USA-Israele

Il sindaco di New York Mamdani non molla: «Netanyahu va arrestato, è un criminale di guerra»

Dopo il «no» categorico del presidente USA Donald Trump, il primo cittadino della Grande Mela sfida la Casa Bianca: «Esorto il governo a eseguire il mandato della CPI» - Tel Aviv non ci sta: «Pensi alla sua città invece di fare propaganda ad Hamas»
Michele Montanari
22.07.2026 13:31

Il sindaco di New York Zohran Mamdani non arretra e, anzi, fa un ulteriore passo in avanti chiedendo al governo federale americano di arrestare Benjamin Netanyahu, qualora si recasse nella Grende Mela per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Martedì sera, Mamdani ha sfidato il governo di Donald Trump, pubblicando un video in cui chiede di dare esecuzione al mandato di arresto internazionale emesso nei confronti del premier israeliano dalla Corte penale internazionale (CPI).  «È un criminale di guerra», ha commentato il newyorkese, nonché «l'artefice di un orribile genocidio contro il popolo palestinese».

Negli scorsi giorni, il sindaco della metropoli USA, durante la trasmissione «The Interview» del New York Times, aveva fatto sapere che la sua amministrazione stava valutando il fermo di Netanyahu, atteso per il vertice ONU di settembre. Secondo Mamdani, il primo ministro dovrebbe essere «processato all'Aia», in quanto «incriminato dalla Corte penale internazionale» per i numerosi morti nella Striscia di Gaza. «Faremo quello che la legge consente di fare, ma non scriveremo leggi ad hoc a tal fine», aveva poi puntualizzato.

Come detto, Mamdani ieri è tornato alla carica, evidenziando però che, in quanto sindaco di New York, «non possiede l'autorità legale indipendente» per far arrestare Netanyahu. «Abbiamo esaminato ogni possibile via legale per stabilire se New York City potesse dare esecuzione al mandato della Corte penale internazionale», ha poi aggiunto.

Nel filmato diffuso sui social, si vede Mamdani guardare fisso l'obiettivo della videocamera, seduto ad una scrivania in mezzo alla bandiera a stelle e strisce e quella della Grande Mela: «Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York, così come non lo è nessun altro criminale di guerra a piede libero. Sebbene non possiamo porre fine al genocidio da soli, possiamo decidere se il nostro silenzio diventerà un'altra arma e possiamo esaminare ogni strumento a nostra disposizione per difendere l'umanità e la dignità di tutte le persone». Se New York non può fare nulla, ha spiegato ancora Mamdani, «il governo federale lo può fare: lo esorto ad aderire alla Corte penale internazionale ed eseguire questo mandato».

Un affronto a Trump

Il messaggio del primo cittadino della metropoli rappresenta un evidente affronto al presidente USA Donald Trump, che lunedì aveva categoricamente escluso l’arresto del premier israeliano negli Stati Uniti, affermando che ciò non sarebbe avvenuto «in alcun modo, forma o maniera». Il tycoon ha scritto sui social media che Netanyahu sta «combattendo contro la Repubblica islamica» e che «gli unici che dovrebbero essere arrestati sono coloro che hanno condotto l'Iran in questa spirale senza precedenti di morte e distruzione». Durante la sua campagna elettorale per la carica di sindaco, Mamdani aveva già annunciato che avrebbe ordinato agli agenti di polizia di arrestare Netanyahu qualora si fosse recato a New York. Gli Stati Uniti, va sottolineato, non riconoscono l'autorità della Corte penale internazionale e non aderiscono allo Statuto di Roma, proprio come Israele. Di più, l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha precisato che un eventuale arresto violerebbe l'Accordo sulla sede delle Nazioni Unite, che garantisce protezione diplomatica ai capi di Governo. In ogni caso, il premier Netanyahu, scrive il Guardian, ha già affermato di non essere «preoccupato» dalle richieste di Mamdani. 

Dopo la pubblicazione del video, l'ambasciatore israeliano all'ONU, Danny Danon, ha duramente criticato la posizione del sindaco su X: «Basta con le calunnie sul sangue. Basta con gli attacchi alle organizzazioni ebraiche. Basta con i contatti con il Regime iraniano. Sei stato eletto per servire i newyorkesi, non per fare propaganda ad Hamas. Fai il tuo lavoro!». Danon, in un precedente post, aveva accusato Mamdani di antisemitismo. 

Il mandato di arresto della CPI

Nel 2024 la CPI ha emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità nella Striscia di Gaza, dove, secondo i report dell’ONU, sono morte oltre 70 mila persone in seguito agli attacchi terroristici di Hamas in Israele, nell’ottobre del 2023. La CPI ha pure emesso un mandato di arresto per il capo militare del gruppo islamista, Muhammad Deif, poi rimasto ucciso in un attacco aereo israeliano.

Tel Aviv si è sempre opposta alle denunce del tribunale dell’Aia, affermando che lo Stato ebraico ha «adottato misure senza precedenti in tempo di guerra per ridurre al minimo i danni ai civili durante il conflitto con Hamas». Lo scorso 23 giugno, la Commissione indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha stabilito che Israele ha «commesso un genocidio a Gaza», evidenziando che l’esercito (IDF) «sta prendendo deliberatamente di mira e uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, cancellando la loro infanzia» al punto da compromettere «la stessa capacità di esistere e di determinare il proprio futuro». Stando all’indagine, Israele avrebbe commesso «quattro dei cinque atti genocidari» sanciti dalla Convenzione sul genocidio del 1948, ossia «uccisione di membri del gruppo (in questo caso i palestinesi, ndr), grave lesione dell'integrità fisica o mentale di membri del gruppo, imposizione di condizioni tali da provocare la distruzione fisica totale o parziale e misure volte a impedire le nascite all'interno del gruppo».

Tel Aviv ha bollato il rapporto ONU come «una farsa calunniosa», che ignora «le brutali tattiche di Hamas», accusato di «attaccare spietatamente i bambini israeliani e di usare i bambini palestinesi come scudi umani».

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