Il Regno Unito è in allarme per l'aumento della violenza nei negozi

In allarmante aumento gli episodi di violenza nei negozi del Regno Unito: ne sono stati registrati in media 1.300 al giorno l'anno scorso, con un incremento del 50% rispetto al 2022. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati dalla Federation of British Small Businesses, che riunisce i piccoli commerciati britannici, sempre più preoccupati di fronte alle aggressioni verbali e fisiche perpetrate contro i rivenditori.
Fra gli episodi più comuni ci sono anche attacchi sessuali e a sfondo razzista, mentre si è assistito a un'impennata dei furti, il cui costo è raddoppiato, arrivando a 1,8 miliardi sterline, con 45 mila casi giornalieri nel Paese. Tutto questo nonostante la capillare diffusione di forme di controllo e dissuasione come le telecamere a circuito chiuso.
Le imprese al dettaglio hanno quindi chiesto al governo conservatore di introdurre nuovi tipi di reati per punire severamente chi compie gli attacchi contro i loro dipendenti e così inviare un chiaro segnale contro questi «comportamenti intollerabili». Il quadro emerso dall'allarme lanciato oggi dai piccoli negozianti si può riscontrare anche in quanto successo la scorsa estate a livello di grandi catene.
In particolare, per le baby gang che a Londra avevano compiuto ad agosto un raid nel negozio di Jd Sports a Oxford Street, una fra le vie dello shopping più frequentate d'Europa, scatenando fra i ragazzi inglesi un pericoloso effetto emulazione anche grazie ai video diffusi sui social media.