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I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»

È l'avvertimento lanciato oggi da Mohammad Ali Naeini, membro delle Guardie rivoluzionarie iraniane – Attaccata l'ambasciata USA a Riad – Trump: «Abbiamo tantissime scorte di munizioni, le guerre possono essere combattute per sempre» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»
Red. Online
03.03.2026 06:27
17:30
17:30
Sull'account della Casa Bianca video dei raid in Iran con la Macarena in sottofondo

Sull'account ufficiale della Casa Bianca è comparso un video in cui si vedono alcuni momenti dell'operazione «Epic fury» contro l'Iran con una musica in sottofondo che richiama le prime note della celebre hit del 1993 «Macarena». Da Mosca arrivano pesanti critiche per la pubblicazione giudicata di cattivo gusto. Nel reel di pochi secondi si vedono i caccia militari decollare e sganciare bombe su Teheran, al rallentatore. La maggior parte dei commenti in rete ironizza sulla scelta musicale. «Non posso credere che la Macarena è diventata la colonna sonora della Terza Guerra Mondiale», scrive un utente.

La portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha criticato la Casa Bianca per aver pubblicato il video, sottolineando che ciò avviene mentre nella Repubblica islamica sono in corso i funerali dei bambini uccisi dagli stessi raid. «Insieme alla pubblicazione di materiale video e foto su come i bambini vengono sepolti in Iran, è apparso un video della Casa Bianca che mostrava attacchi di bombardieri sulle note della popolare Macarena», ha ricordato Zakharova, intervenendo all'emittente RBK. «Questo, ovviamente, non è più cinismo o doppi standard. È di questo che ha parlato oggi il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov durante la sua conferenza stampa: fino a che punto sono disposti ad arrivare?», ha aggiunto la portavoce. Il 28 febbraio, le autorità iraniane hanno riferito che Stati Uniti e Israele hanno colpito una scuola elementare femminile nella città di Minab, nell'Iran meridionale. Secondo il conteggio dell'agenzia russa TASS, il bilancio delle vittime è di 165 persone, per lo più studentesse, genitori e insegnanti, 95 persone sono rimaste ferite.

17:26
17:26
Pasdaran: «Se i raid proseguono colpiremo tutti i centri economici»

Se la campagna di bombardamenti contro l'Iran da parte di Stati Uniti e Israele continuerà, porterà a ritorsioni contro «tutti i centri economici» in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. «Stiamo dicendo al nemico che se decide di colpire i nostri centri principali, colpiremo tutti i centri economici della regione», ha dichiarato il generale. «Abbiamo chiuso lo Stretto di Hormuz. Attualmente, il prezzo del petrolio è superiore a 80 dollari e presto raggiungerà i 200 dollari», ha aggiunto citato dall'agenzia Isna.

17:25
17:25
L'Iran plaude la posizione svizzera «più forte» di quella europea

L'Iran plaude alla reazione «più forte» della Svizzera rispetto a quella degli altri paesi europei dopo i bombardamenti statunitensi e israeliani. Berna ha le «capacità» e il «potenziale» per svolgere un «ruolo costruttivo», secondo l'ambasciatore iraniano all'Onu a Ginevra. «Altri paesi europei hanno perso» questa possibilità, mentre «la Svizzera continua a svolgere un ruolo costruttivo» come ha sempre fatto, ha detto Ali Bahreini ai corrispondenti accreditati presso l'Onu a Ginevra (ACANU).

Pur rappresentando gli interessi americani in Iran, essa ha contribuito «positivamente» ospitando ancora recentemente i negoziati indiretti tra i due paesi a Cologny (GE), ha aggiunto. Già sabato, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si era detto «profondamente preoccupato» per gli attacchi contro l'Iran. Dopo le rappresaglie iraniane, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha poi affermato che tutte le parti devono «proteggere i civili e le infrastrutture civili, disinnescare immediatamente il conflitto e tornare alla diplomazia». Berna - secondo Parmelin - si è detta pronta a compiere ulteriori sforzi per negoziati. Ma Teheran esclude che questi abbiano luogo finché la guerra continua.

17:22
17:22
L'Arabia Saudita attaccherà l'Iran

Israele si sta preparando all'eventualità che l'Arabia Saudita si unisca agli attacchi contro l'Iran. Un alto funzionario di Gerusalemme ha dichiarato alla TV pubblica Kan: «Non abbiamo dubbi che Riad attaccherà presto Teheran, dopo essere stata attaccata ieri».

Due droni hanno colpito ieri sera l'ambasciata statunitense nella capitale saudita provocando un'esplosione e, in seguito, un incendio e danni all'edificio. Questa mattina, in seguito all'attacco all'ambasciata, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato ai dipendenti governativi non impegnati in situazioni di emergenza in Bahrein, Iraq ed Emirati Arabi Uniti di lasciare il Paese con le proprie famiglie, in linea con un ordine analogo precedentemente emesso per i dipendenti in Arabia Saudita, Giordania e Israele.

Contemporaneamente, l'ambasciata statunitense in Kuwait ha annunciato la sua chiusura fino a nuovo avviso. Il canale saudita Al-Hadath ha riferito questa mattina che dall'inizio dei combattimenti sabato scorso, l'Iran ha lanciato 450 missili e 1'140 droni verso gli Stati del Golfo. Finora l'Iran ha attaccato diversi paesi del Golfo Persico, tra cui Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Bahrein e Kuwait. Sono stati segnalati anche attacchi alla regione autonoma curda in Iraq.

16:44
16:44
Iran: «Continueremo a rispondere fino alla fine dell'aggressione»

L'Iran continuerà a rispondere «fino al punto in cui l'aggressione sarà fermata». Lo ha affermato l'ambasciatore dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, parlando con i giornalisti dell'azione militare dell'Iran contro Israele e gli Stati Uniti. «Se una base in un Paese vicino venisse utilizzata per attaccare e invadere altri Paesi, si tratterebbe di un obiettivo legittimo», ha aggiunto l'ambasciatore, come riferisce Al Jazeera.

16:07
16:07
L'ONU chiede inchiesta su attacco alla scuola femminile

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha esortato le forze responsabili dell'attacco a una scuola femminile in Iran a indagare e a condividere le proprie opinioni sull'«orribile» incidente. Lo riporta Reuters sul suo sito. «L'Alto Commissario (Volker Türk) chiede un'indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell'attacco. L'onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l'attacco», ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'OHCHR. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi «non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola», dopo che i media statali iraniani hanno riferito che oltre 160 persone sono state uccise nel primo giorno degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, sabato.

Il responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, si è detto «profondamente scioccato dalle conseguenze delle ostilità generalizzate sui civili e sulle infrastrutture civili dall'inizio del conflitto sabato», ha riferito a Ginevra la sua portavoce, aggiungendo che l'Alto Commissario «invita tutte le parti a dare prova della massima moderazione, a prevenire ogni ulteriore escalation e ad adottare tutte le misure possibili per proteggere i civili». «Il diritto bellico è inequivocabile. I civili e i beni di natura civile sono protetti. Tutti gli Stati e tutti i gruppi armati devono rispettarlo», ha aggiunto la sua portavoce, Ravina Shamdasani. «Gli attacchi diretti contro civili o beni civili, così come gli attacchi indiscriminati, - ha aggiunto - costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e possono essere qualificati come crimini di guerra».

