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I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»

È l'avvertimento lanciato oggi da Mohammad Ali Naeini, membro delle Guardie rivoluzionarie iraniane – Attaccata l'ambasciata USA a Riad – Trump: «Abbiamo tantissime scorte di munizioni, le guerre possono essere combattute per sempre» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»
Red. Online
03.03.2026 06:27
23:54
23:54
Carney: «Nella guerra con l'Iran rispettare le norme internazionali»

Il Primo ministro canadese Mark Carney ha esortato «tutte le parti» coinvolte nel conflitto scatenato dagli attacchi Usa-Israele contro l'Iran a rispettare le regole di ingaggio internazionali. Intervenendo a Sydney, Carney ha dichiarato: «Il Canada ribadisce che il diritto internazionale vincola tutti i belligeranti». «Imploriamo tutte le parti, compresi Stati Uniti e Israele, di rispettare le regole di ingaggio internazionale», ha affermato, aggiungendo: «Il Canada chiede una rapida de-escalation delle ostilità ed è pronto a contribuire al raggiungimento di questo obiettivo». 

23:54
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«La Cia sta armando le forze curde per fomentare la rivolta in Iran»

La Cia starebbe lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran. Lo hanno riferito alla Cnn diverse persone a conoscenza del piano. L'amministrazione di Donald Trump ha avviato trattative attive con i gruppi di opposizione iraniani e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare, hanno affermato le fonti come già anticipato dal Wall Street Journal. I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze operative lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. Diversi gruppi hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche dall'inizio della guerra, alludendo a un'azione imminente e sollecitando le forze militari iraniane a disertare.

23:33
23:33
Crosetto, giovedì informativa alle Camere su Medioriente e aiuti nel Golfo

«Non penso di inviare nulla a nessuno, perché non sono io che invio sistemi come fossero miei come cercate di dire (come vi ho detto in Parlamento ieri) senza comunicazione alle Camere. Infatti è programmata per giovedì un'informativa. I soldati in Libano, come in ogni altro teatro, sono la nostra priorità. E lo sapete benissimo». Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un tweet di risposta al profilo M5s, in merito all'eventuale invio di aiuti per la difesa richiesti dai Paesi del Golfo. «Sapete benissimo che nessuno era stato informato come si è capito dalle stesse parole di Rubio oggi - ha aggiunto Crosetto in merito alla sicurezza dei soldati italiani - . Le procedure per la messa in sicurezza dei nostri soldati, così come i piani di intervento per eventuali evacuazioni sono predisposti e pronti da tempo e siamo (non solo io ma tutto il ministero della Difesa!) informati in tempo reale di ogni evoluzione negativa o minaccia verso i nostri contingenti. Basta che lo chiediate a chi era in Unifil e negli altri teatri durante l'attacco israeliano della scorsa volta».

23:32
23:32
Il Qatar smantella due cellule di spionaggio legate all'Iran

Due cellule di spionaggio affiliate al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l'esercito ideologico iraniano, sono state smantellate in Qatar. Lo ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale, nel quarto giorno di attacchi aerei iraniani nel Golfo in rappresaglia per l'offensiva israelo-americana. «Una stretta sorveglianza ha portato all'arresto di dieci sospettati: sette erano incaricati di spiare e raccogliere informazioni su infrastrutture militari vitali del Paese, e tre di compiere operazioni di sabotaggio», ha dichiarato l'agenzia del Qatar. Secondo la stessa fonte, i sospettati «hanno ammesso durante le indagini i loro legami con le Guardie della Rivoluzione e di essere stati incaricati di condurre attività di spionaggio e sabotaggio».

23:31
23:31
Un missile iraniano colpisce la base USA di Al-Udeid

Un missile balistico iraniano ha colpito oggi la base militare statunitense di Al-Udeid. Lo ha confermato il Ministero della Difesa del Qatar. Il Ministero ha affermato che il Qatar è stato preso di mira da due missili, aggiungendo: «I sistemi di difesa aerea hanno intercettato con successo uno dei missili, mentre il secondo ha colpito la base qatariota di Al-Udeid senza causare vittime».

22:17
22:17
Emirati Arabi: «Esposti ad oltre 1.000 attacchi dall'Iran»

Gli Emirati Arabi Uniti sono stati esposti ad oltre 1.000 attacchi da quando l'Iran ha lanciato l'operazione di ritorsione nella regione. Lo ha detto il ministero degli Esteri emiratino in una nota, secondo quanto riporta Reuters sul proprio sito. Il ministero degli Esteri degli Emirati ha detto di non aver preso alcuna decisione che cambi la propria posizione difensiva nei confronti degli attacchi iraniani, ma si riserva il diritto di difendersi.

22:09
22:09
Il figlio di Khamenei nominato nuova Guida Suprema

L'Assemblea degli Esperti iraniana ha nominato il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.

Chi è

Cinquantasei anni, secondogenito di Ali Khamenei e figlio prediletto, Mojtaba che prende il posto del padre come Guida Suprema dell'Iran è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran. Nato a Mashhad nel settembre 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico. Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo. Ma Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti, con proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg. Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell'orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009. Era stato designato in anticipo come successore di suo padre, e Iran International aveva riferito circa un anno e mezzo fa che era stato scelto segretamente come suo successore. Anche se recentemente non sarebbe stato considerato un candidato vero, perché la stessa Guida aveva sempre detto di non volere una successione dinastica. Negli ultimi giorni erano circolate voci che fosse stato ucciso o gravemente ferito assieme al padre. Voci però mai confermate. L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito oggi che Mojtaba è sano e salvo e illeso nell'attentato, in cui sono morti suo padre, sua moglie e altri familiari.

Nella notte l'Idf aveva attaccato il «più importante» quartier generale degli ayatollah a Teheran, e più tardi aveva preso di mira l'Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Ali Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida Suprema, come riferiscono invece fonti israeliane. Secondo Channel 12, gli 88 saggi erano già andati via prima del raid e sul posto erano rimasti solo gli «scrutatori», di cui poi non si è saputo nulla. L'elezione del figlio di Khamenei coglie di sorpresa chi si attendeva che il voto, come aveva sostenuto anche la Fars, potesse essere rinviato dopo i funerali del supremo leader Khamanei. Funerali che probabilmente si terranno la prossima settimana nella sua città natale di Mashhad. In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che «non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader».

«Lo scenario più negativo in Iran a questo punto è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio» di Khamenei, ha concordato Donald Trump, minimizzando anche la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che si è reso disponibile. «Il regime è al suo punto più debole» dal 1989, «non sarà una guerra infinita» ma «un'azione rapida e decisiva», ha assicurato Benyamin Netanyahu, che intanto ha dato l'ordine all'Idf di avanzare nel sud del Libano per «proteggere Israele da Hezbollah». L'esercito ebraico ha inoltre confermato di aver attaccato anche i siti legati al programma nucleare iraniano, compreso «il complesso segreto di Minzadehei», dove il regime continuava a cercare di «sviluppare armi atomiche».

21:13
21:13
Attaccato il sito nucleare iraniano

L'IDF conferma di aver attaccato anche siti legati al programma nucleare iraniano dall'inizio dell'operazione «Ruggito del Leone». «L'aeronautica ha bombardato il complesso segreto di Minzadehei nei pressi di Teheran, in cui il regime terroristico iraniano operava per sviluppare le capacità necessarie per le armi nucleari», ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce di IDF Effie Defrin. «Nonostante i gravi danni subiti dopo l'operazione 'Leone nascente' (a giugno), il regime iraniano ha continuato a sviluppare le capacità nucleari necessarie, trasferendo infrastrutture in un sito sotterraneo in cui un gruppo di scienziati nucleari operava segretamente per sviluppare una componente chiave del sistema di armi nucleari», ha affermato Defrin. «L'attacco elimina una componente fondamentale della capacità dell'Iran di sviluppare armi nucleari».

21:12
21:12
A fuoco il consolato USA a Dubai, colpito da un drone iraniano

Il consolato statunitense a Dubai stava andando a fuoco dopo essere stato colpito da un sospetto drone iraniano. Lo riporta la CNN citando una fonte nella regione.

Emirati: «Spento il piccolo incendio nel consolato, nessuna vittima»

«Le autorità di Dubai hanno confermato che un incendio causato da un incidente con un drone vicino al consolato USA è stato contenuto con successo», scrive l'ufficio stampa dell'emirato di Dubai su X. «Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente. Non è stato segnalato alcun ferito», aggiunge. Marco Rubio ha conferma l'attacco precisando che tutto il personale è illeso. «Purtroppo un drone ha colpito un parcheggio adiacente all'edificio della cancelleria e ha causato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato», ha detto il segretario di Stato USA parlando con i giornalisti a Capitol Hill.

21:11
21:11
Ucciso il responsabile delle attività in Libano della Forza Quds

L'esercito israeliano ha affermato di aver ucciso il comandante in carica del Corpo d'Armata Libanese della Forza Quds iraniana in un attacco a Teheran. Lo scrive l'IDF sul suo canale Telegram. Secondo l'esercito, Daoud Ali Zadeh era il comandante iraniano di grado più alto responsabile delle attività iraniane in Libano. Il Corpo d'Armata Libanese funge da collegamento tra la leadership di Hezbollah e l'Iran, ha aggiunto. La Forza Quds iraniana si concentra su operazioni speciali al di fuori del territorio iraniano. Il portavoce dell'IDF ha confermato di avere ucciso a Teheran in un bombardamento Daoud Ali Zadeh, comandante della divisione libanese delle Forze Quds. «Ali Zadeh è responsabile degli attacchi di Hezbollah contro Israele. Israele non permetterà a elementi iraniani che impediscono la ripresa del Libano e rafforzano Hezbollah di stabilirsi in Libano'', afferma l'IDF nella nota.

21:11
21:11
Diluvio di bombe sull'Iran per decapitare il regime

Una rete di fuoco incrociato che attraversa il Golfo Persico e lambisce il Mediterraneo: così appaiono i cieli del Medio Oriente al quarto giorno di guerra. Stati Uniti e Israele continuano a colpire l'Iran «su vasta scala», determinati a decapitare il regime e a impedire che la leadership si rinnovi senza un cambiamento radicale.

Nella notte l'IDF ha attaccato il «più importante» quartier generale degli ayatollah a Teheran, più tardi ha preso di mira l'Assemblea degli Esperti a Qom, chiamata ad eleggere il successore di Ali Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida Suprema, come riferiscono invece fonti israeliane. In ogni caso, il Mossad ha già avvertito, in un post in farsi, che «non importa chi verrà scelto: il suo destino è già scritto, solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader».

