Ibiza

«Il neonato l'abbiamo salvato noi, l'equipaggio guardava»: passeggeri contro Swiss

Due testimoni accusano l'equipaggio di non aver partecipato alla rianimazione a bordo del volo Ibiza-Zurigo — La compagnia respinge le critiche e difende il proprio operato
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Red. Online
17.06.2026 16:40

Sabato sera – lo ricordiamo – un neonato è stato colto da un malore in fase di rullaggio a Ibiza su un aereo Swiss partito da Zurigo. Per il piccolo si sono rese necessarie le manovre di rianimazione sul velivolo prima di essere preso a carico dai soccorsi, giunti direttamente sulla pista. Una storia fortunatamente finita bene, ma sulla quale non mancano le polemiche da parte degli altri passeggeri presenti.

Stando a 20 Minuten, da loro direttamente contattato, la versione inizialmente raccontata non sarebbe del tutto corretta. Partiamo però, da quanto accaduto: per via del forte vento in fase di avvicinamento alla pista, l’aereo avrebbe oscillato leggermente e al momento dell’atterraggio alcuni viaggiatori sarebbero stati persino sbalzati in avanti per l brusca frenata. Ed è stato proprio in quel momento che la madre del bambino ha iniziato a urlare chiedendo aiuto.

Rianimazione da parte di un passeggero

Uno dei passeggeri ha raccontato al quotidiano d’oltralpe di aver capito fin da subito che qualcosa non andava, motivo per cui si è precipitato ad aiutare la donna. Ha quindi spiegato che il neonato stava ansimando fra le sue braccia, poi un altro passeggero – credendo che si stesse strozzando con qualcosa – ha provato a dargli dei colpi sulla schiena. Ma la situazione era ben peggiore: il bambino aveva pure smesso di muoversi, restando completamente immobile. Da lì la necessità di intervenire tempestivamente, girando il piccolo sulla schiena e procedendo con l’altro uomo in un massaggio cardiaco alternato alla respirazione artificiale, anche perché il bebè aveva già le labbra blu.

Equipaggio negligente?

L’uomo ha poi raccontato che l’equipaggio, una volta arrivato, nonostante si sia reso conto della gravità della situazione, non avrebbero dato una mano nel processo di rianimazione. Sarebbero semplicemente rimasti lì a guardare con le braccia incrociate. Solo in un secondo momento avrebbero portato un carrello di servizio sul quale adagiare l’infante.

Ambulanza allertata in anticipo

Fortunatamente, l’ambulanza era già stata allertata in anticipo, motivo per cui all’arrivo a Ibiza era già presente sulla pista.  «Ho preso in braccio il bambino, insieme alla sua bombola d'ossigeno, l'ho portato fuori dall'aereo accanto ai genitori e l'ho affidato ai soccorritori», ha spiegato il passeggero, sottolineando che, tuttavia, i media hanno attribuito la rianimazione all’equipaggio. «È falso: è stato il coraggio dei passeggeri a salvargli la vita».

Un’altra testimonianza conferma la versione

Anche una donna presente sul volo conferma questa versione, spiegando che era seduta due file dietro la madre e il bambino e ha visto l’uomo precipitarsi in soccorso. Lei gli avrebbe poi consigliato la manovra da eseguire, mentre «l'equipaggio è rimasto con le braccia conserte. A un certo punto hanno portato il defibrillatore, ma apparentemente non serviva». Anche se comprensibile lo stato di shock, l’equipaggio – prosegue la donna – dovrebbe essere formato per circostanze simili.

La replica di Swiss

Swiss respinge tuttavia le accuse dei passeggeri e difende l'operato del proprio equipaggio. La compagnia spiega che, durante il rullaggio dopo l'atterraggio, il personale aveva innanzitutto il compito di garantire la sicurezza di tutti i viaggiatori, assicurandosi che rimanessero seduti con le cinture allacciate per evitare ulteriori incidenti.

Per quanto riguarda il neonato, Swiss precisa che l'equipaggio non è intervenuto direttamente nelle manovre di rianimazione perché i primi soccorsi erano già stati avviati dai passeggeri. «Una sola persona alla volta può eseguire le compressioni toraciche», sottolinea la compagnia. Secondo Swiss, i soccorsi aeroportuali sono saliti a bordo in meno di dieci minuti dall'allarme e una barella è stata immediatamente messa a disposizione. I documenti consegnati ai presenti, contestati da alcuni testimoni, erano invece un semplice questionario medico destinato ai paramedici, utile a fornire rapidamente le informazioni necessarie al loro intervento.

Corsi di primo soccorso

La compagnia ribadisce, infine, che gli assistenti di volo seguono regolarmente corsi di primo soccorso, che comprendono le tecniche di rianimazione e l'utilizzo delle attrezzature mediche di bordo, con una formazione specifica anche per gli interventi su neonati e bambini. Inoltre, prima di ogni volo, l'equipaggio ripassa le procedure di emergenza durante il briefing operativo. «Quei nove minuti e mezzo devono essere sembrati un'eternità a chi era coinvolto», conclude Swiss. «In realtà, in quel breve lasso di tempo sono successe molte cose, comprese attività che i passeggeri non potevano vedere».