15:23
15:23
Colpita la sede dell'organismo che eleggerà nuova Guida suprema dell'Iran

Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno colpito l'edificio dell'organismo che eleggerà la nuova guida suprema dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani. La sede dell'Assemblea degli Esperti a Qom è stata colpita da un attacco missilistico, ha dichiarato l'agenzia di stampa Tasnim, precisando che ieri sera anche la sede dell'Assemblea degli Esperti a Teheran era stata presa di mira da aerei statunitensi e israeliani. Canali Telegram segnalano morti e feriti tra alcuni membri del consiglio, senza che tuttavia vi siano conferme ufficiali al riguardo.

L'Assemblea degli Esperti è l'organo della Repubblica islamica designato per eleggere la Guida Suprema. I membri hanno il compito di eleggere il prossimo leader, dopo la morte di Ali Khamenei negli attacchi di sabato, e hanno tenuto riunioni a tal fine. Un funzionario della difesa israeliano ha dichiarato ad Axios che l'attacco è avvenuto proprio durante lo scrutinio dei voti. Non è chiaro quanti degli 88 membri del consiglio fossero presenti nell'edificio in quel momento, né l'entità dei danni. «Volevamo impedire loro di eleggere un nuovo leader supremo», ha affermato il funzionario.

15:21
15:21
Il Regno Unito annuncia voli speciali per i britannici che si trovano nel Golfo

Il governo di Keir Starmer ha annunciato l'invio di aerei charter nel Golfo nell'ambito dell'evacuazione di quei cittadini britannici desiderosi di allontanarsi dai Paesi arabi più esposti alla reazione militare scatenata dall'Iran in risposta agli attacchi subiti da USA e Israele. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, rispondendo alle interrogazioni dei deputati nell'ambito di un aggiornamento sulla situazione in questo fronte di guerra.

Ieri è arrivato a Londra un primo aereo con a bordo persone rimpatriate dagli Emirati Arabi Uniti. Mentre per «i prossimi giorni» è previsto un volo speciale da Muscat, in Oman, organizzato dall'esecutivo, ha detto Cooper.

La titolare del Foreign Office ha aggiunto che il governo sta lavorando con varie compagnie per garantire in primis la partenza di connazionali «più vulnerabili». E ha invitato tutti i cittadini britannici a tenersi in contatto con le autorità consolari e con il sito del ministero per aggiornarsi sulle possibilità di partenza, sugli avvisi di viaggio, sulle indicazioni di sicurezza per chi resta.

Ieri il premier Starmer ha stimato in 300'000 il numero dei britannici - turisti o residenti - sparsi nel Medio Oriente. Mentre Cooper ha precisato oggi che nei Paesi della regione più sotto tiro sono al momento circa 130'000 i cittadini i quali hanno registrato la loro presenza.

15:20
15:20
Polizia di Tel Aviv: «L'Iran ha colpito i civili con bombe a grappolo»

La polizia israeliana riferisce che nell'ultimo attacco missilistico iraniano alcuni impatti nel centro di Israele sono stati causati da submunizioni provenienti dalla testata di una bomba a grappolo.

«Gli impatti hanno causato feriti tra i civili e danni», ha detto il comandante della polizia di Tel Aviv, Haim Sargaroff. Le forze di difesa israeliane (IDF), poco prima dell'ultima ondata di missili sul centro dello Stato ebraico, hanno confermato che Teheran sta utilizzando bombe a grappolo contro i civili in Israele.

15:20
15:20
Netanyahu: «In Iran un'azione rapida, aprirà la strada alla pace con i Paesi arabi»

«Non sarà una guerra infinita. Il regime terroristico è al punto più debole da quando ha strappato l'Iran al suo coraggioso popolo 47 anni fa. Sarà un'azione rapida e decisiva», ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista rilasciata a Fox News.

«Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L'Arabia Saudita avrà molto da guadagnare», ha proseguito Netanyahu.

«Tutti questi Paesi sono minacciati dall'Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l'Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi», ha sottolineato il premier.

15:02
15:02
Da inizio conflitto 186 missili e 812 droni contro gli Emirati Arabi

Dall'inizio del conflitto, le difese aeree degli Emirati Arabi hanno rilevato 186 missili e 812 droni. È il bilancio del ministero della difesa emiratino, secondo quanto riporta il Guardian.

Il generale di brigata Abdul Nasser Mohammed Al-Humaidi, portavoce della Difesa, ha affermato che solo un missile è caduto sul territorio del Paese, altri 172 sono stati intercettati, mentre 13 sono caduti in mare. Di 812 droni, 755 sono stati distrutti così come anche otto missili da crociera. In totale, dall'inizio del conflitto negli Emirati Arabi Uniti sono state uccise tre persone e 68 sono state ferite lievemente.

14:39
14:39
«Khamenei è stato ucciso dopo che le spie Israele hanno hackerato le telecamere del traffico»

Ali Khamenei, la guida suprema dell'Iran, è stata uccisa dopo che spie israeliane hanno hackerato le telecamere del traffico a Teheran. A scriverlo è Sky News.

Le telecamere erano una delle molteplici fonti di intelligence che hanno contribuito a confermare la posizione dell'ayatollah sabato mattina, secondo due fonti a conoscenza della vicenda per le quali c'era anche una fonte umana che riferiva agli americani. La CIA ha rifiutato di commentare.

Secondo quanto riferito, Israele è riuscita a bloccare «una dozzina circa» di ripetitori di telefonia mobile nelle vicinanze per impedire alle guardie del corpo di Khamenei di ricevere possibili avvertimenti. La decisione di colpire il leader è stata presa all'inizio delle ostilità, hanno riferito le fonti, prima che potesse trovare rifugio in un bunker a prova di bomba.

L'operazione era stata pianificata per mesi, ha riportato il «Financial Times», ma la data del suo avvio è stata modificata quando l'intelligence statunitense e israeliana hanno appreso che Khamenei e alti funzionari si sarebbero incontrati nel suo complesso sabato.

14:36
14:36
Sono oltre 12.300 i voli cancellati per la guerra in Medio Oriente

Le compagnie aeree di tutto il mondo stanno sospendendo più voli verso ulteriori destinazioni in Medio Oriente, un quanto l'entità della guerra si espande durante il suo quarto giorno. Le interruzioni, a partire dal primo attacco di ritorsione dell'Iran, si stanno diffondendo nella regione, portando alla cancellazione di oltre 12'300 voli, inclusi quelli presso i principali hub di transito come Dubai e Doha. Lo riferisce Bloomberg che cita i dati di Flightradar24.

Ad esempio Klm ha sospeso il resto dei suoi voli per la stagione invernale da e per Tel Aviv, a partire da domenica. Ha anche interrotto i voli da e per Dammam e Riyadh, Arabia Saudita, e Dubai fino al 9 marzo.

