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Il Us Central Command ha avviato ulteriori attacchi volti a ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:11
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Non ci sono danni alla centrale nucleare di Bushehr
La centrale nucleare iraniana di Bushehr «non ha subito alcun danno» nell'attacco lanciato dagli Usa stasera su vari obiettivi costieri dell'Iran: lo riferisce l'agenzia iraniana Nour, citata dalla Tass, facendo riferimento a un «funzionario informato» sulla situazione. La stessa fonte iraniana ha aggiunto che dunque «non c'è motivo di preoccuparsi».
22:25
22:25
Gli Usa hanno lanciato nuovi attacchi all'Iran
Gli Stati Uniti hanno avviato nuovi attacchi contro l'Iran poche ore dopo che il presidente Donald Trump aveva lasciato intendere che il cessate il fuoco tra i due Paesi potesse essere «finito». Il Comando centrale statunitense (CENTCOM) ha confermato l'avvio degli attacchi: «Su disposizione del commander-in-chief, il Us Central Command ha avviato ulteriori attacchi contro l'Iran, volti a ridurre ulteriormente la capacità del Paese di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti ritengono l'Iran responsabile delle recenti e ingiustificate aggressioni ai danni di navi commerciali ed equipaggi civili che navigavano liberamente lungo un'importante via d'acqua internazionale».
22:23
22:23
Esplosioni segnalate nel sud dell'Iran
I media iraniani riferiscono di esplosioni in diverse località della costa meridionale e occidentale, tra cui Bandar Abbas, Sirik, Konarak, Chabahar, Qeshm e Bushehr. Secondo l’agenzia semiufficiale Fars, la contraerea è entrata in azione «contro obiettivi ostili».
La radiotelevisione di Stato dell'Iran (IRIB) segnala che a Bandar Abbas si sono udite almeno 8 detonazioni. L'agenzia Mehr riferisce che il governatore della provincia di Hormozgan non ha segnalato vittime o danni significativi a Bandar Abbas, Qeshm e Sirik, ma le verifiche sono ancora in corso.
La Marina statunitense dispone attualmente di almeno 19 unità navali nel Mare Arabico settentrionale, tra cui due portaerei.
20:55
20:55
Tornano gli attacchi fra Usa e Iran, tregua in bilico
Sono tornati gli attacchi incrociati sul Golfo fra Stati Uniti e Iran, che indeboliscono la già fragile tregua e riducono le speranze di trasformare il memorandum d'intesa del 17 giugno in un accordo di pace permanente per porre fine alla guerra fra i due Paesi.
Trump ha dato per finita l'intesa preliminare, pur senza chiudere del tutto la porta. Ma ha tuttavia minacciato nuovi attacchi nella notte, promettendo contemporaneamente che «la guerra non ricomincerà nuovamente» ma, anzi, «finirà presto».
Intanto il petrolio è tornato a salire e le Borse a scendere, con il rischio anche di un nuovo blocco dei porti iraniani ventilato dallo stesso presidente americano.
La nuova escalation è scaturita dalle recenti incursioni iraniane nello Stretto di Hormuz contro tre petroliere, di cui una del Qatar e l'altra dell'Arabia Saudita - entrambi Paesi alleati degli Usa - che stavano seguendo una rotta non concordata con la Repubblica Islamica.
Una «violazione della tregua», secondo gli Usa, che hanno reagito prima reintroducendo le sanzioni sul petrolio di Teheran, poi con massicci bombardamenti notturni che avrebbero colpito oltre 80 obiettivi: in particolare sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, postazioni radar costiere, capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni dei pasdaran.
Trump ha rivelato che il Pentagono ha attaccato anche il principale terminal petrolifero iraniano sull'isola di Kharg, ammonendo nuovamente che le forze americane potrebbero assumerne il controllo.
Teheran, che ha denunciato la morte di otto suoi militari, ha replicato prendendo di mira con missili e droni «85 installazioni militari statunitensi in Bahrein e in Kuwait» e abbattendo un drone americano MQ-9 che avrebbe tentato di interferire nell'operazione. Secondo un dirigente Usa, non ci sarebbero state vittime statunitensi né danni rilevanti alle basi a stelle e strisce.
