinken ha aggiunto: «È anche chiaro che Israele non può occupare Gaza. Ora, la realtà è che potrebbe essere necessario un periodo di transizione dopo la fine del conflitto. Non vediamo una rioccupazione, e dai leader israeliani ho sentito che non hanno alcuna intenzione di rioccupare Gaza».
In realtà, il premier israeliano Benjamin Netanyhau lunedì scorso aveva affermato che Israele intende essere responsabile della sicurezza a Gaza a «tempo indeterminato». Di fatto, Netanyhau ha lasciato intendere che lo Stato ebraico potrebbe voler occupare militarmente la Striscia di Gaza come già avvenuto tra il 1967 e il 2005, fino al ritiro delle forze armate israeliane. Ma le parole del premier sembrano divergere da altri esponenti del Governo. Il ministro della Difesa Yoav Gallant di recente ha ammesso che, dopo il conflitto, sarebbe necessario porre fine a ogni coinvolgimento e a ogni responsabilità sulla vita nella Striscia di Gaza, mentre il ministro degli Esteri Eli Cohen ha dichiarato al Wall Street Journal: «Non vogliamo governare Gaza. Non vogliamo gestire le loro vite».
Insomma, l’unica certezza, al momento, sembra essere l’intenzione di distruggere Hamas, senza però chiari obiettivi a lungo termine. Nelle scorse settimane, in un articolo del Finacial Times dal titolo «Fears grow that Israel has ‘no plan’ agreed for postwar Gaza» («Crescono i timori che Israele non abbia “nessun piano” concordato per il dopoguerra a Gaza»), alcuni funzionari del Governo americano hanno espresso dubbi sulle intenzioni di governo ed esercito israeliani, che non hanno ancora spiegato concretamente cosa succederà quando il gruppo islamista sarà eliminato.
Secondo il ministro degli Esteri britannico James Cleverly, riporta il Guardian, il potere alla fine dovrebbe essere trasferito a «una leadership palestinese che vuole la pace». Cleverly ha però spiegato che «nel breve termine, è inevitabile che Israele, dato che ha truppe a Gaza, avrà bisogno di avere una responsabilità in materia di sicurezza». Il politico britannico ha quindi auspicato l'uscita di Israele: «La nostra opinione è che, non appena possibile, il risultato più auspicabile sia un passo verso una leadership palestinese». Risulta però difficile immaginare un gruppo palestinese disposto a prendere il controllo di Gaza se Israele insistesse nel mantenere un qualche tipo di controllo sulle questioni di sicurezza, mentre l’Autorità palestinese che guida la Cisgiordania - sottolinea il Post - non avrebbe i mezzi e la credibilità per governare a Gaza.
Lo stesso Blinken, a Tokyo, ha parlato di una soluzione, sul lungo periodo, che preveda una governance palestinese con Gaza unificata alla Cisgiordania sotto l'Autorità Palestinese.