British Airways ha cancellato i voli per Amman, Abu Dhabi, Bahrain, Dubai, Doha e Tel Aviv almeno fino a martedì. Tutte le compagnie del gruppo Lufthansa - Swiss compresa - hanno sospeso i voli per Tel Aviv, Beirut, Amman (Giordania), Erbil (Iraq), Dammam (Arabia Saudita) e Teheran fino all'8 marzo. Il gruppo ha anche deciso di non utilizzare lo spazio aereo sopra Israele, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, Dammam e Iran fino all'8 marzo. I voli da e per Dubai sono sospesi fino al 4 marzo, e lo spazio aereo sugli Emirati Arabi Uniti non sarà utilizzato durante lo stesso periodo.

14:35
14:35
Teheran: «Abbiamo abbattuto 22 droni ostili»

«Circa 22 droni di Israele e Stati Uniti sono stati abbattuti dalla difesa aerea delle Guardie rivoluzionarie». Lo ha detto il portavoce dei pasdaran, Mohammad Ali Naeini, aggiungendo che «gli attacchi dell'Iran saranno più distruttivi».

Secondo l'agenzia Mehr, Naeini ha precisato che sono stati abbattuti due droni avanzati MQ9 e 20 droni Hermes.

14:35
14:35
Berlino convoca l'ambasciatore iraniano: «Basta attacchi nella regione»

Il governo tedesco ha convocato l'ambasciatore iraniano a Berlino a causa degli attacchi ai paesi mediorientali e chiedendo di porvi subito fine.

«Abbiamo chiesto al regime iraniano in modo inequivocabile di fermare subito i suoi attacchi senza scrupoli agli Stati della regione», ha riferito su X il ministro Johann Wadephul.

«Condanniamo gli attacchi arbitrari con missili e droni contro obiettivi civili», ha aggiunto. «Gli attacchi minacciano i nostri alleati, il personale militare e i nostri cittadini nella regione».

14:16
14:16
«Attacco imminente nell'est dell'Arabia Saudita»

L'ambasciata statunitense a Riad ha avvertito di un imminente attacco nell'Arabia Saudita orientale.

Intanto l'Arabia Saudita ha dichiarato di aver condannato «nei termini più forti» l'attacco iraniano che all'alba ha preso di mira l'ambasciata statunitense a Riad.

In una dichiarazione, il ministero degli esteri saudita ha criticato «l'attacco codardo e ingiustificato» e sottolinea che il raid è avvenuto nonostante abbia chiarito che «non consentirà l'uso del suo spazio aereo e territorio per colpire l'Iran».

Dunque, «il regno ribadisce il suo pieno diritto ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza, l'integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un'aggressione».

14:11
14:11
Rutte: «In Europa ampio sostegno all'intervento di USA e Israele»

«Si tratta chiaramente di una campagna guidata dagli Stati Uniti e da Israele ma molti alleati stanno fornendo un sostegno fondamentale anche senza far parte delle operazioni. Percepisco un ampio sostegno in Europa.» Lo ha detto il segretario generale della NATO Mark Rutte

«Ho parlato al telefono con molti leader durante il weekend e anche all'inizio di questa settimana e ho chiaramente percepito che l'eliminazione delle capacità nucleari iraniane, della capacità missilistica balistica e anche la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della NATO», ha affermato Rutte nel corso della sua visita in Nord Macedonia.

«Cerchiamo di essere assolutamente chiari su ciò che sta accadendo: l'Iran è vicino ad acquisire capacità nucleari e missilistiche balistiche, il che rappresenta una minaccia non solo per la regione, il Medio Oriente, compresa la minaccia esistenziale per Israele, ma anche un'enorme minaccia per noi qui in Europa», ha aggiunto il segretario generale dell'Alleanza atlantica.

«Sappiamo inoltre - ha proseguito l'ex premier olandese - che l'Iran è un esportatore di caos e che da decenni è responsabile di attacchi terroristici e tentativi di assassinio e posso dirlo per esperienza personale, avendo visto nel mio paese membri della diaspora iraniana subire minacce da parte del regime iraniano. E mi riferisco al regime, non al popolo iraniano. Il problema è il regime».

«Ma la NATO non è coinvolta e il presidente Donald Trump non ha chiesto alla NATO di prendere parte alla campagna», ha detto Rutte rispondendo alla domanda di un giornalista.

«Posso però assicurarvi che la NATO difenderà ogni centimetro del territorio alleato. I nostri comandanti militari, i nostri uomini e donne in divisa lavorano giorno dopo giorno a questo scopo, utilizzando un approccio a 360 gradi, che include qualsiasi minaccia proveniente dal terrorismo, poiché anche la lotta al terrorismo è un compito fondamentale della NATO».

14:06
14:06
«Ahmadinejad è vivo, si trova in un posto sicuro»

Iran International, media di opposizione basato a Londra, ha affermato che l'ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è sopravvissuto a un tentativo di uccisione nei giorni scorsi.

Secondo quanto hanno riferito fonti informate sulla situazione, Ahmadinejad non ha subito danni a causa dell'attacco, è vivo ed è stato trasferito in un luogo sicuro.

Tra sabato e domenica, durante gli attacchi di Stati Uniti e Israele, alcuni media iraniani avevano sostenuto che l'ex presidente fosse morto durante i raid mentre altri non avevano confermato la notizia.

14:05
14:05
La guerra in Medio Oriente affossa i mercati, Zurigo -2,6%

La guerra in Medio Oriente affossa i mercati europei, mentre si teme un ulteriore escalation ed i tempi prolungati del conflitto. Gli investitori stanno valutando gli impatti sulla crescita economica e l'eventualità di un aumento dell'inflazione a causa dei costi dell'energia.

Dopo il tonfo dei listini asiatici è toccato a quelli europei, in attesa dell'avvio di Wall Street dove i future sono in forte calo. Nel Vecchio continente l'indice Stoxx 600 lascia sul terreno il 3%. La piazza peggiore è Madrid (-4,5%), a seguire Milano (-3,9%), Francoforte (-3,7%), Parigi (-2,9%), Zurigo (-2,6%) e Londra (-2,6%). Raffica di vendite per le utility, banche e assicurazioni (-4,3%). Male anche il settore del lusso (-3,4%).

Le preoccupazioni per il conflitto e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno scatenato il rally delle materie prime. Il prezzo del gas guadagna il 33,5% a 59,38 euro al megawattora, dopo aver sfondato la soglia dei 60 euro. Corre anche il petrolio, con il Wti che sale del 7,7% a 76,74 dollari al barile. Il Brent si attesta a 84,07 dollari (+8,1%), dopo aver raggiunto la soglia degli 85 dollari.

La paura di un aumento dell'inflazione quindi aumentato le scommesse sul rialzo dei tassi, creando tensione sui titoli di stato.

13:51
13:51
Timori per nuovo shock energetico: euro, sterlina e franco in calo

Euro, sterlina e franco svizzero in calo a causa dell'impennata dei prezzi dell'energia scatenata dalla guerra in Medio Oriente che favorisce il dollaro ma non i metalli preziosi.