«Lo scenario più negativo in Iran a questo punto è che il Paese sia preso da qualcuno che è peggio» di Khamenei, ha concordato Donald Trump, minimizzando anche la figura del figlio dello scià, Reza Pahlavi, che si è reso disponibile. «Il regime è al suo punto più debole» dal 1989, «non sarà una guerra infinita» ma «un'azione rapida e decisiva», ha assicurato Benyamin Netanyahu, che intanto ha dato l'ordine all'IDF di avanzare nel sud del Libano per «proteggere Israele da Hezbollah». L'Iran, dove secondo un ultimo bilancio della Mezzaluna rossa si contano quasi 800 morti, continua ad allargare il raggio d'azione della sua rappresaglia, tanto che il Dipartimento di Stato USA ha esortato gli americani a lasciare «immediatamente» ben 15 Paesi della regione.

Due droni iraniani hanno poi colpito l'ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita, provocando un incendio limitato ma suscitando l'ira di Trump e di Riad. Il commander-in-chief ha promesso che l'attacco, così come la morte di sei soldati USA in Kuwait, non resteranno senza risposta: «Abbiamo scorte di armi illimitate. Potremmo combattere per sempre», ha ammonito. Il Regno ha definito il raid «codardo e ingiustificato», ricordando di non aver concesso l'uso del suo spazio aereo per colpire l'Iran e riservandosi il diritto di «rispondere a un'aggressione».

Così come potrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti, i più colpiti da Teheran, che secondo Axios starebbero valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i lanci contro il loro territorio. Anche il Qatar continua a essere preso di mira dalla vendetta incrociata dell'Iran: secondo indiscrezioni israeliane, Doha avrebbe colpito a sua volta la Repubblica islamica, ma le voci sono state subito smentite dal governo dell'emirato che ha precisato di aver solo intercettato jet e missili nel suo spazio aereo.

Solo l'Oman, ex mediatore tra Teheran e Washington nei colloqui sul nucleare e finito come gli altri nel mirino dei droni iraniani, ha invece fatto appello a un ritorno della diplomazia. In questo quadro si muove anche l'Europa: per la prima volta dall'inizio del conflitto, jet britannici sono intervenuti per abbattere droni nei cieli di Giordania e Iraq. Il Regno Unito ha inoltre deciso di inviare a Cipro la nave militare Dragon ed elicotteri anti-drone a protezione della base della Raf di Akroriti, già finita nel mirino di due Shahed iraniani, così come la Francia. Teheran ha già avvertito che qualunque «azione difensiva» dai Paesi europei sarà considerata «un atto di guerra», ha messo in chiaro il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

E i pasdaran hanno minacciato ritorsioni, non solo belliche: «Colpiremo tutti i centri economici della regione, il prezzo del petrolio raggiungerà presto i 200 dollari», ha dichiarato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. Intanto Israele - dove si contano 12 feriti negli attacchi iraniani delle ultime ore - continua a bersagliare Hezbollah a Beirut e avanza nel sud del Libano per la prima volta dal cessate il fuoco del novembre 2024, con l'intento dichiarato di creare un «cuscinetto di sicurezza» tra i miliziani filo-iraniani e le comunità israeliane nel nord del Paese. Una nuova guerra che secondo l'ONU ha già causato lo sfollamento di almeno 30'000 persone in Libano, mentre l'UNIFIL, la missione di peacekeeping nel sud, ha evacuato il personale non essenziale.

21:10
21:10
Macron: «La portaerei Charles De Gaulle è in rotta per il Mediterraneo»

La portaerei Charles de Gaulle, il colosso dei mari simbolo della potenza militare francese, attualmente nel mar Baltico, farà rotta già da stasera verso il Mar Mediterraneo: lo ha annunciato in TV il presidente francese, Emmanuel Macron che ha anche ordinato il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro. «Lo stretto di Ormuz è chiuso oggi», ha detto Emmanuel Macron stasera in TV, in un discorso ai francesi, sottolineando che il suo obiettivo è «costruire una coalizione» per mettere al sicuro le «vie marittime essenziali». «Ho dato ordine alla portaerei Charles de Gaulle, ai suoi mezzi aerei e alla sua scorta di fregate, di fare rotta verso il Mediterraneo».

«Molte cose sono ancora instabili - ha aggiunto Macron - ma la Francia resta una potenza che cerca di preservare la pace, una forza potente e stabile». «Due basi francesi colpite» Dopo «bombardamenti limitati» che hanno preso di mira due basi militari francesi «nelle prime ore» del conflitto, Emmanuel Macron ha poi annunciato in diretta tv dall'Eliseo di aver deciso di inviare rinforzi militari nella regione, parlando di volontà di proiettare nella zona una forza «di difesa». «Abbiamo accordi di difesa che ci legano con il Qatar, il Kuwait o gli Emirati arabi. Siamo legati anche alla Giordania e ai nostri alleati curdi. Abbiamo abbattuto dei droni per legittima difesa». «Oltre ai mezzi già presenti radar e Rafale sono stati dispiegati nelle ultime ore», oltre alla fregata Languedoc.

21:04
21:04
Khamenei sarà sepolto a Mashhad, sua città natale

L'ayatollah Ali Khamenei, leader supremo dell'Iran ucciso sabato nei raid di Stati Uniti e Israele, sarà sepolto a Mashhad, sua città natale: lo riferisce l'agenzia Fars, citata dai media internazionali. La stessa Fars precisa che la cerimonia funebre per Khamenei, prevista a Teheran, è in fase di programmazione e che data e ora devono ancora essere annunciati. È previsto che la salma sia trasferita a Mashhad dopo il funerale.

21:04
21:04
Telecamere del traffico hackerate, così è stato ucciso Ali Khamenei

Per chi ha visto la serie TV «Teheran», l'esito degli attacchi all'Iran di questi giorni sembrano un dejà vu. Cinque anni fa, quando la prima stagione dell'acclamata spy story andò in onda per la prima volta in Israele, sembrava una fiction di alto livello, ma fiction. Oggi, dopo l'eliminazione della Guida suprema Ali Khamenei, nonostante le misure di sicurezza maniacali da cui era protetto, è lecito fantasticare che gli autori la sapessero davvero lunga.

Il Financial Times in un report dettagliato racconta che la pianificazione dell'operazione è iniziata addirittura nel 2001, quando l'allora primo ministro israeliano Ariel Sharon ordinò al Mossad di fare dell'Iran il suo obiettivo principale. Per seguire i movimenti dell'inafferrabile leader, l'intelligence israeliana ha prima hackerato la vasta rete di telecamere del traffico a Teheran, con l'obiettivo di rintracciare le guardie del corpo di Khamenei. Poi ha utilizzato algoritmi e l'intelligenza artificiale per interpretare i dati e costruire modelli di vita reale delle bodyguard dell'ayatollah. Il Mossad sarebbe riuscire a bucare le telecamere anni fa, scoprendo che almeno una era puntata sul posto in cui la squadra di sicurezza era solita parcheggiare le auto blindate.

L'intelligence ha creato fascicoli sugli indirizzi delle guardie, gli orari di lavoro, i turni e su chi dovevano proteggere. Secondo le fonti del Financial Times, il giorno dell'attacco, Israele e gli Stati Uniti hanno interrotto il servizio di telefonia cellulare in Pasteur Street, dove il massimo rappresentante del clero sciita è stato ucciso: chiunque avesse tentato di contattare la sicurezza per fornire eventuali avvertimenti avrebbe trovato la linea occupata.

Il lavoro certosino del Mossad e della CIA ha ottenuto il risultato di riuscire a seguire tutti i movimenti e rintracciare il Rahbar (la Grande Guida) fino all'incontro letale di sabato, per colazione con altri alti funzionari. La CIA dal canto suo avrebbe avuto anche un informatore sul terreno. La maggior parte del lavoro di interpretazione dei dati è stata svolta dall'Unità 8200 dei servizi segreti militari dell'IDF, che ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale e sviluppato algoritmi dedicati per scoprire lo «schema di vita» di Khamenei e delle persone a lui più vicine.

«Conoscevamo Teheran come conosciamo Gerusalemme», ha dichiarato un funzionario dell'intelligence israeliana al Financial Times. «E quando conosci un posto così bene come conosci la strada in cui sei cresciuto, ti accorgi di una sola cosa fuori posto», ha detto. Israele ha attaccato il complesso in cui Khamenei era sorvegliato utilizzando missili Sparrow, mentre gli aerei erano rimasti schierati per ottenere un effetto sorpresa tattico, nonostante il livello di allerta in Iran fosse al massimo. In totale, sarebbero stati lanciati 30 missili contro il complesso, subito dopo la conferma dell'informatore usato dagli americani che l'incontro era effettivamente in corso. Ora, se il «regime change» effettivamente avverrà, sarà tutto grazie alle telecamere, le stesse che le unità speciali dei pasdaran usavano per sorvegliare la popolazione e identificare i giovani che partecipavano alle manifestazioni. Uccisi a decine di migliaia dalle guardie rivoluzionarie neanche due mesi fa.

20:59
20:59
Iran: «Non abbiamo ancora usato le nostre armi più avanzate»

L'Iran è pronto per un guerra di lunga durata con gli Stati Uniti e Israele e per il momento non ha ancora utilizzato le proprie armi più avanzate. Lo ha detto il ministero della difesa. «Abbiamo la capacità di resistere e seguire una difesa offensiva più a lungo di quanto previsto» dal nemico «per questa guerra imposta», ha detto il portavoce del ministero della difesa, generale Reza Talaï-Nik. «Non abbiamo intenzione di utilizzare tutte le nostre armi e attrezzature avanzate nei primi giorni», ha aggiunto, citato dall'agenzia iraniana Irna.

20:58
20:58
Zelensky all'Emiro del Qatar: «In contatto per protezione»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato con l'Emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani «degli sviluppi in Medio Oriente e nella regione del Golfo». Lo ha annunciato su X. «Il regime iraniano sta cercando di trascinare l'intera regione in una guerra e sta distruggendo vite umane. Questo non può che essere condannato. Siamo solidali con tutti coloro che difendono la vita e cercano di costringere il regime iraniano ad abbandonare la sua violenza di lunga data il prima possibile - ha scritto - . Ci siamo scambiati valutazioni sulle prospettive e abbiamo concordato che i nostri team rimarranno in contatto per determinare come possiamo fornire congiuntamente una maggiore protezione alle persone».

20:57
20:57
Trump: «Distrutte le difese di Teheran». E attacca Spagna e Gran Bretagna

Le minacce agli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente aumentano e i fronti di guerra si moltiplicano di ora in ora ma Donald Trump non cede di un millimetro. Il presidente americano avverte l'Iran che il tempo dei colloqui è scaduto e si prepara ad una lunga campagna militare, pur ammettendo che i prezzi del petrolio sono destinati a salire per un po', mentre attacca la Gran Bretagna e minaccia la Spagna di tagliare tutti i ponti commerciali per non aver consentito a Washington l'uso delle sue basi. «La loro difesa aerea, l'aeronautica, la marina e la leadership sono state distrutte. Ora vogliono parlare ma è troppo tardi!», ha attaccato il commander-in-chief in un post su Truth che segna un netto cambio di passo rispetto a due giorni fa, quando aveva lasciato intendere di essere disponibile a nuovi colloqui con gli iraniani se pure fuori tempo massimo.

