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Nel mirino sono finiti il ministro dell'interno, alcuni comandanti delle Guardie Rivoluzionarie, le società di servizi finanziarie Zedcex Exhange e Zedxion Exchange – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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17:13
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Gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni all'Iran
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni all'Iran. Nel mirino sono finiti il ministro dell'interno Eskandar Momeni e alcuni comandanti delle Guardie Rivoluzionarie. Colpite anche le società di servizi finanziarie Zedcex Exhange e Zedxion Exchange. «Continueremo a colpire le reti iraniane e l'élite dell'Iran», ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
13:49
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Iran: «Pronti ai colloqui con gli Usa, ma che siano equi"
«Gli Stati Uniti non hanno mai manifestato buone intenzioni, ma l'Iran è pronto a discutere in negoziati dove siano protetti i nostri diritti legali». Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando dei colloqui sul dossier nucleare con gli Usa. «Siamo pronti a sederci al tavolo negoziale, non abbiamo mai cercato l'arma nucleare», ha aggiunto Araghchi, in una conferenza stampa congiunta con l'omologo turco, Hakan Fidan, a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt. «Il negoziato deve essere equo. La Repubblica islamica dell'Iran è pronta ad essere coinvolta in questo negoziato se sarà equo», ha detto il capo della diplomazia di Teheran.
13:48
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Israele: «Il valico di Rafah riaprirà ai pedoni domenica»
Israele riaprirà domenica il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l'Egitto al traffico pedonale «in movimenti limitati» in entrambe le direzioni. Lo ha affermato il coordinatore delle attività governative nei territori del Ministero della difesa israeliano, stando a quanto riportano i media locali.
Le condizioni
«L'uscita e l'ingresso nella Striscia di Gaza attraverso il valico di frontiera di Rafah saranno consentiti in coordinamento con l'Egitto, previa autorizzazione di sicurezza degli individui da parte di Israele e sotto la supervisione della missione dell'Ue, in modo simile al meccanismo implementato nel gennaio 2025», afferma il Cogat.
I numeri
«Il ritorno dei residenti dall'Egitto alla Striscia di Gaza sarà consentito, in coordinamento con l'Egitto, solo per i residenti che hanno lasciato Gaza durante il corso della guerra e solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione di sicurezza da parte di Israele», spiega il Cogat, aggiungendo che «oltre all'identificazione e allo screening iniziali al valico di frontiera di Rafah da parte della missione dell'Unione Europea, un ulteriore processo di screening e identificazione sarà condotto presso un corridoio designato, gestito dall'istituzione della difesa, in un'area sotto il controllo delle Idf». Secondo i dati del Cogat, circa 42'000 abitanti di Gaza hanno lasciato la Striscia durante la guerra, la maggior parte dei quali erano pazienti in cerca di cure mediche all'estero o avevano la doppia cittadinanza.
07:09
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Il punto delle 7
Negli ultimi giorni, al presidente statunitense Donald Trump è stato presentato un elenco ampliato di potenziali opzioni militari contro l'Iran, volto a infliggere ulteriori danni alle strutture nucleari e missilistiche del paese, o a indebolire la guida suprema iraniana. Lo scrive il New York Times, secondo cui il commander in chief non ha ancora autorizzato un'azione militare né scelto tra le opzioni presentate dal Pentagono, e resta aperto alla ricerca di una soluzione diplomatica .
Le ipotesi
Tra le opzioni più rischiose, secondo il Nyt, ci sarebbe quella di inviare segretamente commando statunitensi per distruggere o danneggiare gravemente parti del programma nucleare iraniano non ancora colpite dai bombardamenti americani dello scorso giugno. Le forze armate statunitensi si addestrano da tempo per missioni specializzate come l'infiltrazione in paesi come l'Iran per colpire siti nucleari o altri obiettivi di alto valore strategico. Un'altra opzione, scrive il quotidiano, potrebbe essere quella di una serie di attacchi contro obiettivi militari e altri strategici, che causerebbero un tale sconvolgimento da creare le condizioni sul terreno affinché le forze di sicurezza iraniane (o altre forze) possano deporre la guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Non è chiaro, in questo scenario, chi governerebbe il Paese in caso di rimozione della guida suprema, né se un eventuale successore sarebbe più propenso a trattare con gli Stati Uniti.
La terza opzione
Israele sta insistendo per una terza opzione: vuole che gli Stati Uniti si uniscano a Tel Aviv in un nuovo attacco contro il programma di missili balistici iraniani, che, secondo i funzionari dell'intelligence, l'Iran ha in gran parte ricostruito dopo che Israele lo aveva devastato durante la guerra di 12 giorni dello scorso giugno.
