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Il Pakistan: «C'è l'accordo Usa-Iran, venerdì la firma in Svizzera»

Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha annunciato il raggiungimento dell'intesa tra i due Paesi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Il Pakistan: «C'è l'accordo Usa-Iran, venerdì la firma in Svizzera»
Red. Online
14.06.2026 07:36
00:08
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Traffico tra Golfo Persico e Hormuz sarà regolato da Teheran con Oman

L'agenzia di stampa iraniana Fars News riferisce che a breve verrà rilasciata una dichiarazione ufficiale del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale in merito all'accordo di cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Aggiunge inoltre che è stato deciso che il traffico marittimo attraverso il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz sarà regolato dall'Iran in coordinamento con l'Oman.

23:40
23:40
Trump annuncia: «L'accordo con l'Iran è ormai concluso»

«L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra! Presidente DONALD J. TRUMP». È quanto scrive Donald Trump in un post sul suo social Truth.

Donald Trump ottiene così la pace nel giorno del suo compleanno, anche se in Iran è già la mezzanotte. In base alle ultime bozze del memorandum, lo Stretto di Hurmuz riaprirà, come confermato dal presidente, mentre nei prossimi 60 giorni Washington e Teheran decideranno come diluire l'uranio arricchito e sbloccare gli asset iraniani congelati. «Ci occuperemo della questione della polvere nucleare più avanti, quando saremo pronti a intervenire. Direi nel corso del prossimo mese o due. Non c'è fretta», ha detto il commander-in-chief. 

23:23
23:23
Pakistan: «Raggiunto accordo Usa-Iran, venerdì la firma in Svizzera»

«A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato RAGGIUNTO. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera». Lo annuncia su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.

«Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma - aggiunge Sharif -. Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso».

23:22
23:22
Trump dice che diffonderà una nota sull'accordo con l'Iran

Donald Trump ha detto nel pomeriggio al Wall Street Journal di voler rilasciare a breve una dichiarazione per confermare che gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con l'Iran: l'intesa, che l'Iran non ha ancora confermato di voler accettare, sarà firmata in modalità elettronica da lui stesso o dal vicepresidente JD Vance.

22:09
22:09
Palestina: Abu Mazen annuncia presidenziali nel 2027

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen ha annunciato che le elezioni presidenziali palestinesi si terranno nel 2027. Lo scrive l'agenzia di stampa ufficiale dell'Anp Wafa da Ramallah (Cisgiordania).

Nel decreto presidenziale non è stata indicata una data precisa per le elezioni, ma solo l'anno. Le consultazioni per il Consiglio nazionale palestinese, il parlamento dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, si terranno invece nel novembre di quest'anno.

19:56
19:56
Trump, «Accordo con Iran nelle prossime due o tre ore»

L'accordo con l'Iran è previsto nelle «prossime due o tre ore», ha affermato il presidente statunitense Donald Trump intervistato dall'emittente televisiva newyorchese Fox News.

L'intesa «sarà firmata oggi elettronicamente e dopo una settimana di persona, da qualche parte in Europa», ha precisato.

In un'intervista al sito di notizie politiche statunitense Axios, Trump ha attaccato duramente il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la sua decisione di colpire Beirut: «Ha scombussolato tutto. Ha ritardato la firma di qualche ora. Doveva avvenire ora. Adesso è prevista tra qualche ora». «Perché Bibi ha dovuto fare un fottuto attacco? Ero furioso. Gliel'ho fatto sapere. Non ha un cazzo di giudizio. Gliel'ho fatto sapere», ha detto Trump, che in una corsa contro il tempo per salvare il protocollo d'intesa con Teheran punta sulla diplomazia riservata e su dichiarazioni pubbliche per arrivare alla firma.

Se l'Iran firmasse oggi il memorandum of understanding (protocollo d'intesa) sulla fine della guerra, Trump «ordinerebbe l'immediata revoca del blocco contro i porti iraniani, per poi passare a discussioni più dettagliate in relazione al programma nucleare iraniano», ha detto lo stesso inquilino della Casa Bianca a Fox News.

Intanto, il generale Ali Abdollahi, comandante delle forze armate iraniane, ha dichiarato che l'esercito ha «il dito sul grilletto» ed è pronto a colpire «il cuore del nemico», secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa della Repubblica islamica (Irna, controllata dal governo). Abdollahi ha affermato che l'Iran aspettava il «minimo errore» del nemico per «impartirgli una lezione indimenticabile».

18:35
18:35
Israele: «Eliminato in Libano capo rete Hezbollah in Siria»

L'esercito israeliano (Idf) annuncia di avere ucciso venerdì «con un attacco mirato nel sud del Libano, Ali Musa Daqduq, un alto comandante dell'organizzazione (paramilitare islamista sciita e antisionista libanese) Hezbollah ed ex comandante della 'Rete terroristica del Golan' di Hezbollah».

Secondo il comunicato del portavoce dell'Idf, Daqduq ha ricoperto una serie di posizioni di rilievo all'interno di Hezbollah, tra cui quella di comandante della Rete del Golan, la cellula responsabile del radicamento di Hezbollah in Siria nei pressi del confine israeliano.