Secondo il Wall Street Journal, Trump sarebbe pronto a sostenere gruppi in Iran disposti a imbracciare le armi per rovesciare il regime. Se realizzata, l'idea potrebbe trasformare le fazioni iraniane in forze di terra sostenute, almeno a parole, da Washington. La campagna è solo agli inizi Nel frattempo gli Stati Uniti si preparano ad una campagna militare lunga che avrà delle conseguenze anche politiche sul presidente in vista delle elezioni di midterm di novembre. Come ha detto alla commissione difesa del Senato Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Pentagono, l'operazione contro l'Iran è ben lungi dall'essere giunta al termine: «Vorrei sottolineare con forza che siamo nelle fasi iniziali di questa campagna».

Il tycoon ha ammesso che i prezzi del petrolio, e quindi della benzina per milioni di americani, sono destinati a salire ma ha assicurato che «quando tutto questo finirà» scenderanno «a livelli mai visti prima». La domanda alla quale nessuno sa rispondere è quando la guerra in Iran finirà. Trump ha anche smentito quanto riferito da Marco Rubio ai rappresentanti del Congresso, e cioè che Israele ha scatenato la guerra in Iran trascinandovi gli Stati Uniti. «Penso che Teheran avrebbe attaccato per prima e non volevo che accadesse. Quindi, semmai, potrei aver forzato io la mano a Israele», ha invece dichiarato il presidente. Deluso da Spagna e Gran Bretagna In un bilaterale nello Studio Ovale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, primo leader europeo ad arrivare alla Casa Bianca dall'attacco contro l'Iran, Trump se l'è presa con Londra e Madrid per il loro atteggiamento non collaborativo. «Hanno detto che non possiamo usare le loro basi ma nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership», ha attaccato il tycoon, minacciando di «bloccare tutti gli scambi commerciali» con il Paese guidato dal socialista Sanchez. «La NATO si sta muovendo bene, così come la Germania, sul fronte della spesa militare. La Spagna invece »è l'unico Paese della NATO a non aver accettato« il tetto di spesa per la difesa al 5% del PIL, ha rincarato. Merz se l'è cavata mantenendo un profilo basso e limitandosi a dire che la Germania è »sulla stessa lunghezza d'onda« degli Stati Uniti.

Quanto alla Gran Bretagna, il presidente americano l'ha definita »molto, molto poco collaborativa«. »Questa non è l'epoca di Churchill«, ha dichiarato, attaccando Londra per »quella stupida isola che hanno ceduto per prenderla in affitto dagli indigeni«. Trump si riferisce alla Diego Garcia, dove Londra e Washington hanno una base militare congiunta. »Non sono contento della Gran Bretagna«, ha insistito. »Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove possiamo atterrare«. Chi guiderà l'Iran? Guardando avanti, The Donald ha continuato a ripetere che le figure alle quali gli Stati Uniti guardavano come possibili leader dell'Iran »sono tutte morte«. »Lo scenario peggiore a questo punto«, ha ammesso il presidente americano, »è che i nuovi leader siano pessimi come i precedenti«. Trump ha poi minimizzato la possibilità che il figlio dell'ultimo scià Reza Pahlavi possa assumere la guida del Paese, affermando di preferire che qualcuno dall'interno dell'Iran se ne occupi.

19:40
19:40
Gli USA schierano in Iran i nuovi droni kamikaze low-cost «Lucas»

Dopo appena otto mesi dalla sua presentazione, Washington ha scelto la guerra con l'Iran per schierare per la prima volta in combattimento il nuovo drone kamikaze a basso costo «Lucas», mentre gli Stati Uniti spingono per accelerare i loro programmi di armamento. Il drone «Low-Cost Uncrewed Combat Attack System» (da qui l'acronimo Lucas) è prodotto dalla SpektreWorks con sede in Arizona ed è stato presentato nel luglio 2025, quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sfilato nel cortile del Pentagono con più di una dozzina di aziende in competizione per fornire all'esercito nuove attrezzature, spiega Reuters sul proprio sito web, ricordando quanto gli Uav siano diventati centrali nella guerra moderna dopo il loro efficace utilizzo in Ucraina.

Non a caso, il Centcom USA ha affermato che i droni Lucas sono modellati proprio sullo Shahed di fabbricazione iraniana utilizzato ampiamente dalla Russia nell'invasione contro Kiev. La rapida messa in campo del Lucas rappresenta un cambiamento rispetto alle tradizionali tempistiche di approvvigionamento del Pentagono, che in genere durano anni dallo sviluppo iniziale all'implementazione operativa. Il drone utilizza un'architettura aperta che consente diversi carichi utili e sistemi di comunicazione e può essere impiegato sia per attacchi aerei che come drone target. Può essere lanciato da terra o da un camion e con un costo di circa 35'000 dollari è molto più economico dell'MQ-9 Reaper, che costa tra i 20 e i 40 milioni di dollari ma è riutilizzabile e molto più sofisticato. Il governo detiene la proprietà intellettuale del progetto Lucas, il che significa che diversi produttori potrebbero costruirlo, sebbene SpektreWorks detenga attualmente i contratti. Durante il suo sviluppo al Pentagono, Lucas è stato abbinato a sistemi di comunicazione Music di Viasat e Starlink o Starshield di SpaceX, secondo due fonti a conoscenza del programma, mentre una startup chiamata Noda fornisce il software per controllare i droni.

19:39
19:39
Media iraniani, danni all'aeroporto di Bushehr dopo attacchi

L'aeroporto di Bushehr, città nel sud dell'Iran dove si trova una centrale nucleare, è stato danneggiato in seguito ad attacchi aerei. Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr. «In seguito ad un attacco nemico, un proiettile ha colpito un aereo Airbus (...) che è stato completamente danneggiato», riporta Mehr. «L'onda d'urto ha causato danni al terminal dell'aeroporto», ha aggiunto l'agenzia, sottolineando anche che un secondo aereo era stato colpito.

19:34
19:34
Gli Emirati valutano attacchi a siti missilistici iraniani

Gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i raid di Teheran contro il Paese. Lo scrive Axios citando due fonti a conoscenza della questione, sottolineando che un attacco degli Emirati contro l'Iran sarebbe senza precedenti. Gli Emirati sono stati il Paese più attaccato dall'Iran dall'inizio della guerra, persino più di Israele. Il Paese "sta valutando l'adozione di misure difensive attive contro l'Iran. Sebbene non siano coinvolti in alcun modo nella guerra, gli Emirati hanno comunque subito 800 colpi", ha affermato una fonte a conoscenza delle discussioni politiche emiratine.

Il fatto che gli Emirati prendano in considerazione un attacco riflette l'enorme rabbia dei Paesi del Golfo per gli attacchi iraniani che hanno preso di mira infrastrutture civili e impianti petroliferi e del gas. In precedenza il ministero della difesa "si era riservato il pieno diritto di rispondere a questa escalation e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere il proprio territorio, i propri cittadini e residenti".

19:13
19:13
4800 svizzeri sempre bloccati in Medio Oriente per il conflitto

Circa 4800 turisti svizzeri sono tuttora «ufficialmente» bloccati in Medio Oriente al quarto giorno dell'offensiva israeliano-statunitense contro l'Iran. Le persone registrate sull'applicazione ad hoc del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) continuano a sperare di poter prendere uno dei pochi voli commerciali disponibili.

«Alcune decine di cittadini svizzeri hanno potuto lasciare la regione con voli commerciali, ma occorre avere pazienza e aspettarsi che lo spazio aereo rimanga chiuso ancora per un po'. Stiamo collaborando intensamente con Swiss per trovare soluzioni», ha indicato oggi Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare (DC) presso il DFAE, durante una conferenza stampa improvvisata davanti a Palazzo federale.

La Confederazione opera anche nell'ambito di un gruppo internazionale per aiutare i viaggiatori bloccati. Il DFAE mette a loro disposizione la app Travel Admin, sulla quale possono registrarsi per un volo. Il Dipartimento invita le persone interessate ad aggiornare i propri dati sull'applicazione, in modo da poter valutare al meglio la situazione.

Le autorità hanno anche predisposto una linea telefonica. Invitano ad ascoltare in via prioritaria le raccomandazioni delle autorità locali. I turisti possono anche rivolgersi alle rappresentanze elvetiche in loco.

Le poche decine di «fortunati» che sono riusciti a prendere un volo nelle ultime ore sono partiti da Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti). Gli altri, per la maggior parte, attendono negli hotel. Le partenze, se del caso, avvengono su voli commerciali: «Ma le cose sono molto complesse. Sono necessarie diverse autorizzazioni e l'ottenimento di slot», ossia le specifiche finestre temporali assegnate a un aereo per decollare o atterrare in un dato scalo, ha precisato Jenni. «Capiamo che sia molto frustrante per le persone coinvolte».

Secondo il DFAE, anche gli Stati che dispongono di proprie capacità di trasporto aereo possono operare solo in modo molto limitato. Allo stato attuale, si possono prendere in considerazione solo eventuali voli commerciali sporadici, ha insistito Jenni.

Per quanto riguarda i singoli Paesi, secondo un recente conteggio (tenendo presente che le cifre sono in continua evoluzione), 350 svizzeri vivono in Qatar (e dieci turisti elvetici in questo paese sono registrati sull'app), un centinaio in Bahrein (dodici turisti), 5200 negli Emirati Arabi Uniti (3000), 1000 in Libano (60), 540 in Arabia Saudita (25), 25'300 in Israele (150) e 180 sono registrati sull'app dall'Iran.

17:30
17:30
Sull'account della Casa Bianca video dei raid in Iran con la Macarena in sottofondo

Sull'account ufficiale della Casa Bianca è comparso un video in cui si vedono alcuni momenti dell'operazione «Epic fury» contro l'Iran con una musica in sottofondo che richiama le prime note della celebre hit del 1993 «Macarena». Da Mosca arrivano pesanti critiche per la pubblicazione giudicata di cattivo gusto. Nel reel di pochi secondi si vedono i caccia militari decollare e sganciare bombe su Teheran, al rallentatore. La maggior parte dei commenti in rete ironizza sulla scelta musicale. «Non posso credere che la Macarena è diventata la colonna sonora della Terza Guerra Mondiale», scrive un utente.

La portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha criticato la Casa Bianca per aver pubblicato il video, sottolineando che ciò avviene mentre nella Repubblica islamica sono in corso i funerali dei bambini uccisi dagli stessi raid. «Insieme alla pubblicazione di materiale video e foto su come i bambini vengono sepolti in Iran, è apparso un video della Casa Bianca che mostrava attacchi di bombardieri sulle note della popolare Macarena», ha ricordato Zakharova, intervenendo all'emittente RBK. «Questo, ovviamente, non è più cinismo o doppi standard. È di questo che ha parlato oggi il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov durante la sua conferenza stampa: fino a che punto sono disposti ad arrivare?», ha aggiunto la portavoce. Il 28 febbraio, le autorità iraniane hanno riferito che Stati Uniti e Israele hanno colpito una scuola elementare femminile nella città di Minab, nell'Iran meridionale. Secondo il conteggio dell'agenzia russa TASS, il bilancio delle vittime è di 165 persone, per lo più studentesse, genitori e insegnanti, 95 persone sono rimaste ferite.

17:26
17:26
Pasdaran: «Se i raid proseguono colpiremo tutti i centri economici»

Se la campagna di bombardamenti contro l'Iran da parte di Stati Uniti e Israele continuerà, porterà a ritorsioni contro «tutti i centri economici» in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. «Stiamo dicendo al nemico che se decide di colpire i nostri centri principali, colpiremo tutti i centri economici della regione», ha dichiarato il generale. «Abbiamo chiuso lo Stretto di Hormuz. Attualmente, il prezzo del petrolio è superiore a 80 dollari e presto raggiungerà i 200 dollari», ha aggiunto citato dall'agenzia Isna.

17:25
17:25
L'Iran plaude la posizione svizzera «più forte» di quella europea

L'Iran plaude alla reazione «più forte» della Svizzera rispetto a quella degli altri paesi europei dopo i bombardamenti statunitensi e israeliani. Berna ha le «capacità» e il «potenziale» per svolgere un «ruolo costruttivo», secondo l'ambasciatore iraniano all'Onu a Ginevra. «Altri paesi europei hanno perso» questa possibilità, mentre «la Svizzera continua a svolgere un ruolo costruttivo» come ha sempre fatto, ha detto Ali Bahreini ai corrispondenti accreditati presso l'Onu a Ginevra (ACANU).

Pur rappresentando gli interessi americani in Iran, essa ha contribuito «positivamente» ospitando ancora recentemente i negoziati indiretti tra i due paesi a Cologny (GE), ha aggiunto. Già sabato, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si era detto «profondamente preoccupato» per gli attacchi contro l'Iran. Dopo le rappresaglie iraniane, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha poi affermato che tutte le parti devono «proteggere i civili e le infrastrutture civili, disinnescare immediatamente il conflitto e tornare alla diplomazia». Berna - secondo Parmelin - si è detta pronta a compiere ulteriori sforzi per negoziati. Ma Teheran esclude che questi abbiano luogo finché la guerra continua.

17:22
17:22
L'Arabia Saudita attaccherà l'Iran

Israele si sta preparando all'eventualità che l'Arabia Saudita si unisca agli attacchi contro l'Iran. Un alto funzionario di Gerusalemme ha dichiarato alla TV pubblica Kan: «Non abbiamo dubbi che Riad attaccherà presto Teheran, dopo essere stata attaccata ieri».

Due droni hanno colpito ieri sera l'ambasciata statunitense nella capitale saudita provocando un'esplosione e, in seguito, un incendio e danni all'edificio. Questa mattina, in seguito all'attacco all'ambasciata, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato ai dipendenti governativi non impegnati in situazioni di emergenza in Bahrein, Iraq ed Emirati Arabi Uniti di lasciare il Paese con le proprie famiglie, in linea con un ordine analogo precedentemente emesso per i dipendenti in Arabia Saudita, Giordania e Israele.

Contemporaneamente, l'ambasciata statunitense in Kuwait ha annunciato la sua chiusura fino a nuovo avviso. Il canale saudita Al-Hadath ha riferito questa mattina che dall'inizio dei combattimenti sabato scorso, l'Iran ha lanciato 450 missili e 1'140 droni verso gli Stati del Golfo. Finora l'Iran ha attaccato diversi paesi del Golfo Persico, tra cui Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Bahrein e Kuwait. Sono stati segnalati anche attacchi alla regione autonoma curda in Iraq.

16:44
16:44
Iran: «Continueremo a rispondere fino alla fine dell'aggressione»

L'Iran continuerà a rispondere «fino al punto in cui l'aggressione sarà fermata». Lo ha affermato l'ambasciatore dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, parlando con i giornalisti dell'azione militare dell'Iran contro Israele e gli Stati Uniti. «Se una base in un Paese vicino venisse utilizzata per attaccare e invadere altri Paesi, si tratterebbe di un obiettivo legittimo», ha aggiunto l'ambasciatore, come riferisce Al Jazeera.

16:07
16:07
L'ONU chiede inchiesta su attacco alla scuola femminile

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha esortato le forze responsabili dell'attacco a una scuola femminile in Iran a indagare e a condividere le proprie opinioni sull'«orribile» incidente. Lo riporta Reuters sul suo sito. «L'Alto Commissario (Volker Türk) chiede un'indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell'attacco. L'onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l'attacco», ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'OHCHR. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi «non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola», dopo che i media statali iraniani hanno riferito che oltre 160 persone sono state uccise nel primo giorno degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, sabato.

Il responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, si è detto «profondamente scioccato dalle conseguenze delle ostilità generalizzate sui civili e sulle infrastrutture civili dall'inizio del conflitto sabato», ha riferito a Ginevra la sua portavoce, aggiungendo che l'Alto Commissario «invita tutte le parti a dare prova della massima moderazione, a prevenire ogni ulteriore escalation e ad adottare tutte le misure possibili per proteggere i civili». «Il diritto bellico è inequivocabile. I civili e i beni di natura civile sono protetti. Tutti gli Stati e tutti i gruppi armati devono rispettarlo», ha aggiunto la sua portavoce, Ravina Shamdasani. «Gli attacchi diretti contro civili o beni civili, così come gli attacchi indiscriminati, - ha aggiunto - costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e possono essere qualificati come crimini di guerra».

15:23
15:23
Colpita la sede dell'organismo che eleggerà nuova Guida suprema dell'Iran

Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno colpito l'edificio dell'organismo che eleggerà la nuova guida suprema dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani. La sede dell'Assemblea degli Esperti a Qom è stata colpita da un attacco missilistico, ha dichiarato l'agenzia di stampa Tasnim, precisando che ieri sera anche la sede dell'Assemblea degli Esperti a Teheran era stata presa di mira da aerei statunitensi e israeliani. Canali Telegram segnalano morti e feriti tra alcuni membri del consiglio, senza che tuttavia vi siano conferme ufficiali al riguardo.

L'Assemblea degli Esperti è l'organo della Repubblica islamica designato per eleggere la Guida Suprema. I membri hanno il compito di eleggere il prossimo leader, dopo la morte di Ali Khamenei negli attacchi di sabato, e hanno tenuto riunioni a tal fine. Un funzionario della difesa israeliano ha dichiarato ad Axios che l'attacco è avvenuto proprio durante lo scrutinio dei voti. Non è chiaro quanti degli 88 membri del consiglio fossero presenti nell'edificio in quel momento, né l'entità dei danni. «Volevamo impedire loro di eleggere un nuovo leader supremo», ha affermato il funzionario.

15:21
15:21
Il Regno Unito annuncia voli speciali per i britannici che si trovano nel Golfo

Il governo di Keir Starmer ha annunciato l'invio di aerei charter nel Golfo nell'ambito dell'evacuazione di quei cittadini britannici desiderosi di allontanarsi dai Paesi arabi più esposti alla reazione militare scatenata dall'Iran in risposta agli attacchi subiti da USA e Israele. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, rispondendo alle interrogazioni dei deputati nell'ambito di un aggiornamento sulla situazione in questo fronte di guerra.

Ieri è arrivato a Londra un primo aereo con a bordo persone rimpatriate dagli Emirati Arabi Uniti. Mentre per «i prossimi giorni» è previsto un volo speciale da Muscat, in Oman, organizzato dall'esecutivo, ha detto Cooper.

La titolare del Foreign Office ha aggiunto che il governo sta lavorando con varie compagnie per garantire in primis la partenza di connazionali «più vulnerabili». E ha invitato tutti i cittadini britannici a tenersi in contatto con le autorità consolari e con il sito del ministero per aggiornarsi sulle possibilità di partenza, sugli avvisi di viaggio, sulle indicazioni di sicurezza per chi resta.

Ieri il premier Starmer ha stimato in 300'000 il numero dei britannici - turisti o residenti - sparsi nel Medio Oriente. Mentre Cooper ha precisato oggi che nei Paesi della regione più sotto tiro sono al momento circa 130'000 i cittadini i quali hanno registrato la loro presenza.

15:20
15:20
Polizia di Tel Aviv: «L'Iran ha colpito i civili con bombe a grappolo»

La polizia israeliana riferisce che nell'ultimo attacco missilistico iraniano alcuni impatti nel centro di Israele sono stati causati da submunizioni provenienti dalla testata di una bomba a grappolo.

«Gli impatti hanno causato feriti tra i civili e danni», ha detto il comandante della polizia di Tel Aviv, Haim Sargaroff. Le forze di difesa israeliane (IDF), poco prima dell'ultima ondata di missili sul centro dello Stato ebraico, hanno confermato che Teheran sta utilizzando bombe a grappolo contro i civili in Israele.

15:20
15:20
Netanyahu: «In Iran un'azione rapida, aprirà la strada alla pace con i Paesi arabi»

«Non sarà una guerra infinita. Il regime terroristico è al punto più debole da quando ha strappato l'Iran al suo coraggioso popolo 47 anni fa. Sarà un'azione rapida e decisiva», ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista rilasciata a Fox News.

«Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L'Arabia Saudita avrà molto da guadagnare», ha proseguito Netanyahu.

«Tutti questi Paesi sono minacciati dall'Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l'Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi», ha sottolineato il premier.

15:02
15:02
Da inizio conflitto 186 missili e 812 droni contro gli Emirati Arabi

Dall'inizio del conflitto, le difese aeree degli Emirati Arabi hanno rilevato 186 missili e 812 droni. È il bilancio del ministero della difesa emiratino, secondo quanto riporta il Guardian.

Il generale di brigata Abdul Nasser Mohammed Al-Humaidi, portavoce della Difesa, ha affermato che solo un missile è caduto sul territorio del Paese, altri 172 sono stati intercettati, mentre 13 sono caduti in mare. Di 812 droni, 755 sono stati distrutti così come anche otto missili da crociera. In totale, dall'inizio del conflitto negli Emirati Arabi Uniti sono state uccise tre persone e 68 sono state ferite lievemente.

14:39
14:39
«Khamenei è stato ucciso dopo che le spie Israele hanno hackerato le telecamere del traffico»

Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran, è stata uccisa dopo che spie israeliane hanno hackerato le telecamere del traffico a Teheran. A scriverlo è Sky News.