Dopo aver perso oltre l’1% contro il biglietto verde, scendendo ai minimi da inizio dicembre a 1,3263 dollari per una sterlina, la valuta britannica cedeva lo 0,85% intorno alle 13.00 a 1,3293 dollari. Anche l’euro perde lo 0,80% rispetto al dollaro, a 1,1595 dollari. "Le valute europee sono quelle che si sono maggiormente deprezzate rispetto al dollaro" dall'inizio del conflitto, "riflettendo i timori degli operatori di mercato sull'impatto di un nuovo shock energetico sulle economie europee", spiega Lee Hardman del gruppo bancario Mufg. Perfino il franco, solitamente considerato un bene rifugio, è in flessione: alle 13.45 la moneta americana saliva dello 0,70% a 0,7849 franchi.

La paralisi del traffico marittimo nello stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del Gnl mondiali, nonché gli attacchi contro impianti energetici nella regione fanno temere una nuova impennata dei prezzi degli idrocarburi, simile a quella seguita all'inizio della guerra in Ucraina. Di conseguenza, il prezzo del gas europeo è esploso di circa il 90% da venerdì, mentre i due principali riferimenti mondiali del greggio sono saliti di circa il 15%. L'impennata dei prezzi dell'energia riaccende i rischi di stagflazione, vale a dire un'inflazione persistente combinata con una crescita debole, sottolinea Neil Wilson, analista di Saxo Markets.

L'oro perdeva il 3,26% a 5148,06 dollari l’oncia (31,1 grammi), dopo aver ceduto oltre il 4%, mentre l'argento scendeva dell’8,83% a 81,4834 dollari l'oncia, dopo un calo superiore al 12%. "Gli investitori vendono indiscriminatamente, inclusi beni rifugio come l'oro", per "precipitarsi sul dollaro e sull'energia", spiega Kathleen Brooks di XTB, intervistata dall’Afp. In questo contesto, "oro e argento sono trattati come azioni e subiscono la stessa ondata di vendite", osserva l'analista. Inoltre, "il mercato attribuisce ora maggiore importanza ai rischi inflazionistici" negli Stati Uniti "legati alla guerra in Medio Oriente e, di conseguenza, rivede al ribasso le proprie aspettative di taglio dei tassi d'interesse" americani, il che rafforza il dollaro e pesa sull'oro, aggiunge Thu Lan Nguyen, analista presso Commerzbank.

13:27
13:27
Tre morti e 68 feriti negli Emirati

Tre persone sono state uccise e 68 ferite negli Emirati Arabi Uniti a causa di attacchi iraniani, ha affermato il portavoce del ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti, citato da al-Jazeera.

Intanto le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono intervenute e hanno spento un incendio scoppiato nella zona dell'industria petrolifera di Fujairah, ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato, ripreso da Iran International. L'incendio è stato causato dai detriti provocati dall'intercettazione di un drone da parte delle difese aeree.

13:23
13:23
Forti esplosioni udite a Teheran

Forti esplosioni risuonano a Teheran. Lo riferiscono i giornalisti dell'AFP nella capitale iraniana.

L'aeronautica militare israeliana ha annunciato dal canto suo di aver colpito poco fa a Teheran un «alto comandante del regime terroristico iraniano», riporta il «Times of Israel».

13:15
13:15
Iran: «Celebrati i funerali di 165 persone»

L'Iran ha celebrato una cerimonia funebre di massa per 165 persone, tra cui alunne uccise in un attacco a una scuola elementare femminile nella città meridionale di Minab. Lo riporta al-Jazeera. La televisione di Stato iraniana ha mostrato migliaia di persone che riempivano una piazza pubblica. Dal palco, una donna che ha dichiarato di essere la madre di «Atena» ha mostrato un'immagine stampata di ritratti che ha definito «un documento dei crimini americani». La folla è esplosa in cori di «Morte all'America», «Morte a Israele» e «Nessuna resa». I media statali iraniani hanno accusato Israele di aver preso di mira la scuola. Un portavoce militare ha dichiarato domenica di non essere a conoscenza di alcun attacco israeliano o statunitense nella zona.

Chiesta un'indagine

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha esortato le forze responsabili dell'attacco a una scuola femminile in Iran a indagare e a condividere le proprie opinioni sull'«orribile» incidente. Lo riporta Reuters sul suo sito. «L'Alto Commissario (Volker Türk) chiede un'indagine rapida, imparziale e approfondita sulle circostanze dell'attacco. L'onere delle indagini ricade sulle forze che hanno perpetrato l'attacco», ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'OHCHR. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che le forze statunitensi «non avrebbero preso di mira deliberatamente una scuola», dopo che i media statali iraniani hanno riferito che oltre 160 persone sono state uccise nel primo giorno degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, sabato.

13:12
13:12
L'Iran ai Paesi europei: «Non unitevi alla guerra di USA e Israele»

In una dichiarazione rilasciata oggi, il ministero degli esteri iraniano ha avvertito i Paesi europei di non unirsi alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Riferendosi alle dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili «azioni difensive» contro i missili iraniani sulle proprie basi nei paesi del Golfo, il portavoce del ministero degli esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che «l'Iran lo considera un atto di guerra e una complicità con gli aggressori». «Gli europei - ha affermato Baghaei, citato dall'agenzia IRNA - hanno adottato approcci 'contraddittori' riguardo alla guerra in corso. Dovrebbero abbandonare tale indifferenza, poiché le conseguenze di qualsiasi violazione della legge e della guerra sono un incendio che presto si estenderà ai Paesi europei e al mondo».

«Israele che ha condotto sabotaggi nei paesi della regione»

Riferendosi alla condanna dei Paesi della regione per gli attacchi iraniani al loro territorio, comprese aree residenziali, il portavoce ha sottolineato che l'Iran ha attaccato solo alcuni centri militari negli Stati della regione per colpire le basi statunitensi dopo la sua guerra contro la Repubblica islamica. «È certamente Israele che ha condotto sabotaggi nei paesi della regione per offuscare l'immagine dell'Iran ed estendere la guerra», ha affermato, aggiungendo: «Questi Paesi dovrebbero essere cauti nel non rendersi complici delle azioni israeliane. Sarebbe meglio se agli Stati Uniti non fosse permesso di usare i loro territori per lanciare attacchi contro l'Iran», ha avvertito Baghaei, citato dall'ISNA.

13:08
13:08
«Trump voleva attaccare venerdì, ma ha aspettato le informazioni su Khamenei»

Gli Stati Uniti e Israele avevano inizialmente intenzione di attaccare l'Iran venerdì sera, colpendo Teheran col favore delle tenebre, ma hanno rimandato i primi attacchi a sabato mattina dopo aver ricevuto informazioni di intelligence che hanno permesso l'eliminazione del leader supremo Ali Khamenei. Lo riporta il «New York Times».

