Il Giappone smentisce un impegno navale in Medio Oriente

Il governo giapponese ha smentito le dichiarazioni dell'ambasciatore americano all'ONU Mike Waltz, secondo cui Tokyo si sarebbe impegnata a inviare unità della Marina militare di autodifesa (MSDF) in Medio Oriente nel contesto del conflitto in Iran.
«Il Giappone non ha assunto impegni specifici», ha affermato il ministro della difesa Shinjiro Koizumi durante una conferenza stampa.
Waltz era intervenuto poche ore prima ad un programma televisivo dichiarando che i partner di Washington, incluso il Giappone, offriranno supporto per la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall'Iran. «Abbiamo appena avuto l'impegno della premier giapponese Sanae Takaichi a impiegare unità della sua Marina», aveva affermato Waltz dopo il vertice di giovedì scorso della leader conservatrice e il presidente americano Donald Trump.
Le smentite giapponesi - confermate ieri anche dal capo di Gabinetto Minoru Kihara - evidenziano una divergenza di interpretazioni tra gli alleati sulle effettive aspettative dell'amministrazione Trump verso Tokyo.
Domenica anche il ministro degli esteri Toshimitsu Motegi aveva precisato che un eventuale impiego della MSDF per operazioni di sminamento nello Stretto potrebbe essere prese in considerazione «solo in caso di cessate il fuoco completo nel conflitto», ricordando che nel 1991 unità giapponesi furono effettivamente impiegate per sminamento nel Golfo Persico dopo l'armistizio della Guerra del Golfo. Le capacità di sminamento della Marina giapponese sono considerate tra le più avanzate al mondo.