Le telecamere erano una delle molteplici fonti di intelligence che hanno contribuito a confermare la posizione dell'ayatollah sabato mattina, secondo due fonti a conoscenza della vicenda per le quali c'era anche una fonte umana che riferiva agli americani. La CIA ha rifiutato di commentare.

Secondo quanto riferito, Israele è riuscita a bloccare «una dozzina circa» di ripetitori di telefonia mobile nelle vicinanze per impedire alle guardie del corpo di Khamenei di ricevere possibili avvertimenti. La decisione di colpire il leader è stata presa all'inizio delle ostilità, hanno riferito le fonti, prima che potesse trovare rifugio in un bunker a prova di bomba.

L'operazione era stata pianificata per mesi, ha riportato il «Financial Times», ma la data del suo avvio è stata modificata quando l'intelligence statunitense e israeliana hanno appreso che Khamenei e alti funzionari si sarebbero incontrati nel suo complesso sabato.

14:36
14:36
Sono oltre 12.300 i voli cancellati per la guerra in Medio Oriente

Le compagnie aeree di tutto il mondo stanno sospendendo più voli verso ulteriori destinazioni in Medio Oriente, un quanto l'entità della guerra si espande durante il suo quarto giorno. Le interruzioni, a partire dal primo attacco di ritorsione dell'Iran, si stanno diffondendo nella regione, portando alla cancellazione di oltre 12'300 voli, inclusi quelli presso i principali hub di transito come Dubai e Doha. Lo riferisce Bloomberg che cita i dati di Flightradar24.

Ad esempio Klm ha sospeso il resto dei suoi voli per la stagione invernale da e per Tel Aviv, a partire da domenica. Ha anche interrotto i voli da e per Dammam e Riyadh, Arabia Saudita, e Dubai fino al 9 marzo.

British Airways ha cancellato i voli per Amman, Abu Dhabi, Bahrain, Dubai, Doha e Tel Aviv almeno fino a martedì. Tutte le compagnie del gruppo Lufthansa - Swiss compresa - hanno sospeso i voli per Tel Aviv, Beirut, Amman (Giordania), Erbil (Iraq), Dammam (Arabia Saudita) e Teheran fino all'8 marzo. Il gruppo ha anche deciso di non utilizzare lo spazio aereo sopra Israele, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, Dammam e Iran fino all'8 marzo. I voli da e per Dubai sono sospesi fino al 4 marzo, e lo spazio aereo sugli Emirati Arabi Uniti non sarà utilizzato durante lo stesso periodo.

14:35
14:35
Teheran: «Abbiamo abbattuto 22 droni ostili»

«Circa 22 droni di Israele e Stati Uniti sono stati abbattuti dalla difesa aerea delle Guardie rivoluzionarie». Lo ha detto il portavoce dei pasdaran, Mohammad Ali Naeini, aggiungendo che «gli attacchi dell'Iran saranno più distruttivi».

Secondo l'agenzia Mehr, Naeini ha precisato che sono stati abbattuti due droni avanzati MQ9 e 20 droni Hermes.

14:35
14:35
Berlino convoca l'ambasciatore iraniano: «Basta attacchi nella regione»

Il governo tedesco ha convocato l'ambasciatore iraniano a Berlino a causa degli attacchi ai paesi mediorientali e chiedendo di porvi subito fine.

«Abbiamo chiesto al regime iraniano in modo inequivocabile di fermare subito i suoi attacchi senza scrupoli agli Stati della regione», ha riferito su X il ministro Johann Wadephul.

«Condanniamo gli attacchi arbitrari con missili e droni contro obiettivi civili», ha aggiunto. «Gli attacchi minacciano i nostri alleati, il personale militare e i nostri cittadini nella regione».

14:16
14:16
«Attacco imminente nell'est dell'Arabia Saudita»

L'ambasciata statunitense a Riad ha avvertito di un imminente attacco nell'Arabia Saudita orientale.

Intanto l'Arabia Saudita ha dichiarato di aver condannato «nei termini più forti» l'attacco iraniano che all'alba ha preso di mira l'ambasciata statunitense a Riad.

In una dichiarazione, il ministero degli esteri saudita ha criticato «l'attacco codardo e ingiustificato» e sottolinea che il raid è avvenuto nonostante abbia chiarito che «non consentirà l'uso del suo spazio aereo e territorio per colpire l'Iran».

Dunque, «il regno ribadisce il suo pieno diritto ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza, l'integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un'aggressione».

14:11
14:11
Rutte: «In Europa ampio sostegno all'intervento di USA e Israele»

«Si tratta chiaramente di una campagna guidata dagli Stati Uniti e da Israele ma molti alleati stanno fornendo un sostegno fondamentale anche senza far parte delle operazioni. Percepisco un ampio sostegno in Europa.» Lo ha detto il segretario generale della NATO Mark Rutte

«Ho parlato al telefono con molti leader durante il weekend e anche all'inizio di questa settimana e ho chiaramente percepito che l'eliminazione delle capacità nucleari iraniane, della capacità missilistica balistica e anche la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della NATO», ha affermato Rutte nel corso della sua visita in Nord Macedonia.

«Cerchiamo di essere assolutamente chiari su ciò che sta accadendo: l'Iran è vicino ad acquisire capacità nucleari e missilistiche balistiche, il che rappresenta una minaccia non solo per la regione, il Medio Oriente, compresa la minaccia esistenziale per Israele, ma anche un'enorme minaccia per noi qui in Europa», ha aggiunto il segretario generale dell'Alleanza atlantica.

«Sappiamo inoltre - ha proseguito l'ex premier olandese - che l'Iran è un esportatore di caos e che da decenni è responsabile di attacchi terroristici e tentativi di assassinio e posso dirlo per esperienza personale, avendo visto nel mio paese membri della diaspora iraniana subire minacce da parte del regime iraniano. E mi riferisco al regime, non al popolo iraniano. Il problema è il regime».

«Ma la NATO non è coinvolta e il presidente Donald Trump non ha chiesto alla NATO di prendere parte alla campagna», ha detto Rutte rispondendo alla domanda di un giornalista.

«Posso però assicurarvi che la NATO difenderà ogni centimetro del territorio alleato. I nostri comandanti militari, i nostri uomini e donne in divisa lavorano giorno dopo giorno a questo scopo, utilizzando un approccio a 360 gradi, che include qualsiasi minaccia proveniente dal terrorismo, poiché anche la lotta al terrorismo è un compito fondamentale della NATO».

14:06
14:06
«Ahmadinejad è vivo, si trova in un posto sicuro»

Iran International, media di opposizione basato a Londra, ha affermato che l'ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è sopravvissuto a un tentativo di uccisione nei giorni scorsi.

Secondo quanto hanno riferito fonti informate sulla situazione, Ahmadinejad non ha subito danni a causa dell'attacco, è vivo ed è stato trasferito in un luogo sicuro.

Tra sabato e domenica, durante gli attacchi di Stati Uniti e Israele, alcuni media iraniani avevano sostenuto che l'ex presidente fosse morto durante i raid mentre altri non avevano confermato la notizia.

14:05
14:05
La guerra in Medio Oriente affossa i mercati, Zurigo -2,6%

La guerra in Medio Oriente affossa i mercati europei, mentre si teme un ulteriore escalation ed i tempi prolungati del conflitto. Gli investitori stanno valutando gli impatti sulla crescita economica e l'eventualità di un aumento dell'inflazione a causa dei costi dell'energia.

Dopo il tonfo dei listini asiatici è toccato a quelli europei, in attesa dell'avvio di Wall Street dove i future sono in forte calo. Nel Vecchio continente l'indice Stoxx 600 lascia sul terreno il 3%. La piazza peggiore è Madrid (-4,5%), a seguire Milano (-3,9%), Francoforte (-3,7%), Parigi (-2,9%), Zurigo (-2,6%) e Londra (-2,6%). Raffica di vendite per le utility, banche e assicurazioni (-4,3%). Male anche il settore del lusso (-3,4%).

Le preoccupazioni per il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno scatenato il rally delle materie prime. Il prezzo del gas guadagna il 33,5% a 59,38 euro al megawattora, dopo aver sfondato la soglia dei 60 euro. Corre anche il petrolio, con il Wti che sale del 7,7% a 76,74 dollari al barile. Il Brent si attesta a 84,07 dollari (+8,1%), dopo aver raggiunto la soglia degli 85 dollari.

La paura di un aumento dell'inflazione quindi aumentato le scommesse sul rialzo dei tassi, creando tensione sui titoli di stato.

13:51
13:51
Timori per nuovo shock energetico: euro, sterlina e franco in calo

Euro, sterlina e franco svizzero in calo a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia scatenata dalla guerra in Medio Oriente che favorisce il dollaro ma non i metalli preziosi.

Dopo aver perso oltre l’1% contro il biglietto verde, scendendo ai minimi da inizio dicembre a 1,3263 dollari per una sterlina, la valuta britannica cedeva lo 0,85% intorno alle 13.00 a 1,3293 dollari. Anche l’euro perde lo 0,80% rispetto al dollaro, a 1,1595 dollari. "Le valute europee sono quelle che si sono maggiormente deprezzate rispetto al dollaro" dall'inizio del conflitto, "riflettendo i timori degli operatori di mercato sull'impatto di un nuovo shock energetico sulle economie europee", spiega Lee Hardman del gruppo bancario Mufg. Perfino il franco, solitamente considerato un bene rifugio, è in flessione: alle 13.45 la moneta americana saliva dello 0,70% a 0,7849 franchi.

La paralisi del traffico marittimo nello stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del Gnl mondiali, nonché gli attacchi contro impianti energetici nella regione fanno temere una nuova impennata dei prezzi degli idrocarburi, simile a quella seguita all'inizio della guerra in Ucraina. Di conseguenza, il prezzo del gas europeo è esploso di circa il 90% da venerdì, mentre i due principali riferimenti mondiali del greggio sono saliti di circa il 15%. L'impennata dei prezzi dell'energia riaccende i rischi di stagflazione, vale a dire un'inflazione persistente combinata con una crescita debole, sottolinea Neil Wilson, analista di Saxo Markets.

L'oro perdeva il 3,26% a 5148,06 dollari l’oncia (31,1 grammi), dopo aver ceduto oltre il 4%, mentre l'argento scendeva dell’8,83% a 81,4834 dollari l'oncia, dopo un calo superiore al 12%. "Gli investitori vendono indiscriminatamente, inclusi beni rifugio come l'oro", per "precipitarsi sul dollaro e sull'energia", spiega Kathleen Brooks di XTB, intervistata dall’Afp. In questo contesto, "oro e argento sono trattati come azioni e subiscono la stessa ondata di vendite", osserva l'analista. Inoltre, "il mercato attribuisce ora maggiore importanza ai rischi inflazionistici" negli Stati Uniti "legati alla guerra in Medio Oriente e, di conseguenza, rivede al ribasso le proprie aspettative di taglio dei tassi d'interesse" americani, il che rafforza il dollaro e pesa sull'oro, aggiunge Thu Lan Nguyen, analista presso Commerzbank.