«La tempistica è stata determinata da un notevole colpo di intelligence. La CIA, che aveva seguito da vicino i movimenti dell'ayatollah Khamenei, ha appreso che la Guida suprema aveva intenzione di recarsi nel suo complesso residenziale nel centro di Teheran sabato mattina», scrive il quotidiano dela Grande Mela.

«Anche alti dirigenti civili e militari iraniani si sarebbero dovuti riunire nello stesso luogo, alla stessa ora», aggiunge il giornale. «La CIA ha passato l'intelligence agli israeliani e i leader di entrambi i paesi hanno deciso di dare il via alla guerra con un audace attacco 'decapitante' in pieno giorno».

Sebbene ci fossero ampi indizi che gli americani stessero preparando un possibile assalto, gli iraniani ritenevano improbabile che un attacco avvenisse in pieno giorno, secondo quattro funzionari iraniani citati dal quotidiano newyorchese.

L'ayatollah Khamenei ha dichiarato a un gruppo ristretto di persone che, in caso di guerra, avrebbe preferito rimanere al suo posto e diventare un martire piuttosto che essere giudicato dalla storia come un leader che si era nascosto, secondo i funzionari.

Si trovava nel suo ufficio, in un'altra parte del complesso, mentre i vertici si riunivano. Chiese di essere informato al termine della stessa riunione. I missili hanno colpito poco dopo l'inizio.

13:05
13:05
I primi tedeschi rientrano dal Medio Oriente, in volo da Dubai verso la Germania

Un volo della compagnia Emirates sta riportando in Germania i primi turisti tedeschi in rientro dal Medio Oriente, da Dubai a Francoforte. Lo ha annunciato una portavoce del Fraport, lo scalo della città sul Meno.

«Emirates è in volo e arriva qui», ha affermato la fonte secondo quanto riferisce la DPA. La compagnia dà priorità ai passeggeri che nei giorni scorsi si sono visti cancellare le prenotazioni a causa dello stop ai voli per il conflitto iraniano.

Secondo l'associazione viaggi tedesca sono 30'000 i tedeschi rimasti bloccati in Medio Oriente. Ieri il ministro degli esteri Johann Wadephul aveva annunciato che il governo li avrebbe aiutati a rientrare, rimpatriando innanzitutto i gruppi vulnerabili.

13:04
13:04
I pasdaran: «Apriremo altre porte dell'inferno»

«Le Guardie rivoluzionarie apriranno sempre più le porte dell'inferno agli Stati Uniti e a Israele, momento dopo momento», ha avvertito oggi Mohammad Ali Naeini, membro delle Guardie rivoluzionarie iraniane, i pasdaran.

«I nostri attacchi continueranno a punire i nemici e non permetteremo loro nemmeno un momento di tregua», ha aggiunto, secondo quanto riportato dalla tv di Stato iraniana.

11:47
11:47
Almeno 30.000 sfollati in Libano

La guerra in Medio Oriente ha causato finora lo sfollamento di almeno 30.000 persone in Libano: lo afferma Babar Baloch, portavoce dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR) durante una conferenza stampa a Ginevra.

«Si segnalano importanti spostamenti di popolazione in alcune zone del Libano meridionale, nella Bekaa (valle nel Libano orientale, ndr) e nella periferia sud di Beirut, dopo che Israele ha lanciato avvertimenti di evacuazione agli abitanti di oltre 53 villaggi libanesi e ha condotto intensi attacchi aerei».

L'agenzia dell'ONU ha affermato che non si sono verificati movimenti significativi attraverso i confini dell'Iran con l'Afghanistan e la Turchia.

11:40
11:40
Trump attacca Starmer: «La relazione speciale tra USA e Regno Unito non è più la stessa»

La «relazione speciale» fra USA e Regno Unito, alleanza storicamente privilegiata come nessun'altra sul fronte transatlantico, «non è più come quella di una volta»: lo ha detto il presidente americano Donald Trump al tabloid britannico «Sun», lanciando un nuovo attacco a Keir Starmer sullo sfondo dell'annuncio con cui il primo ministro laburista - dopo un iniziale rifiuto - ha concesso a scoppio ritardato l'uso di basi britanniche nel mondo agli americani nell'ambito del conflitto avviato da Washington assieme a Israele contro l'Iran, ma solo a scopi «limitati e difensivi».

Starmer «non è stato d'aiuto», ha tagliato corto Trump, «non avrei mai creduto di vedere questo dal Regno Unito, un paese che noi amiamo. È triste». «La nostra era la relazione più solida fra tutte, ma ora abbiamo relazioni molto forti con altri in Europa», ha aggiunto, citando esplicitamente «Francia e Germania».

Il presidente magnate - che in precedenza aveva definito «utile», ma «fin troppo tardivo» l'ok di Starmer sulle basi - è quindi andato oltre, accusando il Labour di «privilegiare» la caccia al «voto dei musulmani» britannici rispetto ai legami con gli USA e di avere al suo interno figure «terribili» come il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che ha origini familiari pachistane e al quale in passato ha ripetutamente imputato di voler islamizzare la capitale del Regno.

Ha infine rivolto un malizioso augurio di «buona fortuna» al partito di Starmer, in grave crisi di consensi elettorali.

Il ministro Darren Jones, braccio destro di Starmer, ha replicato in tv dicendosi «in disaccordo» con queste valutazioni e ribadendo la fedeltà alla «vitale alleanza» con Washington, ma non senza rimarcare le parole con cui ieri il primo ministro ha rivendicato un ruolo solo «difensivo» rispetto al conflitto con l'Iran, tornando ad escludere la partecipazione diretta di Londra agli attacchi per questioni di «basi legali» e di «interesse nazionale».

Pur senza condannare esplicitamente come illegali i raid israelo-americani e confermando la messa a disposizione degli USA di basi britanniche militari come quella di Diego Garcia (ma non quella cipriota di Akrotiri, già presa di mira da Teheran).

11:34
11:34
L'esercito iraniano: «Lanciati missili e droni da stamattina nella regione»

L'esercito iraniano ha dichiarato oggi di aver attaccato zone militari israeliane e basi aeree statunitensi nei paesi della regione, utilizzando missili e droni da questa mattina. «Anche la base aerea di al-Udeid in Qatar è stata presa di mira», si legge in una nota dell'esercito, citata dall'IRNA.

In mattinata sono state udite delle esplosioni nelle capitali del Qatar, Doha, e del Bahrein, Manama, secondo quanto riferito da giornalisti dell'AFP.

Il Ministero della difesa qatariota in una nota ha dichiarato soltanto che nelle prime ore di stamattina l'esercito è stato in grado di «intercettare e neutralizzare due missili balistici che hanno preso di mira diverse aree del paese».

Il portavoce del Ministero della difesa saudita, il maggiore generale Turki al-Malki, ha reso invece noto su X che «otto droni sono stati intercettati e distrutti nei pressi delle città di Riad e Al-Kharj».

Intanto le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono intervenute e hanno spento un incendio scoppiato nella zona dell'industria petrolifera di Fujairah, ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato, ripreso da Iran International. L'incendio è stato causato dai detriti provocati dall'intercettazione di un drone da parte delle difese aeree.

