Il Marocco chiede a Mosca un processo equo per il giovane condannato a morte

Il Consiglio nazionale per i diritti umani (Cndh), organismo ufficiale in Marocco, ha invitato le autorità russe a garantire un «processo equo» in appello al giovane marocchino condannato a morte dai separatisti filorussi per aver combattuto con l'esercito ucraino.
Brahim Saadoun, 21 anni, è stato condannato a morte il 9 giugno - insieme a due britannici - dalla Corte suprema della cosiddetta Repubblica popolare di Donetsk, regione separatista filorussa, per «aver partecipato ai combattimenti come mercenari».
La presidente della Cndh Amina Bouayach ha contattato l'Alto Commissario per i diritti umani in Russia per «prendere le misure necessarie per garantire a Brahim Saadoun un processo equo durante il suo giudizio d'appello», ha detto una fonte dell'organizzazione marocchina.