13:27
13:27
Tre morti e 68 feriti negli Emirati

Tre persone sono state uccise e 68 ferite negli Emirati Arabi Uniti a causa di attacchi iraniani, ha affermato il portavoce del ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti, citato da al-Jazeera.

Intanto le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono intervenute e hanno spento un incendio scoppiato nella zona dell'industria petrolifera di Fujairah, ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato, ripreso da Iran International. L'incendio è stato causato dai detriti provocati dall'intercettazione di un drone da parte delle difese aeree.

13:23
13:23
Forti esplosioni udite a Teheran

Forti esplosioni risuonano a Teheran. Lo riferiscono i giornalisti dell'AFP nella capitale iraniana.

L'aeronautica militare israeliana ha annunciato dal canto suo di aver colpito poco fa a Teheran un «alto comandante del regime terroristico iraniano», riporta il «Times of Israel».

13:15
13:15
Iran: «Celebrati i funerali di 165 persone»

L'Iran ha celebrato una cerimonia funebre di massa per 165 persone, tra cui alunne uccise in un attacco a una scuola elementare femminile nella città meridionale di Minab. Lo riporta al-Jazeera. La televisione di Stato iraniana ha mostrato migliaia di persone che riempivano una piazza pubblica. Dal palco, una donna che ha dichiarato di essere la madre di «Atena» ha mostrato un'immagine stampata di ritratti che ha definito «un documento dei crimini americani». La folla è esplosa in cori di «Morte all'America», «Morte a Israele» e «Nessuna resa». I media statali iraniani hanno accusato Israele di aver preso di mira la scuola. Un portavoce militare ha dichiarato domenica di non essere a conoscenza di alcun attacco israeliano o statunitense nella zona.

Chiesta un'indagine

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha esortato le forze responsabili dell'attacco a una scuola femminile in Iran a indagare e a condividere le proprie opinioni sull'«orribile» incidente. Lo riporta Reuters sul suo sito. «L'Alto Commissario (Volker Türk) chiede un'indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell'attacco. L'onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l'attacco», ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'OHCHR. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi «non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola», dopo che i media statali iraniani hanno riferito che oltre 160 persone sono state uccise nel primo giorno degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, sabato.

13:12
13:12
L'Iran ai Paesi europei: «Non unitevi alla guerra di USA e Israele»

In una dichiarazione rilasciata oggi, il ministero degli esteri iraniano ha avvertito i Paesi europei di non unirsi alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Riferendosi alle dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili «azioni difensive» contro i missili iraniani sulle proprie basi nei paesi del Golfo, il portavoce del ministero degli esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che «l'Iran lo considera un atto di guerra e una complicità con gli aggressori». «Gli europei - ha affermato Baghaei, citato dall'agenzia IRNA - hanno adottato approcci 'contraddittori' riguardo alla guerra in corso. Dovrebbero abbandonare tale indifferenza, poiché le conseguenze di qualsiasi violazione della legge e della guerra sono un incendio che presto si estenderà ai Paesi europei e al mondo».

«Israele che ha condotto sabotaggi nei paesi della regione»

Riferendosi alla condanna dei Paesi della regione per gli attacchi iraniani al loro territorio, comprese aree residenziali, il portavoce ha sottolineato che l'Iran ha attaccato solo alcuni centri militari negli Stati della regione per colpire le basi statunitensi dopo la sua guerra contro la Repubblica islamica. «È certamente Israele che ha condotto sabotaggi nei paesi della regione per offuscare l'immagine dell'Iran ed estendere la guerra», ha affermato, aggiungendo: «Questi Paesi dovrebbero essere cauti nel non rendersi complici delle azioni israeliane. Sarebbe meglio se agli Stati Uniti non fosse permesso di usare i loro territori per lanciare attacchi contro l'Iran», ha avvertito Baghaei, citato dall'ISNA.

13:08
13:08
«Trump voleva attaccare venerdì, ma ha aspettato le informazioni su Khamenei»

Gli Stati Uniti e Israele avevano inizialmente intenzione di attaccare l'Iran venerdì sera, colpendo Teheran col favore delle tenebre, ma hanno rimandato i primi attacchi a sabato mattina dopo aver ricevuto informazioni di intelligence che hanno permesso l'eliminazione del leader supremo Ali Khamenei. Lo riporta il «New York Times».

«La tempistica è stata determinata da un notevole colpo di intelligence. La CIA, che aveva seguito da vicino i movimenti dell'ayatollah Khamenei, ha appreso che la Guida suprema aveva intenzione di recarsi nel suo complesso residenziale nel centro di Teheran sabato mattina», scrive il quotidiano dela Grande Mela.

«Anche alti dirigenti civili e militari iraniani si sarebbero dovuti riunire nello stesso luogo, alla stessa ora», aggiunge il giornale. «La CIA ha passato l'intelligence agli israeliani e i leader di entrambi i paesi hanno deciso di dare il via alla guerra con un audace attacco 'decapitante' in pieno giorno».

Sebbene ci fossero ampi indizi che gli americani stessero preparando un possibile assalto, gli iraniani ritenevano improbabile che un attacco avvenisse in pieno giorno, secondo quattro funzionari iraniani citati dal quotidiano newyorchese.

L'ayatollah Khamenei ha dichiarato a un gruppo ristretto di persone che, in caso di guerra, avrebbe preferito rimanere al suo posto e diventare un martire piuttosto che essere giudicato dalla storia come un leader che si era nascosto, secondo i funzionari.

Si trovava nel suo ufficio, in un'altra parte del complesso, mentre i vertici si riunivano. Chiese di essere informato al termine della stessa riunione. I missili hanno colpito poco dopo l'inizio.

13:05
13:05
I primi tedeschi rientrano dal Medio Oriente, in volo da Dubai verso la Germania

Un volo della compagnia Emirates sta riportando in Germania i primi turisti tedeschi in rientro dal Medio Oriente, da Dubai a Francoforte. Lo ha annunciato una portavoce del Fraport, lo scalo della città sul Meno.

«Emirates è in volo e arriva qui», ha affermato la fonte secondo quanto riferisce la DPA. La compagnia dà priorità ai passeggeri che nei giorni scorsi si sono visti cancellare le prenotazioni a causa dello stop ai voli per il conflitto iraniano.

Secondo l'associazione viaggi tedesca sono 30'000 i tedeschi rimasti bloccati in Medio Oriente. Ieri il ministro degli esteri Johann Wadephul aveva annunciato che il governo li avrebbe aiutati a rientrare, rimpatriando innanzitutto i gruppi vulnerabili.

13:04
13:04
I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»

«Le Guardie rivoluzionarie apriranno sempre più le porte dell'inferno agli Stati Uniti e a Israele, momento dopo momento», ha avvertito oggi Mohammad Ali Naeini, membro delle Guardie rivoluzionarie iraniane, i pasdaran.

«I nostri attacchi continueranno a punire i nemici e non permetteremo loro nemmeno un momento di tregua», ha aggiunto, secondo quanto riportato dalla tv di Stato iraniana.

11:47
11:47
Almeno 30.000 sfollati in Libano

La guerra in Medio Oriente ha causato finora lo sfollamento di almeno 30.000 persone in Libano: lo afferma Babar Baloch, portavoce dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR) durante una conferenza stampa a Ginevra.

«Si segnalano importanti spostamenti di popolazione in alcune zone del Libano meridionale, nella Bekaa (valle nel Libano orientale, ndr) e nella periferia sud di Beirut, dopo che Israele ha lanciato avvertimenti di evacuazione agli abitanti di oltre 53 villaggi libanesi e ha condotto intensi attacchi aerei».

L'agenzia dell'ONU ha affermato che non si sono verificati movimenti significativi attraverso i confini dell'Iran con l'Afghanistan e la Turchia.

11:40
11:40
Trump attacca Starmer: «La relazione speciale tra USA e Regno Unito non è più la stessa»

La «relazione speciale» fra USA e Regno Unito, alleanza storicamente privilegiata come nessun'altra sul fronte transatlantico, «non è più come quella di una volta»: lo ha detto il presidente americano Donald Trump al tabloid britannico «Sun», lanciando un nuovo attacco a Keir Starmer sullo sfondo dell'annuncio con cui il primo ministro laburista - dopo un iniziale rifiuto - ha concesso a scoppio ritardato l'uso di basi britanniche nel mondo agli americani nell'ambito del conflitto avviato da Washington assieme a Israele contro l'Iran, ma solo a scopi «limitati e difensivi».

Starmer «non è stato d'aiuto», ha tagliato corto Trump, «non avrei mai creduto di vedere questo dal Regno Unito, un paese che noi amiamo. È triste». «La nostra era la relazione più solida fra tutte, ma ora abbiamo relazioni molto forti con altri in Europa», ha aggiunto, citando esplicitamente «Francia e Germania».

Il presidente magnate - che in precedenza aveva definito «utile», ma «fin troppo tardivo» l'ok di Starmer sulle basi - è quindi andato oltre, accusando il Labour di «privilegiare» la caccia al «voto dei musulmani» britannici rispetto ai legami con gli USA e di avere al suo interno figure «terribili» come il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che ha origini familiari pachistane e al quale in passato ha ripetutamente imputato di voler islamizzare la capitale del Regno.

Ha infine rivolto un malizioso augurio di «buona fortuna» al partito di Starmer, in grave crisi di consensi elettorali.

Il ministro Darren Jones, braccio destro di Starmer, ha replicato in tv dicendosi «in disaccordo» con queste valutazioni e ribadendo la fedeltà alla «vitale alleanza» con Washington, ma non senza rimarcare le parole con cui ieri il primo ministro ha rivendicato un ruolo solo «difensivo» rispetto al conflitto con l'Iran, tornando ad escludere la partecipazione diretta di Londra agli attacchi per questioni di «basi legali» e di «interesse nazionale».

Pur senza condannare esplicitamente come illegali i raid israelo-americani e confermando la messa a disposizione degli USA di basi britanniche militari come quella di Diego Garcia (ma non quella cipriota di Akrotiri, già presa di mira da Teheran).

11:34
11:34
L'esercito iraniano: «Lanciati missili e droni da stamattina nella regione»

L'esercito iraniano ha dichiarato oggi di aver attaccato zone militari israeliane e basi aeree statunitensi nei paesi della regione, utilizzando missili e droni da questa mattina. «Anche la base aerea di al-Udeid in Qatar è stata presa di mira», si legge in una nota dell'esercito, citata dall'IRNA.

