Guerra

Il piano russo sull’Ucraina: «Colpiranno le centrali nucleari e la rete idrica»

Mosca sarebbe pronta a provocare il collasso del sistema energetico ucraino durante l'inverno, lasciando la popolazione in balia del freddo: previsti attacchi massicci con missili e i nuovi droni Geran-5, più difficili da intercettare
©MAXIM SHIPENKOV
Michele Montanari
02.10.2026 09:00

Il prossimo inverno potrebbe essere il più difficile di sempre per gli ucraini. La Russia che da mesi bombarda senza sosta gli impianti energetici del Paese invaso e compie atti di terrorismo contro la popolazione civile, colpendo supermercati, ospedali e scuole, potrebbe cercare di paralizzare definitivamente la rete elettrica ucraina. Con la fine della stagione estiva e il calo delle temperature, Mosca ha intensificato gli attacchi. Mercoledì scorso missili e droni hanno preso di mira una grande centrale termoelettrica e altri impianti energetici nella regione di Kiev. Diversi quartieri della capitale sono rimasti per ore senza elettricità e acqua.

Secondo le autorità ucraine, quel pesante attacco ha segnato l'inizio di una nuova campagna volta a lasciare al freddo e al buio la popolazione. La Russia, ormai da oltre 4 anni, conduce azioni militari di questo tipo, ma quest'inverno si presenta più armata che mai, con ampie scorte di missili balistici e droni ancora più letali, come i Geran-4 e i Geran-5, dotati di motore turbogetto TF-TJ2000A prodotto in Cina, molto difficili da intercettare.

Il ministro dell'energia ucraino, Denys Shmyhal, ha mostrato agli alleati europei a Parigi un documento che descriverebbe il piano del Cremlino per i prossimi mesi: provocare il collasso del sistema energetico attraverso attacchi metodici. Il piano, di cui il New York Times è entrato in possesso, prevede una serie di attacchi da 1.000 missili, droni e bombe. Gli obiettivi sarebbero un'ampia gamma di infrastrutture, tra cui sottostazioni elettriche, centrali idroelettriche e termoelettriche e centrali termiche. L'aspetto più allarmante del documento, evidenzia il NYT, è che la Russia intende costringere Kiev a chiudere le tre centrali nucleari ucraine operative, definite la «spina dorsale della sua infrastruttura energetica», lanciando missili contro le sottostazioni elettriche che le collegano alla rete. Le sottostazioni si trovano a circa 1,5 km dai reattori.

Stando al documento, Mosca intende pure prendere di mira il sistema idrico ucraino, comprese le stazioni di pompaggio e gli impianti di depurazione delle acque reflue, con decine di missili balistici e bombe plananti. La Russia non ha mai attaccato siti di questo tipo su vasta scala, evidenzia ancora il NYT.

L'obiettivo finale è quello di isolare le principali città ucraine da elettricità, riscaldamento e acqua, il che potrebbe scatenare una crisi umanitaria. Kiev, Kharkiv e Odessa sono indicate come obiettivi prioritari, con piani per ridurre del 90% le forniture di elettricità, diminuire fino al 90% quelle di riscaldamento e compromettere gravemente il sistema fognario. Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato pubblicamente che il suo esercito quest'inverno lancerà una vasta campagna per neutralizzare le infrastrutture energetiche ucraine, in risposta agli attacchi di Kiev contro le raffinerie di petrolio. Per il principale canale Telegram russo, Rybar,  il capo del Cremlino ha ordinato di concentrare i bombardamenti contro i grandi centri urbani, lontano dalla linea del fronte, per poi sfruttare il freddo invernale e spingere l’Ucraina verso il crollo definitivo nel 2027. Funzionari di Kiev hanno riferito all’Economist che il picco di questa campagna è previsto per novembre, affermando che «Putin ha ordinato di attaccare tutto ciò che è civile. Vuole che la gente abbia paura di andare al supermercato».  

Lo scenario è particolarmente allarmante per l’Ucraina perché Mosca da questa estate utilizza droni molto difficili da intercettare. L'impatto dei Gerna-4 e Geran-5 sulle difese ucraine è stato evidente. Nel marzo 2026, Kiev riusciva ad intercettare oltre il 90% dei droni lanciati dalla Russia. Lo scorso giugno con il dispiegamento massivo dei nuovi velivoli, tale percentuale è scesa a poco più del 50%. Secondo la Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina (HRMMU), nei primi otto mesi del 2026, l’esercito russo ha ucciso e ferito più civili che nell'intero 2025. Le vittime da gennaio ad agosto 2026 (2.222 morti; 13.058 feriti) sono state superiori del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025 e più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il Kyiv Independent descrive il Geran-5 come «l'ultimo tentativo della Russia di distruggere la vita civile a Kiev», per «costringere l'Ucraina alla capitolazione». «Il Geran-5 è un bersaglio decisamente più difficile da intercettare rispetto al Geran-4, o a qualsiasi drone russo di precedente generazione», ha dichiarato al quotidiano ucraino un ingegnere di un'azienda del settore della difesa, aggiungendo che le aziende teconologiche stanno cercando di trovare una soluzione al problema. L'intelligence di Kiev stima che la Russia sia attualmente in grado di produrre 3.000 missili a reazione Geran-4 e Geran-5 al mese, una cifra che Mosca intende incrementare rapidamente.

I letali droni russi prendono di mira sempre più spesso le infrastrutture civili come supermercati, scuole, centri commerciali, infrastrutture di telecomunicazione, data center, distributori di benzina e strutture mediche. La strategia di Mosca sembra chiara: terrorizzare la popolazione nelle sua attività quotidiane, prima di lasciarla in balia del freddo invernale. La Russia sta tentando di «distruggere praticamente l'intera economia», ha dichiarato al Guardian il ministro dell'Economia Oleksandr Kravchenko, affermando che gli allarmi antiaerei costano all'economia ucraina 45 milioni di dollari per ogni ora di interruzione delle attività aziendali. Solamente la scorsa settimana si sono registrati raid aerei per un totale di oltre 20 ore in un solo giorno.

Appare evidente che in questa fase della guerra, nonostante la linea del fronte praticamente immutata, la superiorità aerea appartenga a Mosca. Ieri Putin durante la conferenza annuale del Valdai Club ha fatto sapere che il suo bersaglio resta sempre e solo l’Ucraina, affermando che la Russia «non ha intenzione di attaccare» nessun Paese NATO. Allo stesso tempo ha però evidenziato che l’Occidente sta mettendo in atto «un'escalation». Mosca, dunque, rimane pronta a difendersi «con tutti i mezzi a sua disposizione» in caso di attacco al suo territorio, compresa di Kaliningrad. Lo «zar» ha sottolineato che tra «i mezzi a disposizione», la Russia può vantare armi nucleari come nessuno in Europa.

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