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Gli Stati Uniti «monitoreranno» la tregua con un'operazione alla quale gli europei «parteciperanno» con i militari dei paesi che hanno dato la loro disponibilità – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:39
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Varate le «garanzie di sicurezza» per Kiev
«Una giornata storica», ha esultato il presidente francese Emmanuel Macron. La coalizione dei cosiddetti volenterosi per l'Ucraina, 35 paesi rappresentati a Parigi, hanno varato le controverse «garanzie di sicurezza» per Kiev quando e se sarà raggiunto il cessate il fuoco. Stavolta con una lunga riunione alla quale hanno partecipato gli inviati del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Gli Stati Uniti «monitoreranno» la tregua con un'operazione alla quale gli europei «parteciperanno» con i militari dei paesi che hanno dato la loro disponibilità. Per ora hanno già firmato Francia e Gran Bretagna, mentre la Germina si è detta disponibile a inviare le sue forze in un paese Nato confinante con l'Ucraina. La premier della vicina penisola Giorgia Meloni ha confermato invece «il sostegno dell'Italia alla sicurezza dell'Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto» ribadendo «l'esclusione di truppe italiane sul terreno».
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è apparso molto soddisfatto per i risultati raggiunti sulle garanzie di sicurezza occidentali, che diventano «vincolanti» per gli alleati: «È importante - ha osservato nella conferenza stampa finale all'Eliseo, al fianco di Macron, del premier britannico Keir Starmer e del cancelliere tedesco Friedrich Merz - che la coalizione disponga oggi di documenti sostanziali, e non soltanto di parole». Dopo tanti mesi ci sono «contenuti concreti» ed una determinazione «per una sicurezza reale».
Macron ha parlato di «un'architettura di sicurezza robusta» ed è toccato ancora a lui, subito dopo la conclusione dei lavori, annunciare che le garanzie di sicurezza vedono ormai una «convergenza inedita». Non solo tra gli europei ma anche e soprattutto con gli USA, che si sono detti pronti a sostenere la forza multinazionale nel dopoguerra e a intervenire in caso di un nuovo attacco russo.
«Trump non rinnega mai i suoi impegni» ed «è impegnato per l'Ucraina», ha sottolineato Witkoff. Al suo fianco Kushner che ha parlato di «una tappa fondamentale, molto importante». Ma non significa ancora la pace, ha rimarcato lanciando la palla nel campo di Kiev: «Deve sapere che se accetterà l'accordo sul piano di pace, sarà al sicuro».
Sul fronte operativo, Macron ha spiegato che la forza multinazionale sarà dispiegata dal giorno seguente l'entrata in vigore della tregua, «nei cieli, nei mari e a terra», ma sempre «lontana dalla linea di contatto». «Sono in corso i preparativi», ha precisato il presidente francese.
I 35 e la controparte americana hanno trovato l'accordo con Kiev per l'entrata in vigore di «meccanismi di sorveglianza della tregua» in Ucraina che «saranno posti sotto la leadership americana», ma «con contributi di diversi Stati che hanno annunciato la loro disponibilità» con «una cellula di coordinamento che consentirà di integrare pienamente tutti gli eserciti competenti e che consentirà il coordinamento fra la coalizione dei volenterosi, gli Stati Uniti d'America e l'Ucraina».
Questo insieme di garanzie, rese operative dai militari dei paesi disponibili dei volenterosi con il sostegno americano, sono «la chiave affinché mai un accordo di pace possa significare - ha aggiunto Macron - una resa ucraina e mai un accordo di pace possa significare una nuova minaccia» per Kiev da parte della Russia.
Stavolta, come preannunciato alla vigilia dai consiglieri dell'Eliseo, non c'è stata alcuna telefonata a Trump dopo la riunione dei volenterosi, perché il presidente americano aveva assicurato attraverso i suoi emissari di fiducia, Witkoff e Kushner, la sua presenza alla decisiva riunione.