In mattinata sono state udite delle esplosioni nelle capitali del Qatar, Doha, e del Bahrein, Manama, secondo quanto riferito da giornalisti dell'AFP.

Il Ministero della difesa qatariota in una nota ha dichiarato soltanto che nelle prime ore di stamattina l'esercito è stato in grado di «intercettare e neutralizzare due missili balistici che hanno preso di mira diverse aree del paese».

Il portavoce del Ministero della difesa saudita, il maggiore generale Turki al-Malki, ha reso invece noto su X che «otto droni sono stati intercettati e distrutti nei pressi delle città di Riad e Al-Kharj».

Intanto le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono intervenute e hanno spento un incendio scoppiato nella zona dell'industria petrolifera di Fujairah, ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato, ripreso da Iran International. L'incendio è stato causato dai detriti provocati dall'intercettazione di un drone da parte delle difese aeree.

Mentre in Oman il porto di Duqm è stato preso di mira da diversi droni, uno dei quali ha colpito un serbatoio di carburante, riporta l'agenzia di stampa statale, ripresa dai media internazionali. «I danni risultanti sono stati riportati sotto controllo senza che siano state registrate vittime umane», ha affermato una fonte anonima della sicurezza. Lo stesso porto era già stato preso di mira da droni nel fine settimana. Secondo quanto riportato, un lavoratore era rimasto ferito.

11:09
11:09
«Nella notte colpito il quartier generale degli ayatollah a Teheran»

Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (IDF) Effi Defrin ha dichiarato che l'aeronautica militare ha attaccato il complesso della leadership iraniana, il quartier generale più importante e centrale del regime degli ayatollah a Teheran.

Nell'ambito dell'operazione, condotta sotto la direzione della Direzione dell'Intelligence, gli edifici governativi per la sicurezza sono stati colpiti durante la notte, nel cuore di Teheran.

Il portavoce ha riferito che anche «il centro di comunicazione e propaganda del regime è stato distrutto. L'Autorità per la radiodiffusione iraniana che invoca da anni la distruzione di Israele».

Durante l'attacco, ha aggiunto, circa 100 caccia dell'aeronautica hanno colpito sganciando circa 250 bombe.

10:48
10:48
La Francia noleggerà aerei per il rimpatrio dei connazionali «più vulnerabili»

La Francia si appresta a noleggiare degli aerei per rimpatriare i suoi connazionali "più vulnerabili" presenti nei paesi del Medio Oriente coinvolti nella guerra contro l'Iran, ha annunciato stamattina il ministro degli esteri Jean-Noël Barrot.

Intervistato da BFM TV, Barrot ha parlato di circa 400'000 cittadini francesi presenti nei 12 paesi interessati dal conflitto in corso.

10:43
10:43
Araghchi: «Il popolo americano si riprenda il suo paese»

«Il popolo americano merita di meglio e dovrebbe riprendersi il proprio paese», ha dichiarato oggi il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi sul suo account X, aggiungendo che «il signor Rubio (il segretario di Stato americano, ndr) ha ammesso ciò che tutti sapevamo: gli Stati Uniti sono entrati in guerra per scelta per conto di Israele. Non c'è mai stata una cosiddetta 'minaccia iraniana'». Ha poi aggiunto che «lo spargimento di sangue americano e iraniano ricade quindi sui sostenitori di Israel First».

Araghchi ha anche avuto una conversazione telefonica con il suo omologo cinese Wang Yi nella tarda serata di ieri. Ha fatto riferimento agli attacchi missilistici dell'Iran contro alcuni paesi della regione, affermando che «l'Iran non nutre alcuna ostilità nei confronti dei paesi del Golfo Persico. La nostra risposta difensiva contro le basi regionali statunitensi non dovrebbe essere considerata un attacco contro questi paesi».

Da parte sua l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha affermato che la Repubblica islamica risponderà agli attacchi di Stati Uniti e Israele fino a che continueranno i raid. «Finché la violazione persisterà, l'Iran agirà rapidamente e con risolutezza per proteggersi», ha detto Iravani parlando con i giornalisti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. «Non prendiamo di mira i civili o gli interessi dei paesi vicini», ha poi sottolineato l'ambasciatore, come riferisce PressTV.

10:43
10:43
I prezzi delle navi per il gas naturale liquefatto raddoppiano

Con la guerra in Medio Oriente si registra un balzo dei prezzi per le navi cisterna utilizzate per il trasporto del gas naturale liquefatto. Gli armatori e i broker, secondo quanto riporta Bloomberg, chiedono oltre 200'000 dollari al giorno per le navi cisterna, circa il doppio del prezzo che veniva pagato prima dell'attacco all'Iran.

L'impennata delle tariffe delle navi, secondo quanto evidenzia l'agenzia, ha portato ad un calo vertiginoso delle richieste di utilizzo delle navi. Al momento, secondo quanto riferiscono fonti, non ci sono transazioni in corso con i prezzi correnti.

10:42
10:42
Sale a 787 il numero delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran

Il bilancio delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran è salito a 787: lo afferma la Mezzaluna Rossa iraniana.

10:28
10:28
Le criptovalute affondano con la guerra, Bitcoin a 67.000 dollari

Le criptovalute affondano con la guerra in Medio Oriente, dopo l'attacco all'Iran. Il Bitcoin è in calo del 3,5% a 67.000 dollari; male anche Binance (-2%), Dogecoin e Cardano (-4%) e Solana (-3,6%).

10:13
10:13
Witkoff: «L'Iran voleva usare la forza contro di noi, una mossa sciocca»

L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha affermato che l'Iran ha valutato male la squadra di Trump nei negoziati sul nucleare e che l'Iran ha tentato di usare la forza contro la delegazione americana durante i recenti colloqui sul nucleare. Lo riporta Iran International, media di opposizione basato a Londra.

«È stato piuttosto sciocco, ma pensavano di poter usare la forza contro di noi - afferma Witkoff -. Sapete, il presidente Trump ha mandato me e Jared (Kushner, ndr) lì per valutare seriamente, per suo conto, se fossero seriamente intenzionati a raggiungere un accordo che rispondesse ai suoi obiettivi. Siamo andati lì e abbiamo cercato di raggiungere un accordo equo con loro. Era chiarissimo che sarebbe stato impossibile, probabilmente entro la fine del secondo incontro, ma poi siamo tornati per il terzo incontro solo per fare un ultimo tentativo. Ovviamente, volevano che riportassimo una risposta positiva. Non è stato un incontro positivo», ha aggiunto.

Witkoff ha affermato che l'Iran ha avviato i recenti colloqui sul nucleare affermando un «diritto inalienabile» all'arricchimento di tutto il suo combustibile nucleare, una posizione che ha sorpreso la delegazione statunitense e ha sottolineato la difficoltà di raggiungere un accordo.

«Abbiamo discusso con loro di 10 anni senza alcun arricchimento, e che avremmo pagato per il combustibile, ma la proposta è stata categoricamente respinta, e il presidente sembrava aver condotto una trattativa in buona fede», ha detto Witkoff. «E loro hanno respinto questa affermazione, il che ci ha fatto capire in quel preciso momento che non volevano fare altro che trattenere l'arricchimento allo scopo di trasformarlo in un'arma».

10:12
10:12
L'annuncio dell'Iran: «650 soldati USA uccisi e feriti nei primi due giorni di guerra»

Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Mohammad Ali Naeini, ha affermato oggi che 650 soldati americani sono stati uccisi o feriti durante i primi due giorni della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

«I nostri missili e droni hanno ripetutamente preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein», ha dichiarato, citato da Mehr, aggiungendo che «tra le vittime americane figurano 160 soldati, uccisi durante gli attacchi iraniani contro questa struttura militare».

Naeini ha aggiunto che «le Guardie rivoluzionarie hanno inflitto gravi danni alla nave di supporto USNS MST con il lancio di missili. Inoltre, quattro missili da crociera sono stati lanciati contro la portaerei USS Abraham Lincoln, che successivamente si è ritirata verso l'Oceano Indiano sudorientale».

10:06
10:06
Il prezzo del gas sfiora i 60 euro, ai massimi dal 2022

Il prezzo del gas non arresta il rally e sfiora i 60 euro al megawattora, dopo un avvio già in forte rialzo. Sull'andamento delle quotazioni pesano la chiusura dello stretto di Hormuz e l'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo gli attacchi militari all'impianto di Ras Laffan.

Ad Amsterdam le quotazioni hanno raggiunto i 59,45 euro al megawattora, per poi ripiegare a 54,31 euro, in un aumento del 24%.

10:06
10:06
Nuovi attacchi su Teheran, Isfahan e Shiraz

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato stamattina una nuova serie di attacchi missilistici su Teheran. Le esplosioni sono state udite nella parte settentrionale e orientale della capitale. Esplosioni sono state udite nelle città iraniane di Isfahan e Shiraz, riferisce Sky News citando l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Entrambe le città sono state colpite da attacchi aerei negli ultimi quattro giorni.

Intanto al-Jazeera riferisce che lo storico Palazzo Golestan di Teheran, patrimonio mondiale dell'Unesco, ha subito gravi danni negli attacchi degli ultimi giorni di Israele e USA. Il Palazzo Golestan, residenza storica della dinastia reale Qajar, è il più antico monumento di Teheran, è parte di un complesso di edifici un tempo racchiusi dalle mura della cittadella. L'Unesco - aggiunge l'emittente - ha espresso «preoccupazione» per la protezione dei siti storici in tutto il Medio Oriente, nel contesto dell'escalation della guerra.

08:55
08:55
Danni all'impianto nucleare di Natanz in Iran

Le immagini catturate dalla società di intelligence Vantor nelle ultime 48 ore rivelano danni all'impianto nucleare di Natanz, una delle installazioni militari più sensibili dell'Iran e il suo più grande centro di arricchimento dell'uranio. Secondo l'analisi delle immagini fatta dalla CNN, un grande magazzino e due edifici più piccoli a due piani sono stati colpiti.

Le strutture erano punti di accesso per lavoratori e veicoli agli impianti sotterranei di Natanz, secondo l'Istituto per la scienza e la stabilità internazionale, che monitora il programma nucleare iraniano.

Il danno all'impianto sembrerebbe comunque essere relativamente piccolo se confrontato coi due attacchi americani allo stesso impianto nel giugno del 2025, quando il sito venne colpito con munizioni anti-bunker e missili da crociera.

08:46
08:46
Israele colpisce la sede della radio-tv pubblica IRIB a Teheran

L'esercito israeliano ha riferito di aver distrutto stanotte in un attacco la sede della radio-tv pubblica iraniana a Teheran. Era «il centro mediatico e propagandistico del regime terroristico iraniano», ha riferito l'IDF.