Mentre in Oman il porto di Duqm è stato preso di mira da diversi droni, uno dei quali ha colpito un serbatoio di carburante, riporta l'agenzia di stampa statale, ripresa dai media internazionali. «I danni risultanti sono stati riportati sotto controllo senza che siano state registrate vittime umane», ha affermato una fonte anonima della sicurezza. Lo stesso porto era già stato preso di mira da droni nel fine settimana. Secondo quanto riportato, un lavoratore era rimasto ferito.

11:09
11:09
«Nella notte colpito il quartier generale degli ayatollah a Teheran»

Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (IDF) Effi Defrin ha dichiarato che l'aeronautica militare ha attaccato il complesso della leadership iraniana, il quartier generale più importante e centrale del regime degli ayatollah a Teheran.

Nell'ambito dell'operazione, condotta sotto la direzione della Direzione dell'Intelligence, gli edifici governativi per la sicurezza sono stati colpiti durante la notte, nel cuore di Teheran.

Il portavoce ha riferito che anche «il centro di comunicazione e propaganda del regime è stato distrutto. L'Autorità per la radiodiffusione iraniana che invoca da anni la distruzione di Israele».

Durante l'attacco, ha aggiunto, circa 100 caccia dell'aeronautica hanno colpito sganciando circa 250 bombe.

10:48
10:48
La Francia noleggerà aerei per il rimpatrio dei connazionali «più vulnerabili»

La Francia si appresta a noleggiare degli aerei per rimpatriare i suoi connazionali "più vulnerabili" presenti nei paesi del Medio Oriente coinvolti nella guerra contro l'Iran, ha annunciato stamattina il ministro degli esteri Jean-Noël Barrot.

Intervistato da BFM TV, Barrot ha parlato di circa 400'000 cittadini francesi presenti nei 12 paesi interessati dal conflitto in corso.

10:43
10:43
Araghchi: «Il popolo americano si riprenda il suo paese»

«Il popolo americano merita di meglio e dovrebbe riprendersi il proprio paese», ha dichiarato oggi il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi sul suo account X, aggiungendo che «il signor Rubio (il segretario di Stato americano, ndr) ha ammesso ciò che tutti sapevamo: gli Stati Uniti sono entrati in guerra per scelta per conto di Israele. Non c'è mai stata una cosiddetta 'minaccia iraniana'». Ha poi aggiunto che «lo spargimento di sangue americano e iraniano ricade quindi sui sostenitori di Israel First».

Araghchi ha anche avuto una conversazione telefonica con il suo omologo cinese Wang Yi nella tarda serata di ieri. Ha fatto riferimento agli attacchi missilistici dell'Iran contro alcuni paesi della regione, affermando che «l'Iran non nutre alcuna ostilità nei confronti dei paesi del Golfo Persico. La nostra risposta difensiva contro le basi regionali statunitensi non dovrebbe essere considerata un attacco contro questi paesi».

Da parte sua l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha affermato che la Repubblica islamica risponderà agli attacchi di Stati Uniti e Israele fino a che continueranno i raid. «Finché la violazione persisterà, l'Iran agirà rapidamente e con risolutezza per proteggersi», ha detto Iravani parlando con i giornalisti al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. «Non prendiamo di mira i civili o gli interessi dei paesi vicini», ha poi sottolineato l'ambasciatore, come riferisce PressTV.

10:43
10:43
I prezzi delle navi per il gas naturale liquefatto raddoppiano

Con la guerra in Medio Oriente si registra un balzo dei prezzi per le navi cisterna utilizzate per il trasporto del gas naturale liquefatto. Gli armatori e i broker, secondo quanto riporta Bloomberg, chiedono oltre 200'000 dollari al giorno per le navi cisterna, circa il doppio del prezzo che veniva pagato prima dell'attacco all'Iran.

L'impennata delle tariffe delle navi, secondo quanto evidenzia l'agenzia, ha portato ad un calo vertiginoso delle richieste di utilizzo delle navi. Al momento, secondo quanto riferiscono fonti, non ci sono transazioni in corso con i prezzi correnti.

10:42
10:42
Sale a 787 il numero delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran

Il bilancio delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran è salito a 787: lo afferma la Mezzaluna Rossa iraniana.

10:28
10:28
Le criptovalute affondano con la guerra, Bitcoin a 67.000 dollari

Le criptovalute affondano con la guerra in Medio Oriente, dopo l'attacco all'Iran. Il Bitcoin è in calo del 3,5% a 67.000 dollari; male anche Binance (-2%), Dogecoin e Cardano (-4%) e Solana (-3,6%).

10:13
10:13
Witkoff: «L'Iran voleva usare la forza contro di noi, una mossa sciocca»

L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha affermato che l'Iran ha valutato male la squadra di Trump nei negoziati sul nucleare e che l'Iran ha tentato di usare la forza contro la delegazione americana durante i recenti colloqui sul nucleare. Lo riporta Iran International, media di opposizione basato a Londra.

«È stato piuttosto sciocco, ma pensavano di poter usare la forza contro di noi - afferma Witkoff -. Sapete, il presidente Trump ha mandato me e Jared (Kushner, ndr) lì per valutare seriamente, per suo conto, se fossero seriamente intenzionati a raggiungere un accordo che rispondesse ai suoi obiettivi. Siamo andati lì e abbiamo cercato di raggiungere un accordo equo con loro. Era chiarissimo che sarebbe stato impossibile, probabilmente entro la fine del secondo incontro, ma poi siamo tornati per il terzo incontro solo per fare un ultimo tentativo. Ovviamente, volevano che riportassimo una risposta positiva. Non è stato un incontro positivo», ha aggiunto.

Witkoff ha affermato che l'Iran ha avviato i recenti colloqui sul nucleare affermando un «diritto inalienabile» all'arricchimento di tutto il suo combustibile nucleare, una posizione che ha sorpreso la delegazione statunitense e ha sottolineato la difficoltà di raggiungere un accordo.

«Abbiamo discusso con loro di 10 anni senza alcun arricchimento, e che avremmo pagato per il combustibile, ma la proposta è stata categoricamente respinta, e il presidente sembrava aver condotto una trattativa in buona fede», ha detto Witkoff. «E loro hanno respinto questa affermazione, il che ci ha fatto capire in quel preciso momento che non volevano fare altro che trattenere l'arricchimento allo scopo di trasformarlo in un'arma».

10:12
10:12
L'annuncio dell'Iran: «650 soldati USA uccisi e feriti nei primi due giorni di guerra»

Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Mohammad Ali Naeini, ha affermato oggi che 650 soldati americani sono stati uccisi o feriti durante i primi due giorni della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

«I nostri missili e droni hanno ripetutamente preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein», ha dichiarato, citato da Mehr, aggiungendo che «tra le vittime americane figurano 160 soldati, uccisi durante gli attacchi iraniani contro questa struttura militare».