Il lavoro non è finito e proseguirà già domani: la squadra americana resterà a Parigi per incontri tecnici e operativi con le controparti dei volenterosi.
15:12
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Gli Stati Uniti garantiranno un «sostegno» alla forza multinazionale in Ucraina «in caso di attacco» russo
Gli Stati Uniti garantiranno un «sostegno» alla forza multinazionale in Ucraina «in caso di attacco» russo, secondo quanto si legge nella bozza della dichiarazione finale della riunione dei Volenterosi a Parigi.
Nel documento provvisorio è anche scritto che gli alleati di Kiev sono pronti a garanzie di sicurezza «legalmente vincolanti», scrive l'agenzia di stampa italiana Ansa.
«Diplomazia e assistenza concreta devono andare di pari passo. La Russia non smette di attaccare il nostro paese e ora dobbiamo rafforzare la difesa aerea per proteggere la nostra gente, le nostre comunità e le infrastrutture critiche. Ogni consegna di missili di difesa aerea salva vite umane e aumenta le possibilità di successo diplomatico. Ecco perché ogni incontro deve produrre risultati concreti: nuove decisioni in materia di difesa aerea, nuovi pacchetti di assistenza e nuove capacità per proteggere i cieli. Durante il nostro incontro con il presidente (francese Emmanuel) Macron, abbiamo discusso esattamente di questo: delle reali capacità dell'Ucraina di contrastare il terrorismo russo, della nostra difesa e del sostegno che può rafforzare le nostre posizioni diplomatiche». Lo scrive sulla piattaforma di messaggistica Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l'incontro con il capo dello Stato francese prima della riunione dei Volenterosi a Parigi.
13:42
13:42
Le garanzie di sicurezza per Kiev saranno vincolanti
Le garanzie di sicurezza per l'Ucraina includeranno «impegni vincolanti» a sostenere il paese «in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia al fine di ripristinare la pace». Lo afferma la bozza di dichiarazione del vertice della Coalizione dei volenterosi in programma a Parigi, riportata dalla Reuters sul sito.
«Tali impegni potrebbero includere l'uso di capacità militari, intelligence e supporto logistico, iniziative diplomatiche, adozione di ulteriori sanzioni», sostiene il documento, che deve ancora essere approvato dai leader.
12:35
12:35
Zelensky giunto a Parigi, previsto anche un incontro solo con gli USA
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Parigi, dove alle 15.00 comincerà la riunione della Coalizione dei volenterosi. Lo rende noto il portavoce presidenziale ucraino Serhiy Nikiforov secondo quanto riporta l'«Ukrainska Pravda».
Zelensky ha in programma un incontro separato con il presidente francese Emmanuel Macron e poi un incontro congiunto con gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner.
Alle 15.00 il vertice a porte chiuse dei Volenterosi mentre alle 18.15 si terrà una conferenza stampa congiunta di Zelensky, Macron, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
In serata si terrà anche un incontro separato tra la squadra negoziale ucraina, guidata dal presidente, e la delegazione americana.
11:22
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La Russia ha lanciato 61 droni contro l'Ucraina
L'Aeronautica militare ucraina ha reso noto che ieri in serata e nella notte la Russia ha lanciato 61 droni contro l'Ucraina; circa 40 erano droni da attacco di tipo Shahed, riporta RBC-Ukraine.
Nella notte sono stati ripetutamente dichiarati allarmi antiaerei a Kiev e nella maggior parte delle regioni dell'Ucraina. Oltre che per gli attacchi dei droni russi anche per la minaccia di missili balistici e il decollo di due MiG-31K, che hanno portato a due allerte su larga scala nel paese.
La notte è stata tesa per Kiev e non è trascorsa senza conseguenze. Nel distretto di Obolonskyi, una struttura medica privata è stata danneggiata da un attacco di droni russi, costringendo i pazienti a evacuare.
