Guerra

Il «Cigno Bianco» russo spaventa l'Occidente: il ritorno del Tu-160 nei cieli dell'Artico

Il bombardiere di Mosca, lo scorso novembre, è stato avvistato sull'Artico: può lanciare missili da crociera, armi ipersoniche e persino testate nucleari, sebbene queste ultime vengano caricate solo in caso di emergenza
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Red. Online
13.02.2026 09:06

Un gigantesco aereo bianco sorvola l'Artico. È il Tupolev Tu-160 russo, noto anche come Cigno Bianco. Il Tu-160 è uno dei velivoli da combattimento più grandi e pesanti al mondo, nonché uno dei pochi bombardieri in grado di raggiungere il doppio della velocità del suono grazie a quattro potenti motori a reazione.

Questo jet, leggiamo, è nato negli anni Settanta, durante la Guerra Fredda. All'epoca, l'Unione Sovietica cercava un bombardiere capace di competere con gli Stati Uniti e di percorrere grandi distanze ad alta velocità. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la flotta è stata progressivamente ridotta. Solo negli anni Duemila il bombardiere è stato gradualmente rinnovato dal punto di vista tecnico. Oggi, il Cigno Bianco sembra essere tornato a recitare un ruolo chiave all'interno dell'aeronautica russa. E il motivo è presto detto: la guerra in Ucraina e le tensioni con l'Occidente, o meglio la NATO.

Secondo quanto riportato dai media specializzati, tra cui il portale di politica di sicurezza 19Fortyfive e la piattaforma Army Recognition, citati dal Blick, il Cremlino sta accelerando sul fronte del Tu-160 a causa dei ritardi accumulati dai suoi bombardieri stealth. A differenza delle precedenti modernizzazioni, l'obiettivo attuale è la costruzione di strutture interamente nuove. Il Tu-160 è dotato di ali a geometria variabile, dette anche ali pivotanti, ed è in grado di lanciare missili da crociera, armi ipersoniche e persino testate nucleari, sebbene queste ultime vengano caricate solo in caso di emergenza e non facciano parte dell'equipaggiamento standard. Inoltre, il bombardiere può operare ad alta quota, il che lo rende difficile da intercettare per la difesa aerea ucraina. In totale, il jet può trasportare 45 tonnellate di munizioni con un equipaggio di quattro persone.

Il potenziale del Tu-160 preoccupa e non poco la NATO, che osserva molto da vicino le missioni del Cigno Bianco. Nel novembre 2025, un Tu-160 aveva effettuato un pattugliamento di undici ore sopra le acque internazionali dell'Artico. I rapporti della NATO avevano dato ampio risalto a questa operazione, come riportato da Army Recognition. Il Cremlino dichiara costantemente che tali voli servono solo a scopo di addestramento e che gli equipaggi rispettano le leggi internazionali sull'aviazione; tuttavia, la missione allora era stata interpretata come un chiaro segnale rivolto all'Alleanza Atlantica. Lo schema, più ampio, comprende infatti pattugliamenti di caccia russi sopra l'Artico, l'Atlantico settentrionale, il Pacifico, il Mar Nero e il Mar Baltico, pattugliamenti seguiti da vicino dai membri della NATO come Turchia, Norvegia e Regno Unito. In diverse occasioni, questi Paesi hanno inviato i propri aerei da caccia per intercettare e scortare i pattugliatori russi.

In ogni caso, l'esercito russo deve fare i conti con diverse carenze. Sebbene la produzione in serie del Tu-160 sia stata rilanciata in tempo prima della guerra in Ucraina, secondo i media specializzati il numero di unità attualmente in servizio rimane limitato. Una cosa è certa: l'Occidente continuerà a monitorare con estrema attenzione le attività dei Tu-160 nel prossimo futuro.