Naeini ha aggiunto che «le Guardie rivoluzionarie hanno inflitto gravi danni alla nave di supporto USNS MST con il lancio di missili. Inoltre, quattro missili da crociera sono stati lanciati contro la portaerei USS Abraham Lincoln, che successivamente si è ritirata verso l'Oceano Indiano sudorientale».

10:06
10:06
Nuovi attacchi su Teheran, Isfahan e Shiraz

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato stamattina una nuova serie di attacchi missilistici su Teheran. Le esplosioni sono state udite nella parte settentrionale e orientale della capitale. Esplosioni sono state udite nelle città iraniane di Isfahan e Shiraz, riferisce Sky News citando l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Entrambe le città sono state colpite da attacchi aerei negli ultimi quattro giorni.

Intanto al-Jazeera riferisce che lo storico Palazzo Golestan di Teheran, patrimonio mondiale dell'Unesco, ha subito gravi danni negli attacchi degli ultimi giorni di Israele e USA. Il Palazzo Golestan, residenza storica della dinastia reale Qajar, è il più antico monumento di Teheran, è parte di un complesso di edifici un tempo racchiusi dalle mura della cittadella. L'Unesco - aggiunge l'emittente - ha espresso «preoccupazione» per la protezione dei siti storici in tutto il Medio Oriente, nel contesto dell'escalation della guerra.

10:06
10:06
Il prezzo del gas sfiora i 60 euro, ai massimi dal 2022

Il prezzo del gas non arresta il rally e sfiora i 60 euro al megawattora, dopo un avvio già in forte rialzo. Sull'andamento delle quotazioni pesano la chiusura dello stretto di Hormuz e l'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo gli attacchi militari all'impianto di Ras Laffan.

Ad Amsterdam le quotazioni hanno raggiunto i 59,45 euro al megawattora, per poi ripiegare a 54,31 euro, in un aumento del 24%.

08:55
08:55
Danni all'impianto nucleare di Natanz in Iran

Le immagini catturate dalla società di intelligence Vantor nelle ultime 48 ore rivelano danni all'impianto nucleare di Natanz, una delle installazioni militari più sensibili dell'Iran e il suo più grande centro di arricchimento dell'uranio. Secondo l'analisi delle immagini fatta dalla CNN, un grande magazzino e due edifici più piccoli a due piani sono stati colpiti.

Le strutture erano punti di accesso per lavoratori e veicoli agli impianti sotterranei di Natanz, secondo l'Istituto per la scienza e la stabilità internazionale, che monitora il programma nucleare iraniano.

Il danno all'impianto sembrerebbe comunque essere relativamente piccolo se confrontato coi due attacchi americani allo stesso impianto nel giugno del 2025, quando il sito venne colpito con munizioni anti-bunker e missili da crociera.

08:46
08:46
Israele colpisce la sede della radio-tv pubblica IRIB a Teheran

L'esercito israeliano ha riferito di aver distrutto stanotte in un attacco la sede della radio-tv pubblica iraniana a Teheran. Era «il centro mediatico e propagandistico del regime terroristico iraniano», ha riferito l'IDF.

«Le attività del centro si svolgevano sotto la guida diretta delle Guardie Rivoluzionarie» e «sosteneva anche la distruzione dello Stato di Israele e l'uso di armi nucleari. Inoltre, contribuiva alla repressione del popolo iraniano e alla diffusione di falsità tra l'opinione pubblica», ha aggiunto. «L'IDF continuerà prendere di mira le infrastrutture del regime iraniano in tutta Teheran».

Su Telegram l'emittente statale iraniana IRIB ha segnalato nella notte due esplosioni vicino alla sua sede a Teheran, ma ha affermato di continuare le sue trasmissioni nonostante la campagna di bombardamenti israelo-americani in corso.

Al contempo anche l'emittente televisiva libanese al-Manar, affiliata al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato stanotte che i suoi uffici nella periferia sud di Beirut sono stati bombardati dall'esercito israeliano. «Il nemico sionista sta prendendo di mira l'edificio di al-Manar nel quartiere di Haret Hreik», ha scritto l'emittente su Telegram.

08:36
08:36
Prezzo del gas in rialzo, oltre i 50 euro al megawattora

Avvio in rialzo per il prezzo del gas, con l'escalation in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz. Sulle quotazioni influisce anche l'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo gli attacchi militari all'impianto di Ras Laffan. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un incremento del 12,2% a 50,50 euro al megawattora.

08:28
08:28
Le truppe di terra dell'IDF entrano in Libano

L'esercito israeliano (IDF) è entrato nel Libano meridionale via terra conquistando diverse posizioni nella regione, nell'ambito del piano per rafforzare la difesa del fronte. Lo riferisce il portavoce dell'esercito Nadav Shoshani.

Secondo il portale israeliano Ynet, che cita un testimone oculare sentito dalla Reuters, l'esercito libanese si è ritirato da almeno sette posizioni in prima linea lungo il confine con Israele.

«L'IDF sta operando oltre i cinque punti ancora sotto controllo israeliano dal cessate il fuoco del 2024», ha detto Shoshani. ''Hezbollah ha sparato ininterrottamente nelle ultime 24 ore. C'è una minaccia concreta di infiltrazioni e non intendiamo che si replichi la situazione di un anno e mezzo fa in cui le proxy iraniane in Libano sparavano alla nostra popolazione civile da postazioni nel sud del Libano. Non intendiamo correre nessun rischio per la nostra popolazione''.

Da parte sua il ministro israeliano della difesa Israel Katz ha dichiarato che l'avanzata dell'IDF nel Libano meridionale ha lo scopo di impedire il «fuoco diretto» sulle comunità israeliane. «Per impedire la possibilità di attacchi diretti contro le comunità israeliane, il primo ministro Benyamin Netanyahu e io abbiamo autorizzato l'IDF ad avanzare e a mantenere ulteriore territorio dominante in Libano e a difendere da lì le comunità di confine», ha detto. «L'IDF continua a operare contro gli obiettivi di Hezbollah in Libano. L'organizzazione terroristica sta pagando e pagherà un prezzo elevato per il fuoco contro Israele», ha aggiunto.

Stamani Hezbollah ha affermato di aver preso di mira tre basi militari israeliane in risposta agli attacchi contro le roccaforti del gruppo in Libano, tra cui la periferia sud di Beirut. «In risposta alla criminale aggressione israeliana contro decine di città e paesi libanesi», i combattenti di Hezbollah hanno preso di mira con droni la base aerea di Ramat David e la base di Meron nel nord di Israele, ha affermato il gruppo sostenuto dall'Iran in diverse dichiarazioni, aggiungendo di aver anche preso di mira una base sulle alture del Golan con un bombardamento di razzi.

L'IDF riferisce che la Marina israeliana ha ucciso ieri a Beirut Reza Khuza'i, il comandante della Forza Quds di Hezbollah, che ricopre anche la carica di capo di Stato maggiore del Corpo d'armata libanese.