«Le attività del centro si svolgevano sotto la guida diretta delle Guardie Rivoluzionarie» e «sosteneva anche la distruzione dello Stato di Israele e l'uso di armi nucleari. Inoltre, contribuiva alla repressione del popolo iraniano e alla diffusione di falsità tra l'opinione pubblica», ha aggiunto. «L'IDF continuerà prendere di mira le infrastrutture del regime iraniano in tutta Teheran».

Su Telegram l'emittente statale iraniana IRIB ha segnalato nella notte due esplosioni vicino alla sua sede a Teheran, ma ha affermato di continuare le sue trasmissioni nonostante la campagna di bombardamenti israelo-americani in corso.

Al contempo anche l'emittente televisiva libanese al-Manar, affiliata al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato stanotte che i suoi uffici nella periferia sud di Beirut sono stati bombardati dall'esercito israeliano. «Il nemico sionista sta prendendo di mira l'edificio di al-Manar nel quartiere di Haret Hreik», ha scritto l'emittente su Telegram.

08:36
08:36
Prezzo del gas in rialzo, oltre i 50 euro al megawattora

Avvio in rialzo per il prezzo del gas, con l'escalation in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz. Sulle quotazioni influisce anche l'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo gli attacchi militari all'impianto di Ras Laffan. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un incremento del 12,2% a 50,50 euro al megawattora.

08:28
08:28
Le truppe di terra dell'IDF entrano in Libano

L'esercito israeliano (IDF) è entrato nel Libano meridionale via terra conquistando diverse posizioni nella regione, nell'ambito del piano per rafforzare la difesa del fronte. Lo riferisce il portavoce dell'esercito Nadav Shoshani.

Secondo il portale israeliano Ynet, che cita un testimone oculare sentito dalla Reuters, l'esercito libanese si è ritirato da almeno sette posizioni in prima linea lungo il confine con Israele.

«L'IDF sta operando oltre i cinque punti ancora sotto controllo israeliano dal cessate il fuoco del 2024», ha detto Shoshani. ''Hezbollah ha sparato ininterrottamente nelle ultime 24 ore. C'è una minaccia concreta di infiltrazioni e non intendiamo che si replichi la situazione di un anno e mezzo fa in cui le proxy iraniane in Libano sparavano alla nostra popolazione civile da postazioni nel sud del Libano. Non intendiamo correre nessun rischio per la nostra popolazione''.

Da parte sua il ministro israeliano della difesa Israel Katz ha dichiarato che l'avanzata dell'IDF nel Libano meridionale ha lo scopo di impedire il «fuoco diretto» sulle comunità israeliane. «Per impedire la possibilità di attacchi diretti contro le comunità israeliane, il primo ministro Benyamin Netanyahu e io abbiamo autorizzato l'IDF ad avanzare e a mantenere ulteriore territorio dominante in Libano e a difendere da lì le comunità di confine», ha detto. «L'IDF continua a operare contro gli obiettivi di Hezbollah in Libano. L'organizzazione terroristica sta pagando e pagherà un prezzo elevato per il fuoco contro Israele», ha aggiunto.

Stamani Hezbollah ha affermato di aver preso di mira tre basi militari israeliane in risposta agli attacchi contro le roccaforti del gruppo in Libano, tra cui la periferia sud di Beirut. «In risposta alla criminale aggressione israeliana contro decine di città e paesi libanesi», i combattenti di Hezbollah hanno preso di mira con droni la base aerea di Ramat David e la base di Meron nel nord di Israele, ha affermato il gruppo sostenuto dall'Iran in diverse dichiarazioni, aggiungendo di aver anche preso di mira una base sulle alture del Golan con un bombardamento di razzi.

L'IDF riferisce che la Marina israeliana ha ucciso ieri a Beirut Reza Khuza'i, il comandante della Forza Quds di Hezbollah, che ricopre anche la carica di capo di Stato maggiore del Corpo d'armata libanese.

Khuza'i è era considerato un fattore chiave nel rafforzamento del potere di Hezbollah. Era responsabile delle relazioni tra Hezbollah e l'Iran, e in particolare del collegamento tra le esigenze dell'organizzazione terroristica di Hezbollah e le risorse fornite dall'Iran. Ha contribuito a stabilire rotte per il trasferimento di armi dall'Iran al Libano e a supportare i piani di produzione di armi di Hezbollah sul suolo libanese.

07:26
07:26
Sale a 6 il numero di militari americani uccisi dall'inizio dell'attacco in Iran

Salgono a sei i militari americani uccisi in Iran dall'inizio dell'operazione. Lo riferisce il Comando centrale americano.

Le forze statunitensi hanno recentemente recuperato i resti di due militari, precedentemente considerati dispersi, da una struttura colpita durante i primi attacchi iraniani nella regione, si legge in un post del Comando centrale sulle reti sociali nel quale si precisa che "le operazioni di combattimento continuano. L'identità dei caduti verrà tenuta nascosta per 24 ore dopo la notifica ai familiari più prossimi".

07:25
07:25
«Il personale non d'emergenza degli USA lasci Bahrein, Giordania e Iraq»

 Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale «non di emergenza» di lasciare Bahrein, Giordania e Iraq. Inoltre l'ambasciata statunitense a Riad conferma l'attacco subìto e chiude temporaneamente.

06:41
06:41
Israele: «In corso attacchi simultanei contro l'Iran e contro Hezbollah»

«L'IDF sta attualmente conducendo attacchi simultanei a Teheran e Beirut. L'Aeronautica Militare israeliana ha avviato attacchi mirati contro obiettivi militari del regime terroristico iraniano e dell'organizzazione terroristica Hezbollah». Lo scrive l'IDF su Telegram.

«Un aereo dell'Aeronautica Militare israeliana ha colpito e smantellato una cellula di agenti del sistema di difesa aerea del regime terroristico iraniano mentre tentavano di azionare sistemi contro l'IDF - scrive Tsahal - L'Aeronautica Militare israeliana continua a colpire i lanciatori di missili balistici iraniani e i siti di lancio che prendono di mira i velivoli dell'Aeronautica Militare israeliana».

«L'IDF non permetterà al regime terroristico iraniano di colpire i velivoli dell'Aeronautica Militare israeliana e continueranno a colpire i tentativi di armare i lanciamissili. L'Aeronautica Militare israeliana continua a colpire siti di lancio di missili, lanciamissili e missili balistici».

06:40
06:40
Al Jazeera: «Nuovi attacchi dell'IDF su Beirut»

Al Jazeera Arabic riporta di nuovi raid israeliani nel quartiere di Haret Hreik, nella periferia di Dahiyeh a Beirut, dopo almeno due attacchi a Dahiyeh nelle ultime ore.

L'esercito israeliano ha inoltre emesso un ordine di sfollamento forzato per il quartiere di Al Hadath a Dahiyeh.

06:27
06:27
Il punto alle 6.00

«Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori. Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi». È quanto ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Le guerre possono essere combattute 'per sempre', e con grande successo, usando solo queste scorte, che sono migliori delle migliori armi di altri paesi! aggiunge Trump - Al massimo livello, abbiamo una buona scorta, ma non siamo dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi nei paesi periferici».

Nelle ore precedenti, la CNN, citando un alto funzionario statunitense, aveva dichiarato che gli Stati Uniti stanno preparando un «forte aumento» degli attacchi all'Iran nelle prossime 24 ore, in linea con quanto anticipato dal presidente Donald Trump sulle azioni militari in arrivo, ancora più dure di quelle finora messe in campo. 

Attacco all'ambasciata USA a Riad

Nella notte, un attacco con due droni ha provocato un incendio nell'ambasciata USA a Riad: lo ha fatto sapere il ministero della Difesa saudita. La notizia è riportata dai media internazionali. Tre persone hanno riferito a Reuters che si è sentita una forte esplosione e sono state viste fiamme all'ambasciata. Una delle fonti ha affermato che l'incendio è stato di lieve entità. Testimoni hanno riferito all'Afp di una colonna di fumo.

Nelle ore successive, gli USA hanno dichiarato che risponderanno all'attacco. Nella prima reazione sulla vicenda, il presidente Donald Trump ha detto che «presto scoprirete quale sarà la ritorsione» all'attacco e alla morte di militari statunitensi durante il conflitto in Iran, ha postato Kellie Meyer di NewsNation su X, citando un'intervista con il tycoon. «Mi ha anche detto che non crede che saranno necessari interventi sul campo», ha aggiunto Meyer. L'ambasciata Usa a Riad è stata colpita da due droni, provocando un incendio limitato e alcuni danni materiali, nel resoconto diffuso dal ministero della Difesa saudita.

Le ultime ore

Nelle ultime ore, l'esercito israeliano ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per decine di località in Libano. L'avviso include anche un avvertimento ai residenti di due quartieri a sud di Beirut di tenersi lontani da diversi edifici in vista di un'imminente azione militare.

«Avviso urgente ai residenti del Libano, in particolare nei villaggi i cui nomi sono indicati. Per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente le vostre case», si legge in una dichiarazione del portavoce militare in lingua araba Avichay Adraee, su Telegram, che elenca 50 località. «Vi trovate vicino a strutture e interessi di Hezbollah, contro i quali le Idf opereranno nel prossimo futuro», ha detto ai residenti dei quartieri a sud di Beirut, Ghobeiry e Haret Hreik, in un altro avviso di evacuazione. 

In Iran, invece, L'Iranian Students News Agency (Isna) afferma che alcune parti della sede centrale della tv Irib a Teheran sono state colpite da attacchi statunitensi e israeliani, ma grazie alle «precauzioni» adottate, il segnale per la trasmissione delle notizie non è stato compromesso e le operazioni sono ancora in corso, ha affermato l'Isna in un post su X.

Anche il complesso governativo Shahid Motahhari, vicino alle vie Vali Asr e Imam Khomeini nel centro di Teheran, è stato preso di mira dagli attacchi questa mattina presto, ha affermato l'Isna in un post separato su X. Diverse esplosioni sono state udite anche nel centro, a nord e a ovest della capitale, ha aggiunto l'Isna.

Nel frattempo, funzionari militari statunitensi hanno dichiarato di aver distrutto i posti di comando delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, nonché le basi di difesa aerea e di lancio di missili iraniani, durante la guerra in Medio Oriente scoppiata nel fine settimana. «Le forze statunitensi hanno distrutto le strutture di comando e controllo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, le capacità di difesa aerea iraniane, le basi di lancio di missili e droni e gli aeroporti militari durante operazioni prolungate», ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti in un post su X. 

I pasdaran, al tempo stesso, affermano di aver effettuato questa mattina un «massiccio attacco con droni e missili» contro una base aerea statunitense nella zona di Sheikh Isa, in Bahrein. Lo riporta Al Jazeera. Avrebbero lanciato 20 droni e tre missili, «distruggendo l'edificio principale del comando e del quartier generale della base aerea statunitense e incendiando i serbatoi di carburante». Non ci sono stati commenti immediati dal Bahrein.