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Washington ha preso di mira un sito missilistico e imbarcazioni iraniane nel Golfo — Trump rivendica la linea dura contro Teheran, mentre il segretario di Stato insiste sulla via diplomatica e sullo Stretto di Hormuz: «Deve restare aperto» — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Flotilla, il leader laburista di Israele chiede un'inchiesta sugli abusi inflitti agli attivisti
Il leader dell'opposizione laburista in Israele Yair Lapid ha chiesto in parlamento che sia condotta un'inchiesta sugli abusi fisici inflitti agli attivisti della Global Sumud Flotilla durante la sua missione di aiuti a Gaza. Come riporta oggi Guardian Australia, molti degli attivisti hanno denunciato abusi e maltrattamenti, da percosse a violenza sessuale.
Alcune scene di maltrattamenti sono in evidenza in un video diffuso dal ministro di estrema destra Itamar Ben-Gvir, responsabile dei servizi di polizia e carcerari, video che ha suscitato condanna globale. Diversi paesi, compresa l'Australia, hanno convocato gli ambasciatori di Israele nelle proprie capitali per chiedere spiegazioni dell'incidente. «Questa è la differenza tra noi e le organizzazioni terroristiche, e i paesi terroristi che ci circondano. La democrazia ha un prezzo e noi dovremo pagare il prezzo», ha detto Yair Lapid. Pur criticando il trattamento dei pacifisti, Lapid ritiene «appropriato» per l'Israel Defence Force, intercettare la flottiglia, che tenta di infrangere il blocco navale di Gaza in corso da due decenni.
Il governo australiano ha criticato il video postato da Ben-Gvir ma non ha menzionato la missione stessa di intercettazione, la cui legalità è stata messa in questione da un numero di esperti. «Ogni nazione al mondo ha diritto di prevenire a persone l'accesso a zone militari chiuse», ha detto Lapid. «Gaza è ora una zona militare chiusa, e quindi non si può partire da lì per una missione di propaganda».
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Il punto alle 6
Gli Stati Uniti hanno condotto attacchi militari nel sud dell’Iran, colpendo un sito per il lancio di missili e alcune imbarcazioni iraniane accusate di tentare di posizionare mine nel Golfo. A confermarlo è stato il Centcom, il comando militare americano per il Medio Oriente, secondo quanto riferito dai media statunitensi. «Le forze americane hanno condotto attacchi di autodifesa nell’Iran del sud per proteggere le truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane», ha dichiarato il portavoce del Centcom Timothy Hawkins in una nota diffusa dalla CNN. Fra gli obiettivi figuravano «un sito per il lancio di missili e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine». Hawkins ha aggiunto che gli Stati Uniti «continueranno a difendere le proprie truppe pur mantenendo moderazione durante il cessate il fuoco».
Secondo l’emittente Al Arabiya, gli attacchi hanno preso di mira imbarcazioni a sud dell’isola iraniana di Larak e avrebbero provocato quattro morti.
Sul piano politico, Donald Trump ha rilanciato la propria linea dura contro Teheran, paragonando la sua politica a quella dell’ex presidente Barack Obama. In un’immagine pubblicata sul social Truth, il presidente americano ha contrapposto «i soldi concessi all’Iran» dall’amministrazione Obama alla propria strategia basata sulla forza militare e sui missili. Trump è stato criticato negli ultimi giorni per un possibile accordo con Teheran, giudicato da alcuni osservatori persino più favorevole rispetto all’intesa siglata dal suo predecessore democratico.
«Accordo ancora possibile»
Nonostante l’escalation, Washington continua però a lasciare aperta la porta alla diplomazia. Il segretario di Stato Marco Rubio ha infatti dichiarato che «un accordo con l’Iran è ancora possibile», nonostante i recenti raid americani contro siti missilistici iraniani.
Parlando a Jaipur, in India, Rubio ha spiegato che «oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar» e che i negoziati sono ancora in corso. «Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni», ha affermato. «Il presidente ha espresso la sua volontà di raggiungere un accordo. O concluderà un accordo, o non ci sarà alcun accordo».
Rubio ha inoltre affrontato il tema strategico dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il traffico energetico mondiale. «Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto. Verrà aperto in un modo o nell’altro», ha dichiarato. «Quello che sta succedendo lì è illegittimo, illegale e insostenibile per il mondo. È inaccettabile».