Intanto il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha ha reso noto su X che un «attacco mirato russo» ha danneggiato ieri uno stabilimento per la produzione di olio di girasole di proprietà del gruppo statunitense Bunge nella città ucraina di Dnipro.
«Questo attacco non è stato un errore: è stato deliberato, perché i russi hanno tentato di colpire questa struttura più volte», ha sostenuto Sybiha. «La Russia sta prendendo di mira sistematicamente le aziende americane in Ucraina», ha aggiunto.
Il sindaco di Dnipro, Boris Filatov, ha aggiunto su Telegram che «300 tonnellate di olio» sono state riversate verso l'esterno della fabbrica come conseguenza di questo attacco, con i servizi comunali che sono stati attivati per ripulire le strade circostanti ed evitare «che l'olio finisca nel fiume e provochi un disastro ambientale».
10:22
10:22
A Parigi oggi si riuniscono i Volenterosi
Gli stati europei riuniti nella coalizione dei «Volenterosi» per sostenere l'Ucraina incontrano oggi a Parigi gli emissari americani per una riunione che mira a far emergere la «convergenza» sulle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev e a precisare i contorni della «forza multinazionale» che dovrebbe entrare in scena dopo un'eventuale tregua con la Russia.
Fonti dell'Eliseo definiscono la riunione di oggi come il coronamento degli sforzi che Emmanuel Macron ha avviato da un anno, dopo l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, per evitare che gli Stati Uniti «abbandonassero l'Ucraina». «Noi - ha spiegato uno dei consiglieri del presidente francese - siamo riusciti in quest'operazione di riconvergenza fra l'Ucraina, l'Europa e l'America».
Macron attende oggi, in una capitale francese imbiancata dalla neve, l'omologo ucraino Volodymyr Zelensky e gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner per un pranzo all'Eliseo.
La successiva riunione, nel primo pomeriggio, riunirà 35 paesi, 27 dei quali saranno rappresentati da capi di Stato o di governo. Attesi anche i capi della NATO e dell'Unione europea.
A fine pomeriggio è in programma una conferenza stampa con Macron, Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
07:10
07:10
Il punto alle 7
Il Ministero della difesa russo afferma che le difese aeree hanno abbattuto stanotte 129 droni ucraini sulle regioni russe. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass.
Ukrinform riporta che il governatore Igor Artamonov ha riferito di un incendio in un impianto industriale nel distretto di Usmansky, nella regione di Lipetsk, dopo lo schianto di un drone. Secondo quanto riportato dalla fonte, l'incendio si è verificato presso la Usmanskaya Naftobaza Llc nel villaggio di Striletski Khutory. Secondo i dati pubblici, l'azienda si occupa della vendita, dello stoccaggio e del trasbordo di prodotti petroliferi e fornisce anche servizi di trasporto di questi prodotti.
Numerose esplosioni sono state udite anche a Penza e a Yaroslavl, nella zona in cui si trovano la raffineria e il deposito di petrolio, e a Sterlitamak (Bashkortostan), dove si trova l'impianto petrolchimico JSC «SNHZ», che in passato era stato ripetutamente attaccato, riporta ancora Ukrinform.
Da parte sua il ministro degli esteri ucraino Andrii Sybiha ha reso noto su X che un «attacco mirato russo» ha danneggiato ieri uno stabilimento per la produzione di olio di girasole di proprietà del gruppo statunitense Bunge nella città ucraina di Dnipro.
«Questo attacco non è stato un errore: è stato deliberato, perché i russi hanno tentato di colpire questa struttura più volte», ha sostenuto Sybiha. «La Russia sta prendendo di mira sistematicamente le aziende americane in Ucraina», ha aggiunto.
Il sindaco di Dnipro, Boris Filatov, ha aggiunto su Telegram che «300 tonnellate di olio» sono state riversate verso l'esterno della fabbrica come conseguenza di questo attacco, con i servizi comunali che sono stati attivati per ripulire le strade circostanti ed evitare «che l'olio finisca nel fiume e provochi un disastro ambientale».