Khuza'i è era considerato un fattore chiave nel rafforzamento del potere di Hezbollah. Era responsabile delle relazioni tra Hezbollah e l'Iran, e in particolare del collegamento tra le esigenze dell'organizzazione terroristica di Hezbollah e le risorse fornite dall'Iran. Ha contribuito a stabilire rotte per il trasferimento di armi dall'Iran al Libano e a supportare i piani di produzione di armi di Hezbollah sul suolo libanese.

07:26
07:26
Sale a 6 il numero di militari americani uccisi dall'inizio dell'attacco in Iran

Salgono a sei i militari americani uccisi in Iran dall'inizio dell'operazione. Lo riferisce il Comando centrale americano.

Le forze statunitensi hanno recentemente recuperato i resti di due militari, precedentemente considerati dispersi, da una struttura colpita durante i primi attacchi iraniani nella regione, si legge in un post del Comando centrale sulle reti sociali nel quale si precisa che "le operazioni di combattimento continuano. L'identità dei caduti verrà tenuta nascosta per 24 ore dopo la notifica ai familiari più prossimi".

07:25
07:25
«Il personale non d'emergenza degli USA lasci Bahrein, Giordania e Iraq»

 Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale «non di emergenza» di lasciare Bahrein, Giordania e Iraq. Inoltre l'ambasciata statunitense a Riad conferma l'attacco subìto e chiude temporaneamente.

06:41
06:41
Israele: «In corso attacchi simultanei contro l'Iran e contro Hezbollah»

«L'IDF sta attualmente conducendo attacchi simultanei a Teheran e Beirut. L'Aeronautica Militare israeliana ha avviato attacchi mirati contro obiettivi militari del regime terroristico iraniano e dell'organizzazione terroristica Hezbollah». Lo scrive l'IDF su Telegram.

«Un aereo dell'Aeronautica Militare israeliana ha colpito e smantellato una cellula di agenti del sistema di difesa aerea del regime terroristico iraniano mentre tentavano di azionare sistemi contro l'IDF - scrive Tsahal - L'Aeronautica Militare israeliana continua a colpire i lanciatori di missili balistici iraniani e i siti di lancio che prendono di mira i velivoli dell'Aeronautica Militare israeliana».

«L'IDF non permetterà al regime terroristico iraniano di colpire i velivoli dell'Aeronautica Militare israeliana e continueranno a colpire i tentativi di armare i lanciamissili. L'Aeronautica Militare israeliana continua a colpire siti di lancio di missili, lanciamissili e missili balistici».

06:40
06:40
Al Jazeera: «Nuovi attacchi dell'IDF su Beirut»

Al Jazeera Arabic riporta di nuovi raid israeliani nel quartiere di Haret Hreik, nella periferia di Dahiyeh a Beirut, dopo almeno due attacchi a Dahiyeh nelle ultime ore.

L'esercito israeliano ha inoltre emesso un ordine di sfollamento forzato per il quartiere di Al Hadath a Dahiyeh.

06:27
06:27
Il punto alle 6.00

«Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori. Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi». È quanto ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Le guerre possono essere combattute 'per sempre', e con grande successo, usando solo queste scorte, che sono migliori delle migliori armi di altri paesi! aggiunge Trump - Al massimo livello, abbiamo una buona scorta, ma non siamo dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi nei paesi periferici».

Nelle ore precedenti, la CNN, citando un alto funzionario statunitense, aveva dichiarato che gli Stati Uniti stanno preparando un «forte aumento» degli attacchi all'Iran nelle prossime 24 ore, in linea con quanto anticipato dal presidente Donald Trump sulle azioni militari in arrivo, ancora più dure di quelle finora messe in campo. 

Attacco all'ambasciata USA a Riad

Nella notte, un attacco con due droni ha provocato un incendio nell'ambasciata USA a Riad: lo ha fatto sapere il ministero della Difesa saudita. La notizia è riportata dai media internazionali. Tre persone hanno riferito a Reuters che si è sentita una forte esplosione e sono state viste fiamme all'ambasciata. Una delle fonti ha affermato che l'incendio è stato di lieve entità. Testimoni hanno riferito all'Afp di una colonna di fumo.

Nelle ore successive, gli USA hanno dichiarato che risponderanno all'attacco. Nella prima reazione sulla vicenda, il presidente Donald Trump ha detto che «presto scoprirete quale sarà la ritorsione» all'attacco e alla morte di militari statunitensi durante il conflitto in Iran, ha postato Kellie Meyer di NewsNation su X, citando un'intervista con il tycoon. «Mi ha anche detto che non crede che saranno necessari interventi sul campo», ha aggiunto Meyer. L'ambasciata Usa a Riad è stata colpita da due droni, provocando un incendio limitato e alcuni danni materiali, nel resoconto diffuso dal ministero della Difesa saudita.

Le ultime ore

Nelle ultime ore, l'esercito israeliano ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per decine di località in Libano. L'avviso include anche un avvertimento ai residenti di due quartieri a sud di Beirut di tenersi lontani da diversi edifici in vista di un'imminente azione militare.

«Avviso urgente ai residenti del Libano, in particolare nei villaggi i cui nomi sono indicati. Per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente le vostre case», si legge in una dichiarazione del portavoce militare in lingua araba Avichay Adraee, su Telegram, che elenca 50 località. «Vi trovate vicino a strutture e interessi di Hezbollah, contro i quali le Idf opereranno nel prossimo futuro», ha detto ai residenti dei quartieri a sud di Beirut, Ghobeiry e Haret Hreik, in un altro avviso di evacuazione. 

In Iran, invece, L'Iranian Students News Agency (Isna) afferma che alcune parti della sede centrale della tv Irib a Teheran sono state colpite da attacchi statunitensi e israeliani, ma grazie alle «precauzioni» adottate, il segnale per la trasmissione delle notizie non è stato compromesso e le operazioni sono ancora in corso, ha affermato l'Isna in un post su X.

Anche il complesso governativo Shahid Motahhari, vicino alle vie Vali Asr e Imam Khomeini nel centro di Teheran, è stato preso di mira dagli attacchi questa mattina presto, ha affermato l'Isna in un post separato su X. Diverse esplosioni sono state udite anche nel centro, a nord e a ovest della capitale, ha aggiunto l'Isna.

Nel frattempo, funzionari militari statunitensi hanno dichiarato di aver distrutto i posti di comando delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, nonché le basi di difesa aerea e di lancio di missili iraniani, durante la guerra in Medio Oriente scoppiata nel fine settimana. «Le forze statunitensi hanno distrutto le strutture di comando e controllo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, le capacità di difesa aerea iraniane, le basi di lancio di missili e droni e gli aeroporti militari durante operazioni prolungate», ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti in un post su X. 

I pasdaran, al tempo stesso, affermano di aver effettuato questa mattina un «massiccio attacco con droni e missili» contro una base aerea statunitense nella zona di Sheikh Isa, in Bahrein. Lo riporta Al Jazeera. Avrebbero lanciato 20 droni e tre missili, «distruggendo l'edificio principale del comando e del quartier generale della base aerea statunitense e incendiando i serbatoi di carburante». Non ci sono stati commenti immediati dal Bahrein.