Nel summit Nato ad Ankara, Trump ha parlato più volte dell'Iran, difendendo come un «enorme successo militare» la sua gestione del conflitto; conflitto che a suo avviso ha «decimato le capacità militari di Teheran», mandato alle stelle l'inflazione del Paese e decapitato due gruppi di leader facendo spazio a un terzo che credeva «più ragionevole» ma che invece «non serve gli interessi del popolo».
«Sono feccia. Sono persone malate. Sono un cancro. Per quanto mi riguarda, trattare con loro è solo una perdita di tempo», ha detto ai giornalisti, precisando poi: «Naturalmente lascerò che i nostri eccellenti negoziatori continuino a parlare, se lo desiderano, ma io non ci credo. Non mi piacciono queste persone». «Se raggiungessimo un accordo con l'Iran, non sono sicuro che verrebbe rispettato, li considero persone molto disonorevoli», ha proseguito.
Una fonte a conoscenza dei colloqui di Ankara ha riferito che Trump non ha ripetuto le sue dichiarazioni sulla fine dell'accordo provvisorio con l'Iran durante l'incontro dei leader della Nato, ma in seguito ha avvertito dell'imminenza di probabili nuovi attacchi nella notte, a titolo di «avviso».
L'unico che ad Ankara ha approvato apertamente i raid americani è stato il segretario generale della Nato, Mark Rutte: «Assolutamente necessari». Silenzio dagli alleati Nato, che Trump - nonostante fosse a cena con loro - non aveva informato ma di cui ha continuato a lamentare il mancato appoggio in Iran.
Il presidente Usa ha risposto quindi col solito ritornello: «Teheran non avrà mai l'arma nucleare». Ma ora, concordano gli analisti, ha lo Stretto di Hormuz, un'arma che si sta rivelando più efficace della minaccia dell'uranio arricchito perché gli consente di controllare gli strategici traffici energetici e commerciali.
Appare evidente che il memorandum del 17 giugno non ha retto alla prova dei fatti su questo nodo. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, gli Stati Uniti, «nonostante quanto espressamente previsto dall'articolo 5 del memorandum - che riconosce alla Repubblica Islamica la responsabilità di stabilire le modalità per il transito sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz - hanno messo in discussione questa disposizione e, di fatto, con le proprie azioni unilaterali e con gli attacchi di aggressione contro l'Iran, hanno violato la struttura dell'accordo».
«L'epoca delle prepotenze e delle estorsioni è finita», «Non ci piegheremo», ha scritto su X il capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Ghalibaf.
20:49
20:49
Almeno nove i morti a causa dei raid israeliani a Gaza
Almeno nove palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza oggi, nell'ultima violazione di un accordo di cessate il fuoco in corso. Lo riporta l'agenzia Anadolu, citando fonti mediche.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.084 palestinesi sono stati uccisi e 3.491 feriti dall'inizio del cessate il fuoco.
Per l'agenzia Wafa, almeno 10 mila persone risultano disperse, presumibilmente morte sotto le macerie delle loro case in tutta la Striscia.
L'aggressione israeliana ha anche provocato lo sfollamento forzato di quasi due milioni di persone da tutta la Striscia di Gaza, con la stragrande maggioranza degli sfollati costretti a rifugiarsi nella sovraffollata città meridionale di Rafah, vicino al confine con l'Egitto .
19:36
19:36
Libano, due giovani uccisi in un raid israeliano
Due giovani sono rimasti uccisi nel sud del Libano in un raid con un drone attribuito a Israele: lo riporta l'agenzia libanese Nna. L'attacco, riferisce la stessa fonte, è avvenuto nella località di Nabatieh al-Fawqa attorno alle 17:40 ore locali. Quando il drone ha attaccato, le due vittime «stavano camminando nei pressi di un ospedale», spiega la Nna. Lunedì, un attacco nella stessa area aveva causato la morte di quattro civili che viaggiavano a bordo di un'auto.
