I jet militari USA aggirano lo spazio aereo svizzero

L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha portato alla chiusura di diversi spazi aerei, in particolare vicino all’Iran, con conseguenti grossi disagi per i viaggiatori che si trovano negli Emirati Arabi. Fin qui, nulla di strano in quanto le decisioni in questo senso si basano anche sulla sicurezza dei passeggeri. Spostandoci però alle nostre latitudini, un’analisi dei dati radar di volo condotta dal Blick e dal Tages-Anzeiger ha rivelato che gli aerei militari statunitensi stanno largamente aggirando lo spazio aereo svizzero. E in questo senso il Consiglio federale deve fare i conti con un dilemma centrale: chiudere o meno il nostro spazio aereo.
Una rotta logica, ma evitata
Sorvolare la Svizzera per raggiungere le basi USA in nord Italia e Germania sarebbe la rotta più logica e diretta. Tuttavia, i radar mostrano i velivoli passare lungo il confine, senza mai attraversare la Confederazione. Il motivo? La neutralità che caratterizza sia il nostro Paese sia l’Austria. In Svizzera, infatti, vigono regole severe sui sorvoli militari, come spiegato dall’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) al Tages-Anzeiger. Ed è proprio l’UFAC a dover dare l’autorizzazione in questo senso. Se la richiesta ha una portata politica di un certo rilievo – come combattimenti – questa va sottoposta al Consiglio federale per la decisione finale.
Diritto di neutralità
In uno scenario come quello che stiamo vivendo sorge spontanea un’altra domanda: la Svizzera deve applicare il diritto di neutralità nei confronti degli USA? Una decisione che, se approvata, comporterebbe inevitabilmente la chiusura dello spazio aereo svizzero ai velivoli militari statunitensi. Ma «al momento non è ancora possibile stabilire se l’escalation in Medio Oriente soddisfi le condizioni per l’applicazione del diritto di neutralità», ha spiegato in questi giorni il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) alla SRF. Non sarebbe comunque la prima volta che il Governo debba applicare il diritto di neutralità nei confronti degli Stati Uniti. Già nel 1999 e nel 2003 – rispettivamente la guerra Kosovo e l’invasione dell’Iraq – i voli militari sopra la Svizzera vennero vietati, limitando contemporaneamente l’esportazione di materiale bellico verso gli USA.
Decisione delicata
Una questione decisamente delicata, dove Berna non rischia ulteriori tensioni diplomatiche dopo quelle ancora in corso sui dazi doganali. L’intesa sulle tariffe, comunque, dovrebbe giungere entro la fine di questo mese. In caso contrario, il tycoon potrebbe aumentarle ulteriormente. A complicare ulteriormente lo scenario attuale c’è il fatto che gli USA sono un cliente importante della Confederazione, preceduti solo dalla Germania, così come la Svizzera lo è per gli Stati Uniti, ad esempio con l’acquisto di caccia F-35 e di sistemi di difesa aerea Patriot. Un dilemma, quello della chiusura dello spazio aereo svizzero, giunta ora anche in Parlamento.