17:36
17:36
Hegseth, «Su accordo con l'Iran la questione è quando firmeremo»

«Siamo sulla buona strada per firmare l'accordo con l'Iran; la questione non è se lo firmeremo, ma quando». Il segretario alla difesa statunitense, Pete Hegseth, intervenendo su Cbs News, la testata giornalistica dell'emittente radiotelevisiva newyorchese Cbs, ha detto che «il presidente (Donald) Trump ha già inferto colpi devastanti al programma nucleare iraniano, da 'Midnight Hammer' (letteralmente martello di mezzanotte) fino a questa campagna.»

«Se l'Iran non intende conformarsi, dovrà vedersela di nuovo con il Dipartimento della guerra (l'appellativo ripristinato da Trump come denominazione secondaria del Dipartimento della difesa), cosa che preferiremmo evitare».

Gli attacchi di Israele alla periferia meridionale di Beirut «non ostacoleranno l'accordo con l'Iran» che, tuttavia, «deve esortare con fermezza (l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese) Hezbollah a smettere di attaccare Israele».

17:34
17:34
Trump deplora attacco di Israele a Beirut

«L'attacco di questa mattina a Beirut (Libano) non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha reagito è stato di entità trascurabile e privo di reale rilevanza - senza causare feriti o vittime - e non dovrebbe compromettere questo processo fondamentale».

Lo scrive il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social. «È necessario che tutte le parti facciano un passo indietro (...), questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola», ha aggiunto.

14:02
14:02
Israele ha colpito «obiettivi terroristici di Hezbollah» a Beirut

Le forze israeliane hanno colpito «obiettivi terroristici di Hezbollah» nella periferia meridionale di Beirut: lo hanno reso noto in un comunicato congiunto, citato dal Times of Israel, il premier di Israele Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Israel Katz. Il bilancio è di un morto e quattro feriti.

Secondo la nota, i raid sono una «risposta» ad «attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano». In un proprio comunicato, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno parlato di attacchi «mirati» su infrastrutture che sarebbero controllate da Hezbollah.

L'esercito israeliano «ha colpito obiettivi terroristici di Hezbollah» nel quartiere di Dahiyeh, nella capitale libanese, in risposta ai lanci effettuati da Hezbollah contro il territorio israeliano, si legge, «Israele non tollererà attacchi diretti contro il proprio territorio».

Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale libanese NNA, almeno una persona è stata uccisa e altre quattro sono rimaste ferite nell'attacco. Il raid ha colpito un appartamento che, secondo l'IDF, sarebbe stato utilizzato come centro di comando di Hezbollah.

13:55
13:55
«Il testo dell'accordo con gli USA non è stato ancora finalizzato»

Mehdi Mohammadi, membro della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, ha dichiarato all'agenzia Fars che «il testo dell'accordo con gli Stati Uniti non è stato ancora finalizzato e permangono questioni chiave relative alle 14 parti del testo dell'accordo».

«L'accordo prevede la fine della guerra contro l'Iran e il Libano da parte degli Stati Uniti e di Israele. Se ci sarà un nuovo attacco, chiuderemo lo Stretto di Hormuz, attaccheremo Israele e non entreremo nel secondo round di colloqui», ha detto.

«Secondo il testo - aggiunge - gli Stati Uniti devono avviare il processo di fine del blocco navale subito dopo la firma dell'accordo e lo completeranno in 30 giorni. L'Iran prenderà accordi nello Stretto di Hormuz, che includeranno la sua sicurezza e la riscossione di tariffe insieme all'Oman. Inoltre, le navi che non appartengono a paesi ostili, non minacciano la sicurezza e sono commerciali potranno attraversare la via navigabile lungo la rotta stabilita dall'Iran, ad eccezione di qualsiasi nave proveniente da Israele».

10:35
10:35
Una delegazione del Qatar a Teheran per i colloqui di pace

Una delegazione del Qatar, Paese che funge da mediatore tra Iran e Stati Uniti insieme al Pakistan, è arrivata oggi a Teheran nell'ambito di colloqui volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media iraniani.

L'agenzia di stampa Isna ha riferito che un consigliere del ministro degli esteri del Qatar è stato inviato in Iran. Questa visita ha lo scopo di «esaminare gli ultimi sviluppi relativi al processo diplomatico», secondo Tasnim, un'altra agenzia di stampa iraniana.

09:22
09:22
Trump ribadisce: «L'Iran ha accettato di non avere mai un'arma nucleare»

«Abbiamo la Repubblica Islamica dell'Iran che ha appena accettato di non avere mai un'arma nucleare, e lo Stretto di Hormuz aprirà a a breve»: è quanto affermato in un post su Truth dal presidente USA, Donald Trump.

Nel messaggio, che non specifica quando di preciso potrebbe riaprire lo Stretto, Trump annuncia il suo «endorsement» al congressista Mike Collins, ora candidato repubblicano al Senato per la Georgia.

07:37
07:37
Il punto alle 7

Le forze militari Usa hanno bloccato altre due navi dirette verso i porti iraniani attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo riporta il Comando centrale americano (Centcom) in un post su X, a segnalare che mentre i negoziati tra Washington e Teheran sembrano avviati verso una conclusione, il blocco navale americano prosegue.

Secondo il Centcom, sono state finora deviate 141 navi dall'inizio delle attività basate sul blocco che impedisce alle navi di effettuare consegne presso i porti iraniani o di lasciarli. In caso di violazioni, gli Usa hanno finora sparato razzi per renderle inservibili. Nell'ultimo conteggio, sono ancora nove le navi messe fuori uso.