17:13
17:13
Iran, dopo ogni attacco Usa chiuderemo Hormuz
L'Iran chiuderà lo Stretto di Hormuz in caso di nuovi attacchi statunitensi: lo ha dichiarato una fonte della sicurezza a Press Tv, come riporta Sky News.
«La nuova strategia dell'Iran è: dopo ogni attacco, lo Stretto di Hormuz verrà completamente chiuso». Inoltre, la fonte ha promesso che l'Iran avrebbe anche effettuato attacchi contro «almeno il doppio degli obiettivi colpiti» dopo qualsiasi aggressione statunitense.
Nel frattempo, un funzionario americano ha dichiarato a Fox News che gli Stati Uniti sono pronti a riprendere il blocco delle navi dirette e provenienti dai porti dell'Iran. Donald Trump ha affermato da Ankara che sta pensando all'ipotesi di imporre il blocco dello stretto di Hormuz solo per Teheran.
17:05
17:05
Israele, stop ingresso in Palestina al segretario della Lega araba
Il segretario generale della Lega Araba di recente nomina, Nabil Fahmy, avrebbe dovuto incontrare oggi a Ramallah il presidente palestinese Abu Mazen ma le autorità di occupazione israeliane gli hanno negato l'autorizzazione. Lo ha fatto sapere il portavoce di Fahmy precisando di avere appreso del diniego dall'Autorità Palestinese.
Fahmy desiderava recarsi in Cisgiordania per esprimere il suo sostegno al popolo palestinese nella sua prima missione all'estero, considerando che «la causa palestinese - ha precisato il portavoce - rimarrà una priorità assoluta per il mondo arabo».
«I palestinesi sono sotto assedio nelle loro città e nei loro villaggi - ha aggiunto -. Sono circondati da insediamenti e strade in continua espansione riservate ai coloni, e sono costantemente esposti alla brutalità e al terrorismo dei coloni estremisti che beneficiano della protezione, se non addirittura dell'incoraggiamento, della potenza occupante».
Il portavoce ufficiale ha quindi accusato Israele «delle continue violazioni dei diritti umani dei palestinesi», evidenziando come «il mantenimento della soluzione dei due Stati richieda un'azione concreta e costante da parte di tutti i Paesi che sostengono una pace giusta, al fine di denunciare le pratiche dell'occupazione e rafforzare la resilienza del popolo palestinese, che subisce un'oppressione senza precedenti e una violenza sempre più incontrollata e brutale».
17:03
17:03
Libano ai colloqui a Roma solo se Israele lascia le zone pilota
Il Libano chiede che Israele si ritiri da due «zone pilota» nel sud del Paese prima di confermare la partecipazione a un nuovo ciclo di colloqui tra i due Paesi previsto a Roma. Lo ha riferito una fonte diplomatica qualificata all'Afp.
Italia e Israele hanno annunciato che questi negoziati si terranno il 15 e 16 luglio a Roma, ma le autorità libanesi non hanno ancora reso nota la loro posizione. Israele e il Libano avevano raggiunto un accordo quadro al termine di negoziati a Washington sotto l'egida degli Usa.
L'accordo prevede il dispiegamento dell'esercito libanese nel sud del Paese, subordinatamente al disarmo di Hezbollah, iniziando proprio dalle «zone pilota», dalle quali l'esercito israeliano dovrebbe ritirarsi.
14:56
14:56
Nato «L'Iran non dovrà mai dotarsi di armi nucleari»
In una dichiarazione congiunta diffusa da Ankara, gli Alleati della Nato hanno ribadito oggi che l'Iran non dovrà mai dotarsi di armi nucleari. Nel contempo, hanno esortato Teheran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
«L'Alleanza - si legge nella dichiarazione - continua a rispondere e ad adattarsi alla competizione strategica, all'instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che caratterizzano il nostro più ampio contesto di sicurezza.
Sempre nel documento, si afferma che la Russia rappresenta »una minaccia a lungo termine« per la sicurezza euro-atlantica e l'Ucraina »contribuisce alla sicurezza transatlantica«. Gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno a Kiev nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale.
