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Il caso internazionale della copertina dell’Espresso, tra accuse di antisemitismo e disinformazione

In copertina una foto di un colono isareliano armato che sorride mentre riprende con il cellulare una donna palestinese
© L'Espresso
Facta.News
19.04.2026 10:00

Nel suo numero del 10 aprile, il settimanale italiano L’Espresso ha pubblicato in copertina una foto di un colono isareliano armato che sorride mentre riprende con il cellulare una donna palestinese. Il numero del settimanale è stato intitolato «L’abuso», e all’interno tratta della violenza in corso in Cisgiordania da parte dei coloni contro i palestinesi, con il supporto dell’esercito israeliano. 

La scelta di quella foto ha portato L’Espresso al centro di un vortice disinformativo – nato da ambienti israeliani e filo-israeliani che ha fatto il giro del mondo – secondo cui l’immagine diffonderebbe disinformazione e addirittura sarebbe un falso generato con l’intelligenza artificiale. Uno dei primi ad attaccare la rivista è stato l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled, che su X ha parlato di «uso manipolatorio» perché «l'immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio». 

La foto e l’IA

Dopo la pubblicazione della copertina da parte de L’Espresso, sui social vari utenti hanno iniziato a metterne in dubbio la sua autenticità, sostenendo che la foto fosse falsa e generata con intelligenza artificiale. Questa tesi si è rafforzata anche grazie a Grok, il chatbot di X, che ha riferito per l’appunto che la foto fosse un falso generato con IA. 

L’accusa, però, è infondata. Lo scatto è reale ed è stato realizzato dal fotografo italiano Pietro Masturzo a ottobre 2025 in Cisgiordania, dove stava lavorando a un reportage fotografico. Nel suo lavoro, Masturzo aveva fotografato gli attacchi dei coloni israeliani alle coltivazioni dei palestinesi, nello specifico contro gli ulivi. Una situazione denunciata all’epoca anche dall’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati. L’uomo armato, tra l’altro, è presente in altri scatti del progetto fotografico di Masturzo e in altre foto di diversi fotografi presenti sul luogo.

Il falso «dietro le quinte» della foto

Negli stessi giorni, è circolata sui social un’mmagine simile a quella de L’Espresso, in cui però i soggetti ritratti – l’uomo israeliano armato e la donna palestinese – si sorridono a vicenda e si tengono per mano. Una foto che è stata diffusa per sostenere che la copertina de L’Espresso fosse manipolatoria e che non ci fosse stato alcun abuso nei confronti dei palestinesi.

In realtà, questa immagine è falsa, ed è stata generata con l’intelligenza artificiale. A realizzarla è stato un utente che ha poi ammesso di averla creata artificialmente. Un'ulteriore analisi con lo strumento SynthID Detector di Google ha confermato che l’immagine era stata creata da Gemini. 

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