In Nepal è corsa contro il tempo: i morti sono quasi 700, oltre 3 mila i dispersi

Il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal e il Tibet mercoledì scorso, con il passare delle ore, si fa sempre più pesante. Interi villaggi, strade e ponti sono stati spazzati via dalla furia dell’acqua, che ha lasciato dietro sé una scia di morti e macerie. Gli ultimi aggiornamenti delle autorità nepalesi parlano di almeno 675 vittime. Dati ancora provvisori, visto che i dispersi sono oltre 3 mila.
Stando alla CNN, nelle prossime ore, sono previste ulteriori piogge proprio nelle zone colpite dal disastro, costringendo le squadre di soccorso a una disperata corsa contro il tempo.
I cittadini stranieri recuperati nelle aree inondate sono 187. Lo ha fatto sapere nelle scorse ore il ministero degli Esteri nepalese nell'ultimo bollettino, precisando che complessivamente sono state tratte in salvo oltre 4.450 persone. Il ministero non ha fornito nell'ultimo aggiornamento un nuovo dato sugli stranieri ancora dispersi, ma si stima che siano ancora oltre 400.
Il primo ministro nepalese Balendra Shah ha schierato oltre 30 mila membri delle forze di sicurezza per le operazioni di soccorso e recupero. Squadre dell'esercito nelle scorse ore si sono attivate per recuperare i numerosi lavoratori rimasti intrappolati nelle gallerie travolte dal fango. Le immagini diffuse sui social media sono drammatiche.
Il New York Times riferisce di obitori in diverse città a valle dell'alluvione intasati dall’alto numero di cadaveri. «A memoria d'uomo, non abbiamo mai assistito a un evento montano di questa portata. L'impatto su vite umane, mezzi di sussistenza, edifici, infrastrutture, ponti, progetti idroelettrici e produzione di energia è davvero immenso», ha commentato ieri Kamal Kishore, il più alto funzionario delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi.
Il piccolo Paese himalayano è uno dei più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Gli scienziati avvertono da tempo del rischio di inondazioni causate dai laghi formatisi in seguito allo scioglimento dei ghiacciai di montagna. Da anni le inondazioni legate alle piogge monsoniche provocano frane e bloccano le strade, mettendo a dura prova le già fragili infrastrutture del Paese. Ma quanto visto negli scorsi giorni sembra una catastrofe senza precedenti.