Gli Alleati sottolineano che il sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo e per il 2026 s'impegnano a fornire 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento: gli Alleati ribadiscono inoltre il loro impegno a mantenere livelli almeno equivalenti di aiuti anche nel 2027.
10:50
10:50
Trump: «Iran malato e bugiardo, il cessate il fuoco è finito»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attacca l'Iran definendolo «malato» e «bugiardo». Il cessate il fuoco «è finito», ha detto ancora.
Trump, parlando ad Ankara in occasione del vertice Nato, ha ricordato la repressione interna in Iran, con le migliaia di persone uccise, «e poi ci stupiamo di quello che fanno in politica estera. Sono persone pessime. Non voglio sprecare il mio tempo, se i negoziatori vogliono continuare a parlare... ma a me loro non piacciono», ha aggiunto.
«Queste sono persone malvagie e malate, e dobbiamo sbarazzarcene: sono un cancro. Sono un cancro. E sapete cosa bisogna fare? Bisogna estirpare il cancro sul nascere», ha proseguito, secondo quanto riportato da Sky News.
«Sono malati. C'è qualcosa che non va in loro - ha detto ancora - Abbiamo detto loro 'Andate a occuparvi delle vostre faccende funebri', e invece ieri hanno iniziato a sparare razzi e navi. Quindi ieri sera li abbiamo colpiti duramente».
Secondo Trump, gli attacchi sono stati «20 volte più duri» delle rappresaglie iraniane. «Ho detto loro che ogni volta che colpiscono, colpiamo anche noi. Ovviamente sono giocatori scorretti, quindi se la prendono con tutti. Quindi non ci piacciono, non piacciono a me, e sono persone malvagie».
«Non voglio più avere a che fare con loro - ha ribadito Trump - Per quanto mi riguarda, è finita. Parlerò con i nostri negoziatori, loro vogliono negoziare. Per quanto mi riguarda, è solo una perdita di tempo occuparsi di loro».
10:01
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Sale anche il petrolio
I nuovi scontri tra usa e Iran nello stretto di Hormuz alimentano nuove tensioni sul prezzo del petrolio con il future agosto 2026 sul Wti che sale a 72,77 dollari al barile, in rialzo del 3,3%.
Il Brent con scadenza settembre sui mercati asiatici è aumentato del 2,9% raggiungendo i 72,48 dollari al barile.
10:01
10:01
Il prezzo del gas schizza in alto
Il prezzo del gas schizza a 48,5 euro con le nuove tensioni in Medio Oriente e gli attacchi degli Usa all'Iran su obiettivi nello stretto di Hormuz, e la risposta di Teheran.
Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf balzano di oltre il 4%.
10:00
10:00
Rutte: «Risposta USA in Iran necessaria, stanno violando la tregua»
I bombardamenti Usa in Iran portati avanti nel corso della notte erano «assolutamente necessari». Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando al vertice dell'Alleanza ad Ankara.
«L'Iran sta violando la tregua con l'attacco alle navi, gli Usa dovevano reagire con forza», ha notato. Rutte ha poi dichiarato di aspettarsi che gli alleati oggi ribadiranno che Teheran non potrà mai avere le armi atomiche e che lo stretto di Hormuz deve essere riaperto.
Trump «è pienamente convinto della necessità di un impegno totale degli Stati Uniti verso la Nato. Tuttavia, vi era - e in una certa misura vi è tuttora - un'aspettativa. L'impegno, dunque, c'è senza dubbio, anche perché è nell'interesse degli Stati Uniti che la Nato operi per impedire, ad esempio, che i sottomarini nucleari russi arrivino a ridosso delle coste americane. Per garantire la propria sicurezza, gli Stati Uniti devono mettere in sicurezza l'Europa atlantica e l'Artico. Esiste quindi un impegno totale verso la Nato. Ma, attenzione, c'è anche un'aspettativa», ha poi aggiunto.
