«Il caos a Heathrow? Si poteva evitare»

«L'aeroporto di Heathrow è stato avvertito dalle compagnie aeree sulla fornitura di energia elettrica giorni prima dell'interruzione del servizio, a causa di in un incendio». Questo è quanto ha dichiarato dal capo del Comitato degli operatori aerei di Heathrow a un gruppo di parlamentari, nelle scorse ore. Nello specifico, l'uomo ha affermato di aver sottoposto all'aeroporto le sue preoccupazioni sulla fornitura di energia già gli scorsi 15 e 19 marzo. Pochissimi giorni prima, insomma, dell'incendio che ha paralizzato il traffico aereo europeo, per diciotto ore, lo scorso 21 marzo.
Nigel Wicking – questo il nome del direttore generale del comitato degli operatori aerei di Heathrow – ha dichiarato di aver sollevato casi di «furto di fili e cavi intorno ad alcuni impianti di alimentazione» che, a suo dire, hanno temporaneamente messo fuori uso le luci della pista, fondamentali per la sicurezza dei passeggeri.
Parlando ai parlamentari della commissione trasporti, Wicking ha sottolineato che il temporaneo malfunzionamento delle luci della pista, notato prima dell'incendio, lo aveva «ovviamente preoccupato». Motivo per cui aveva portato alla luce il problema. «Volevo capire meglio la resilienza su scala globale dell'aeroporto», ha spiegato. Quello di Heathrow, come ha ricordato Wicking, è «l'aeroporto più costoso al mondo, per quanto riguarda le tariffe dei passeggeri». «Per questa ragione, dal nostro punto di vista, dovremmo fornire il miglior servizio. Dovemmo avere le migliori infrastrutture».
Come anticipato, Wicking ha quindi dichiarato di aver parlato delle sue perplessità al direttore del Team Heathrow prima il 15 marzo e poi, due giorni prima dell'incendio, il 19 marzo, con il Chief Operating Officer e il Chief Costumer Office. Eppure, nonostante il confronto tra i due, le cose hanno preso un'altra piega. E, solamente poche ore dopo, tutti i voli diretti o in partenza dallo scalo londinese sono stati, improvvisamente, interrotti, a causa dell'incendio. Come aveva dichiarato il capo di Heathrow, Thomas Woldbye, l'aeroporto si è reso conto solo «nelle prime ore di venerdì 21 marzo» che qualcosa non andava e stavano «perdendo l'energia elettrica». Il tutto, senza mai menzionare le preoccupazioni espresse dal capo del Comitato degli operatori aerei.
Poco dopo l'avviso, come affermato dallo stesso Woldbye, l'aeroporto aveva quindi ricevuto una chiamata dai vigili del fuoco, nella quale annunciavano che la sottostazione di North Hyde era in fiamme. Da quel momento, poi, è stato il caos. Caos che, tuttavia, come trapelato, di nuovo, dalle parole di Nigel Wicking, si sarebbe parzialmente potuto evitare. Non solo con un'attenta analisi della fornitura di energia.
A detta del capo del Comitato degli operatori aerei, infatti, il terminal 5 di Heathrow avrebbe potuto riaprire prima di quanto accaduto. «Mi è sembrato di capire, sia da British Airways che il giorno stesso, che tutto era pronto per operare a metà mattina, entro le 10». Una versione diversa rispetto a quella fornita da Wicking che, al contrario, ha sottolineato di aver mantenuto l'aeroporto chiuso per evitare «danni ai passeggeri».