«Tale aspettativa - ha proseguito - era, ed è tuttora, che gli europei e i canadesi equiparino le proprie spese a quelle degli Stati Uniti. Un obiettivo che, a mio avviso, molti dei colleghi presenti oggi in sala ritengono assolutamente giusto. Ebbene, la buona notizia, e questo rappresenta un grande successo odierno, una sconfitta per Putin e una vittoria per il presidente Trump, è che gli europei e i canadesi stanno facendo esattamente questo».
07:31
07:31
Al via la cerimonia funebre dell'ex guida suprema Ali Khamenei
È iniziata nella città santa di Najaf, in Iraq, la cerimonia funebre dell'ex guida suprema iraniana Ali Khamenei e di quattro membri della sua famiglia.
I media iracheni, citati dall'Irna, hanno riferito che il funerale è partito dall'aeroporto ed è giunto al santuario del primo Imam sciita, Ali, dove sono state collocate le bare, con la partecipazione di migliaia di persone.
Il corteo funebre proseguirà oggi verso la città irachena di Karbala e successivamente le bare torneranno in Iran per la cerimonia di sepoltura che si terrà a Mashhad domani. Oggi il governo iracheno ha proclamato giornata festiva nel Paese.
07:09
07:09
«Trump ha ordinato gli attacchi contro l'Iran dal vertice NATO»
Donald Trump ha approvato il piano di attacco contro l'Iran e ne ha ordinato l'esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice della NATO. Lo riporta Axios citando un funzionario americano. Il presidente, spiega la fonte, ha tenuto una riunione ad Ankara con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello di Stato Marco Rubio, quello al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti il generale Dan Caine. Secondo il funzionario «non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi. Riceveremo una valutazione sui risultati dei raid e prenderemo decisioni in seguito».
07:08
07:08
Il punto alle 7.00
I media statali iraniani hanno segnalato una serie di esplosioni udite nella regione dello Stretto di Hormuz, pochi istanti dopo che funzionari statunitensi avevano annunciato attacchi «potenti» contro l'Iran. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato di aver iniziato a sferrare «una serie di potenti attacchi contro l'Iran» in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz.
Il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha dichiarato in un comunicato che «l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza». «Le cerimonie funebri del defunto leader Ali Khamenei e la partecipazione del popolo hanno rappresentato un'umiliante sconfitta per l'arroganza globale e i criminali Stati Uniti», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'IRNA, in seguito agli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran avvenuti la scorsa notte. «Le forze armate iraniane daranno una risposta distruttiva all'aggressione e all'atto terroristico degli Stati Uniti», ha sottolineato il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica, secondo IRNA aggiungendo: «Ribadiamo che l'unico passaggio sicuro per gli spostamenti nello Stretto di Hormuz è quello determinato dall'Iran».
L'Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani. «In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un'operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave» nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.
I sistemi di difesa aerea del Kuwait sono impegnati in scontri con droni e missili ostili. Lo ha dichiarato lo Stato Maggiore dell'Esercito kuwaitiano. Le esplosioni, udite in alcune zone del Paese, sono state causate da intercettazioni in volo, secondo un comunicato dello Stato Maggiore.
«È suonata la sirena. Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino». È il testo di un post su X del ministero dell'Interno del Bahrain, dopo la fine degli attacchi degli Stati Uniti verso l'Iran.
«L'Iran, pur avvertendo seriamente delle conseguenze della violazione dell'accordo da parte degli Stati Uniti, adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale», ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi su X. «Nelle ultime tre settimane, gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato le clausole 1 e 2 del Memorandum d'intesa di Islamabad, attraverso dichiarazioni minacciose contro l'Iran e le azioni del regime sionista in Libano», ha aggiunto, secondo l'agenzia di stampa IRNA, sottolineando che «il nuovo attacco statunitense contro l'Iran rappresenta un'ulteriore grave violazione delle clausole del Memorandum d'intesa».
Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l'Iran nella trattativa con gli Stati Uniti: «Grave violazioni dell'memorandum di intesa tra Usa e Iran da parte degli Stati Uniti: Violazione della regolamentazione nello Stretto (di Hormuz, ndr). Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni sul petrolio. Attacchi al sud dell'Iran. Aggressione sionista continua sul Libano. L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo».
